La Lettera

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Dire, fare, mangiare

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Lettere »

Immaginiamo una fiction che racconti un delitto. Un uomo penetra in una casa, uccide il padrone, fruga nei cassetti, si guarda attorno, arriva lo spot. Aspettiamo che il film riprenda, invece è finito. La pubblicità-prescrizione ha salvato il colpevole

Norberto LENZI – E vissero tutti prescritti e contenti

01-03-2010

di

E così la Cassazione ha deciso. Berlusconi dovrà riconoscere che esistono anche giudici antropologicamente uguali. Si impongono però alcune riflessioni. Un patto oggettivamente e soggettivamente omertoso tra gran parte della politica e buona parte della informazione ha condotto ad una sostanziale equiparazione mediatica tra prescrizione ed assoluzione.

“Assolto, Presidente, assolto!” giubilava al telefono l’avvocato Giulia Bongiorno quando la Corte d’Appello di Palermo aveva appena accertato l’appoggio di Andreotti alla mafia. Assolto, e presentato come caso emblematico di persecuzione politica e di sperpero di denaro pubblico da parte della magistratura, anche quando la sentenza venne resa definitiva dalla Cassazione.

Sempre assolto anche Berlusconi, altro storico perseguitato, sebbene a volte prescritto per le attenuanti generiche (beneficio non previsto per gli innocenti, per i quali è prevista la assoluzione).

Questa fuorviante assimilazione, incuneata con malizia e perseveranza nella opinione pubblica per fini che attenevano ad una ristretta categoria di individui, non ha provocato soltanto una erronea percezione del reale, ma ha trascinato effetti devastanti nel sistema giustizia, rendendo il percorso del processo sempre più accidentato e il tempo della prescrizione sempre più breve, per consentire il raggiungimento di questo ambiguo status di semivergini che spetta ai prescritti.

E non ci si è preoccupati della vastità del danno, perché si doveva sapere che se un pescecane riesce a rompere la rete, uno sciame di pesciolini (senza meriti e senza colpe) lo segue verso la libertà.

È per questo che ormai la metà dei processi si conclude con una frustrante prescrizione.

Ed è strano che in questo mondo mediatizzato la gente accetti senza protestare questo black out improvviso della trama.

Immaginiamo una fiction che racconti un caso di omicidio. Un uomo penetra furtivamente in un appartamento, pugnala un signore che stava leggendo il giornale, fruga nei cassetti in cerca di refurtiva. Lo vediamo bene in volto, proviamo profonda repulsione per quello che sta facendo, partecipiamo emotivamente sperando che non la faccia franca e ci crediamo perché nei film arrivano sempre i nostri. Quando, improvvisamente, mentre l’assassino si sta guardando intorno con occhio torvo, ecco la dissolvenza, seguita dalla pubblicità. Aspettiamo con ansia che il film riprenda. Invece no, è finito. Scendiamo per prendere una boccata d’aria e troviamo l’assassino, elegante ed azzimato, che sorseggia un aperitivo al bar.

Così è stato (e così sarà) di molti imputati, eccellenti e no, nei confronti dei quali sono state trovate le prove sufficienti per la condanna ma vi è stata la dissolvenza.

Per la fiction o per il film lo spettatore, che ha pagato il canone o il biglietto, non accetterebbe mai di essere trattato in questo modo. I cittadini invece, che pure pagano le tasse e prestano i servizi che lo Stato richiede, si stringono nelle spalle, quando non se la prendono con i magistrati.

Nessuno pensa che in certi casi dovrebbe essere possibile pretendere di conoscere come finisce il film. Perché se è comprensibile che un ladro o un rapinatore si ritenga appagato dalla prescrizione, questo dovrebbe essere considerato inaccettabile per chi ricopre incarichi pubblici.

La prescrizione non è un traguardo da raggiungere ansimando e alzando le braccia in segno di vittoria. È una soluzione opaca che dà adito a sospetti e interrogativi, è il contrario di quella trasparenza che dovrebbe caratterizzare l’uomo pubblico, un velo oscuro sulla mitizzata casa di vetro.

Forse l’Italia poteva fare a meno di sapere se un avvocato londinese è corrotto, ma ha diritto di sapere se il suo Presidente del Consiglio è un corruttore.

Tutti i cittadini a questo punto dovrebbero chiedere a Berlusconi di rinunciare alla prescrizione per poter plaudire ad una chiara assoluzione nel merito.

Norberto Lenzi, magistrato in pensione. Pretore a San Donà di Piave e a Bologna fino all'abolizione delle Preture (1998), è stato giudice unico del Tribunale e consigliere della Corte di Appello di Bologna.
 

Commenti

  1. corrado crepuscoli

    COMPLIMENTI dott. LENZI….come sempre ha colto in modo egregio il problema . Aggiungo solo che al di là del “popolo” (che è ed avrà sempre dei limiti..) dove sono i così detti “intelletuali” ? che dovrebbero essere la coscienza critica del potere?
    Certamente la speranza è l’ultima a morire…ma viè un asservimento al potere vergognoso.
    cordialmente Crepuscoli

  2. silvia baschirotto

    complimenti!!!acute osservazioni…
    è una vera tristezza che l’Italia non si svegli..

  3. vikingo

    Egr.dott.
    se avessi saputo che l’italia si sarebbe ridotta in codesto stato, con mafie, camorre comodamente sedute in parlamento e senato a legiferare leggi per salvare il loro capo clan, mi creda mi sarei fatto tagliare le vescichette seminali per non procreare.
    Ho avuto un futuro migliore di mio padre, sic, i miei figli non avranno un futuro migliore di me…..

  4. imagine

    Sono sempre più contenta di non aver generato in questo pessimo Paese

  5. gilberto gagliardi

    Sono in completa sintonia con lei e la ringrazio infinitamente. Mi resta tanto amaro in bocca anche nella consapevolezza che lo stuolo di penalisti (per fortuna non i migliori) arruolati da Berlusconi nel nostro Parlamento per la sua difesa in atti privati e personali, sono pagati da noi cittadini ed a quale prezzo. Il paese sta andando a fondo e quella masnada di arroganti servitori continua esclusivamente a lavorare per lui (e per loro stessi, poiché hanno tutti molteplici attività). Che magari irride, nelle sue squallide gratuite alcove statali, queste nostre considerazioni al pari di quello sciacallo la notte del terremoto. Sono assai triste per i miei nipoti. Non mi rimane che sperare in una metafisica giustizia. Non saprei dove altro. Cordialità ggagliardi

  6. Filippo L.

    Non ci sono più parole per descrivere il livello di informazione raggiunto in Italia, o meglio, il livello di servilismo becero e plateale di buona parte del “giornalismo” italiano.

    Ormai la realtà che viviamo è proprio come una fiction..

  7. GIANNI LAMANNA

    Faccio teatro da circa 25 anni; creo spettacoli a partire dalla scrittura, ma negli ultimi anni è sempre più difficile stare a passo con la fantasia di ciò che accade nella realtà.

  8. Giuseppe

    Dott. Lenzi, la sua affermazione finale è più che legittima, ma sappiamo ormai tutti come è andata e come andrà a finire.
    Berlusconi è colpevole, ha corrotto (mai lui direttamente, ci mancherebbe!) e ha compiuto tutte le azioni possibili e seguito tutte le illecite scorciatoie necessarie al raggiungimento del potere più elevato, con l’unico fine di fare ciò che vuole senza alcun intralcio.
    Ma ciò che più ci sconcerta, lasciandoci attoniti e incapaci di reagire, è la sua capacità di “rigirare la frittata”, di trasformare le sue colpe in accanimento nei suoi confronti.
    Della serie: “quando ti capita di rubare, caro fratello, e ti accusano di aver rubato, grida con forza ai tuoi accusatori che si devono vergognare di compiere furti continuati!…”.
    Ripensando a tutti i suoi discorsi, a tutte le sue affermazioni a tutto ciò che ha dichiarato e poco dopo smentito, a tutte le sue azioni di facciata, spero non ci sia ancora qualcuno che, almeno nel profondo della coscienza, pensi che, poverino, il cavaliere senza macchia e senza pudore sia la vera vittima del sistema!
    E noi siamo continuamente investiti dagli tsunami di queste controreazioni reiterate, rafforzate da coloro che, pur sapendo di fare cosa orrenda, hanno sposato la causa del “lavora per te stesso e uccidi il tuo nemico”, e rimaniamo senza capacità di reazione.
    Questo è l’aspetto più sconcertante di tutta questa vicenda.

  9. paolo picca

    L’aspetto positivo :non siamo tutti uguali,c’è qualcuno che denuncia per iscritto e altri che si indignano leggendo. L’aspetto negativo: fino a quando,in nome del bisogno compulsivo di possedere sempre maggiori somme di denaro,questa società ci propinerà un numero crescente di corrotti e corruttori? Nel frattempo non ci rimane che puntare sull’istruzione e sui frutti che quest’ultima potrà portare alle future generazioni.

  10. Lu Russo

    Sono semplicemente disgustata di tutto ciò che sta accadendo nel nostro paese. Il berlusca sempre salvato e i poveri diavoli che lottano per un tozzo di pane rimangono sempre nella melma e questo bel tipo sempre sorridente come uno scemo non fa altro che accumulare ricchezze alle nostre spalle.
    E noi paghiamo profumatamente per lui e per tutti quelli come lui.
    E’ vergognoso!!!!

  11. rosanna veronesi

    che tristezza.
    Impotenza e un grande vuoto
    Per fortuna che ci sono ancora persone, intellettuali e molti altri che sanno distinguere, che sanno parlare, scrivere e in un certo senso ribellarsi.
    Purtroppo la “maggioranza” ha messo la testa sotto terra e continua imperterrita ad andare avanti contenta di come vanno le cose.
    Ma gli operai, la gente che lavora o che ha perso il posto di lavoro continuerà a credere che questo è un meraviglioso governo?