La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Lettere »

Lo ha deciso Berlusconi dopo una telefonata “imperiale”. Sto pensando alla disperazione del ministro della guerra La Russa che aveva giurato “non spareremo un colpo per via del nostro passato coloniale”. Ma perché i leghisti recitano la dissidenza? Perché si vota a Milano e dopo i baciamano al rais fa brutta impressione alla concretezza lombarda un voltafaccia da guitti di periferia. E allora…

Alessandra RICCIO – E il partito dell’amore comincia a bombardare

26-04-2011

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La notizia spaventosa é che dopo una telefonata con il Presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la pace, Obama, il presidente Berlusconi, il leader del “partito dell’amore”, autorizza la nostra aviazione militare a bombardare Tripoli: arriva il giorno dopo la pubblicazione delle terribili informazioni su Guantánamo diffuse da Wikileaks.

Davvero non so come abbiamo fatto a diventare tanto creduloni e di scarsa memoria da credere alla storiella del dovere morale di intervenire in difesa dei ribelli libici contro quello stesso dittatore che ci ha rifornito di gas per decenni e che abbiamo ricevuto tributandogli eccessi di onori appena qualche mese fa. Come possiamo credere alla preoccupazione di Sarkozy o di Cameron per i diritti dei popoli quando hanno assistito impavidi ai massacri a Gaza o alle repressioni di tanti movimenti qua e là per il mondo?

Qualche lustro fa, in America Latina, argentini, ecuadoriani, venezuelani, boliviani, hanno cacciato presidenti indegni a furor di popolo e al grido “que se vayan todos”, senza che l’Europa facesse una grinza e si preoccupasse della salvaguardia di quei manifestanti. Nel caso, si sono affrettati a riconoscere qualche colpo di stato, come quello fallito in Venezuela e riuscito in in Honduras, dove la gente combatte e resiste nell’indifferenza dell’Europa ma non degli Stati Uniti che hanno avuto molta parte in causa nei golpe e nella restaurazione dell’ordine imperiale.

Soprattutto, come credere e come cedere a una telefonata di Obama, lo stesso Presidente che non è capace – malgrado lo avesse promesso in campagna elettorale – di chiudere quel limbo giudiziario amministrato dai militari, che Bush figlio ha voluto creare nella base navale di Guantánamo. Mi tornano in mente le parole acute di quel poeta e sacerdote nicaraguense, Ernesto Cardenal, quando –nel mezzo di una furiosa campagna di stampa contro Cuba- riconosceva: “Sì, è vero: a Cuba si tortura, a Cuba si violano i diritti umani. Vero, vero. Ma tutto ciò avviene nella base che i nordamericani occupano illegalmente a Guantánamo!”

Adesso leggo sul “El País”, una delle testate che ha dato maggior rilievo a queste rivelazioni sulla ignominia dal 2002 gestita segretamente in quel lembo di terra cubano, che uno di quei prigionieri, il libico Abu Sufian bin Qumu, tenuto per sei anni a Guantánamo col sospetto di essere un terrorista di Al Qaeda, comandante mujaidin in Afganistan e Pakistan; Abu Sufian è stato rispedito in Libia: dopo un anno di detenzione è tornato libero. Oggi è uno dei combattenti contro Gheddafi più in vista di Derna. Un bell’imbroglio davvero! Tutti ci siamo chiesti e abbiamo chiesto di sapere qualcosa di più del movimento dei ribelli libici, ma le notizie sono assai scarse. Adesso Wikileaks ci fornisce questa possibile pista che confermerebbe l’affermazione del leader libico che nella ribellione contro di lui ci sarebbe lo zampino di Al Qaeda. Ma se così fosse, ci troveremmo di nuovo di fronte a quella matassa ingarbugliata in cui si mescolava la famiglia Bush con Bin Laden e Al Qaeda.

A chi credere e cosa credere? Nel frattempo, il nostro Presidente del Consiglio, dimentica che la nostra Costituzione mette al bando la guerra e obbedisce alla telefonata imperiale. Per sentire qualcosa di sensato contro questa dissennata decisione, pensate un po’,ho dovuto aspettare le dichiarazioni dell ministro leghista Calderoli.

Error: Impossibile creare la directory /ha/web/web/domani.arcoiris.tv/www/sito/uploads/2017/08. Verifica che la directory madre sia scrivibile dal server!Alessandra Riccio ha insegnato letterature spagnole e ispanoamericane all’Università degli Studi di Napoli –L’Orientale. E’ autrice di saggi di critica letteraria su autori come Cortázar, Victoria Ocampo, Carpentier, Lezama Lima, María Zambrano. Ha tradotto numerosi autori fra i quali Ernesto Guevara, Senel Paz, Lisandro Otero.E' stata corrispondente a Cuba per l'Unità dal 1989 al 1992. Collabora a numerosi giornali e riviste italiani e stranieri e dirige insieme a Gianni Minà la rivista “Latinoamerica”. E’ tra le fondatrici della Società Italiana delle Letterate.
 

Commenti

  1. Corrado

    Purtroppo …è tutto vero!
    Dopo aver solennemente firmato un patto di amicizia con la Libia e senza che il suo leader ci abbia minimamente disturbati….. gli dichiariamo guerra (bombardare e/o inviare militari significa…guerra e non …amicizia!) per aiutare un’orda di beduini ribelli senza capi e senza ideali, ma solo bramosi di vendere o, meglio, svendere, il petrolio libico alla Francia ed all’Inghilterra ed… offrire basi e/o sicurezza alle truppe Americane in procinto di attaccare l’Iran!
    E’ una vergogna !

  2. nadia summer

    grande articolo ! complimenti !! siamo pateteci quanto ignoranti …un popolo cieco e assuefatto! trstezza appurare quanta verita’ nelle parole la sopra ! cari saluti