La Lettera

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Lettere »

Se il ministro della pace diventa il ministro delle bombe. Quella che era stata presentata come una "missione di pace" (per chi ci ha creduto) ora si svela per quello che è: nient'altro che una guerra

Giancarla CODRIGNANI – Camerati

12-10-2010

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Il ministro della Difesa entrerà nell’aula a Montecitorio per presentare la felice proposta di armare gli aerei con bombe in funzione difensiva: nell’esordire accantonerà il normale “onorevoli colleghi” e gli verrà dal cuore l’antico “camerati”. Ai balilla nella scuola aveva già provveduto d’accordo con la Gelmini, gli avanguardisti li vivacizza contro i comunisti nei licei, le camicie nere non le vede nelle vetrine di Cenci (il negozio super-lusso vicino alla Camera), ma, memore del “memento audere sempre” (ricorda di osare sempre ) entra nel suo film preferito con un grido che gli viene dal cuore.

Cari amici, ci manca poco. Ignazio La Russa, infatti, reagisce secondo natura (la sua, ovviamente, lombrosianamente fascista): i talebani ci hanno ucciso quattro uomini e lui vede l’iniziativa a suo tempo definita costruttiva di democrazia come realizzazione del suo sogno di guerra. Aveva annunciato ai ragazzini il suo programma formativo “Allenati alla vita”, che voleva dire “Preparati a sparare”: mentre i leghisti avevano approvato pensando che volesse dire “spara agli stranieri, soprattutto clandestini”, Ignazio preparava la mimetica, dimenticando di passare da Napolitano per la dichiarazione di guerra. Della serie “spezzeremo le reni ai talebani”…

Bombardare l’Afghanistan: lo hanno fatto fin qui gli americani e sono già morti in 700. Bisognerebbe conoscere un poco di storia e chiedersi come mai l’Inghilterra ci rimise le penne nel XIX secolo e l’Urss nel XX. Perfino uno come Annibale una strategia se la sarebbe inventata prima di mettersi nei guai. Noi moderni, no; e anche il povero Obama resterà strangolato dalla polpetta avvelenata della cucina Bush, destinata ad insegnare la democrazia ai civili afgani con le bombe.

Ha ragione Pax Christi quando si chiede chi ha voluto e vuole questa guerra che ci costa quasi 2 milioni di euro al giorno per mantenere 3300 soldati, sostenuti da 750 mezzi terrestri e 30 veicoli. “Quante scuole e ospedali si potrebbero costruire” per rendere la popolazione locale meno ostile agli occidentali invece di favorire il mercato delle armi italiane che produce morte e mutilazioni? Senza indulgenza per le associazioni cattoliche che accettano dall’industria bellica elargizioni e benefici, l’interrogazione di Pax Christi è ragionevolmente spietata: “può una nazione come l’Italia – che per riduce i posti letto negli ospedali, blocca gli stipendi, tiene i carcerati in condizioni abominevoli e inumane, licenzia gli insegnanti e riduce le ore di scuola, accetta che una parte sempre più grande di cittadini viva nell’indigenza e nella povertà – impegnare in armamenti e sistemi d’arma decine di miliardi di euro?”

Il camerata La Russa affida il nostro benessere e la pace ai cacciabombardieri da 14 miliardi di euro e alle navi FREM da 5,7 miliardi di euro. E prova affetto per la portaerei Cavour da un miliardo e mezzo per il cui esercizio sprechiamo 150.000 euro al giorno. Oggi gli brillano gli occhi pensando alla possibilità di bombardare. Che è il modo strano di augurarsi altri morti oltre ai poveri quattro giovani appena sepolti con onore.

Giancarla Codrignani, docente di letteratura classica, giornalista, politologa, femminista. Parlamentare per tre legislature
 

Commenti

  1. [...] domani.arcoiris.tv [...]

  2. Franco Bifani

    Noto che al camerata La Russa piace molto rivestire i panni del super-soldier, con tuta mimetica, anfibi, cinturoni, gibernone e gibernette, basco da Berretto Verde. Gli piace,si vede,il giochino del soft-air a livello di parlamentare, in mezzo ai militari italici,dove può dardeggiarel’aere con il lampo dei suoi occhi neri luciferini. Oto-Melara, Beretta, Fiat Avionica e circonvicini gli devono molto. In Afghanistan facciamo i galopponi dei soldatoni USA, con armamento ed equipoaggiamento da poveracci.Gli americani vincono,non sempre,le guerre, ma sono totalmente incapaci di costruire le paci che ne conseguono, gli manca la stoffa dei diplomatici, l’umiltà e la modestia di accostarsi al vinto, per capirne le esigenze e le ragioni. Per loro, dato che in God they trust, e ripetono ad ogni piè sospinto “Oh, my God!” e, quindi, il Dio dei calvinisti e del dollaro è con loro, tutto il resto del mondo è costituito da sciuscià.