«Sento il bisogno di scrivere queste due righe rivolgendomi ai ragazzi che vanno in piazza»
Cari studenti, io poliziotto sto dalla vostra parte
22-12-2010
di Maurizio Cudicio, poliziotto in serivizio alla Questura di Trieste
«Io poliziotto, sono figlio e padre e quando finisco di lavorare torno a casa dalla mia famiglia. Mia moglie mi chiama al cellulare e mi dice di non fare tardi che la cena è quasi pronta. Io contento la tranquillizzo e le dico che tornerò prima possibile. Passano le ore e mi ritrovo in ospedale con la testa rotta. Studente, mi rivolgo a te, io sono consapevole che non sei stato tu, tu hai tutte le ragioni del mondo di manifestare per i tuoi diritti, ma quello che non sai forse è che noi poliziotti siamo con voi, siamo dalla vostra parte e non siamo contro nessuno».
«Noi rappresentiamo lo Stato quando ci vedete in strada – continua la lettera -, ma credimi siamo orgogliosi di farlo, noi amiamo il nostro lavoro ma siamo in piazza anche per voi. Non siamo lì per divertimento e facciamo di tutto, credimi studente, di tutto, per evitare che qualcuno si faccia male.Certo gli ordini sono ordini e noi siamo obbligati ad eseguirli, ma sappiamo benissimo dove dobbiamo fermarci per il bene nostro e vostro».
«Abbiamo paura, si tanta a volte e in certi momenti forse sbagliamo, ma credimi, parlo con il cuore, quando ci troviamo tra due fronti, in mezzo alla guerriglia urbana è veramente dura. Scusami se ti chiamo studente forse è troppo in generale, ma potrei chiamarti, Gianni,Luisa, Giovanni o Marco, per noi siete tutte persone che hanno diritto di manifestare e noi siamo in piazza perche questo diritto sia rispettato».
«I media e i politici a volte esasperano i toni, non rendendosi conto che in strada ci sono solo persone, che abbiano la divisa o che siano studenti, siamo tutti “uomini” e tra noi NON deve esistere il VS! Grazie studente, ricordati se hai bisogno di qualsiasi cosa noi siamo qui al tuo servizio. Ciao da un amico, ciao da un poliziotto».
(Maurizio Cudicio ha creato un gruppo su Facebook, “Movimento poliziotti” con il quale si propone di aprire un punto di incontro fra cittadini e poliziotti. I lettori possono aderire anche attraverso Domani “Voi cittadini avete bisogno di noi ma anche noi abbiamo bisogno di voi”, avviso nella bacheca del gruppo che ha superato in pochissimi giorni i 1.000 iscritti)
Questo poliziotto rappresenta l’archetipo dei disoccupati che hanno-trovato-un-lavoro-ma loro-potrebbero-guadagnare -di più.
caro il mio poliziotto è inutile che mugugni se non ti va questo lavoro vai a fare il metalmeccanico che ti disputi solo con il padrone ed hai un orario fisso!
io sono stato un carabiniere e lo facevo con tanta convinzione che ho dovuto fare altro!I Santi ed i Serpico non esistono ma solo gente che cerca di rimediarsi una vita! io so che quando ti chiamo hai sempre la pattuglia impegnata , rivolgermi a te per una ingiustizia è tempo perso ed oggetto di irrisione . Guarda caro poliziotto la fiducia della gente verso le istituzioni è da tempo estinta e non avete rispetto della popolazione. tu cerchi di discutere con lo studentello infarcito di slogan , ma in verità è che devi
solo obbedire, tacere e batterti per lo Stato e per la comunità. non esistono prossimità con nessuno ne con gli operai , ne con i ricchi ma solo con ciò che il governo comanda giusto o sbagliato che sia.Tu non devi interpretare, dare la tua opinione , quella lasciala al Parlamento, tu hai solo un compito esecutivo, adeguati o esci!
CArlo
Caro Maurizio, testimonianze come queste sono quanto mai benvenute e dimostrano che il movimento degli studenti dovrebbe prendere in considerazione l’idea di avere un rapporto più stretto con voi.Tuttavia bisognerebbe che la tua iniziativa, che molto umanamente testimonia la vostra paura durante le manifestazioni, mettesse in discussione non solo la violenza di teste calde, infiltrati, black block e quant’altro, ma anche la violenza di quei tuoi compagni che approfittano dell’uniforme per scatenare violenza e intolleranza e colpire nel mucchio; nonché minacciare e insultare pesantemente i ragazzi e le ragazze fermate, e che sovente nulla di violento hanno commesso.
Bè, GRAZIE!