La Lettera

Per ripulire la democrazia inquinata i ragazzi hanno bisogno di un giornale libero

di

È abbastanza frequente che editori della carta stampata chiudano i loro giornali. Anche a me è capitato quando dirigevo “L’Avvenire d’Italia”, e oggi si annuncia una vera e propria epidemia a causa della decisione del governo di togliere i fondi all’editoria giornalistica. Ma che chiuda Domani di Arcoiris Tv, che è un giornale on line, è una notizia …

La Lettera

Domani chiude, addio

di

L’ironia di Jacques Prévert, poeta del surrealismo, versi e canzoni nei bistrot di Parigi, accompagna la decadenza della casa reale: Luigi Primo, Luigi Secondo, Luigi Terzo… Luigi XVI al quale la rivoluzione taglia la testa: “Che dinastia è mai questa se i sovrani non sanno contare fino a 17″. Un po’ la storia di Domani: non riesce a contare fino …

Libri e arte » Teatro »

Teatro bene comune per il palcoscenico di dopodomani

di

Teatro Municipal - Foto di Elton Melo

“Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”. Parole di Leo …

Inchieste » Quali riforme? »

Il governo Berlusconi non è riuscito a cancellare l’articolo 18, ci riuscirà la ministra Fornero?

di

Roma 23 marzo 2002: l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati al Circo Massimo

Il governo Monti ha perso il primo round con Susanna Camusso che fa la guardia alla civiltà del lavoro, fondamento dell’Europa Unita. Sono 10 anni che è morto Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Br. Si sentiva minacciato, chiedeva la scorta: lo Scajola allora ministro ha commentato la sua morte, “era un rompicoglioni”. Rinasce l’odio di quei giorni? Risponde Cesare Melloni, …

Società » Italia »

Un dossier sconvolgente. Siamo sicuri di essere un paese che - tanto a destra quanto a sinistra - rispetta le regole e distribuisce certezze agli elettori? Sono queste le certezze? Ecco l'elenco degli indagati, dei condannati e dei loro familiari candidati alle amministrative 2010 in Calabria

Indagati e familiari dei boss si candidano a governare la Calabria

26-03-2010

di

Per leggere la descrizione di ogni candidato, si clicchi sul nome corrispondente nell’elenco che segue:

Candidati presidente alla Regione Calabria

Candidati


Agazio Loiero, presidente uscente

Presidente della Regione Calabria col centrosinistra. Ricandidato. Ex deputato democristiano nel 1987 e nel 1992, non eletto nelle file del Ppi nel 1994, quindi passato nel centrodestra col Ccd, eletto senatore con la Casa delle Libert nel 1996, trasvolato poi nell’Upr di Cossiga,quindi nell’Udeur di Mastella ed infine riciclatosi nel centrosinistra con la Margherita. Espulso dalla Margherita, ha fondato il “Partito democratico meridionale” per poi aderire al Partito democratico.

Il 24 febbraio 2004 viene arrestato il manager dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, Carmelo D’Alessandro, con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e truffa in relazione ad una gara d’appalto relativa al servizio di pulizia e disinfestazione all’interno dell’azienda ospedaliera catanzarese.

Il 27 febbraio 2004 Il Quotidiano della Calabria titola “Intercettazioni shock”. Tra le tante telefonate agli atti dell’inchiesta, viene infatti pubblicata quella in cui la moglie di Loiero indica al manager D’Alessandro le persone da assumere nell’impresa di pulizia che si era aggiudicata l’appalto incriminato. Naturalmente saltando selezioni, concorsi e procedure.

Loiero, il giorno dopo la pubblicazione delle intercettazioni shock, in una lettera al Quotidiano conferm tutto, ma si scus dicendo che le persone “segnalate” da lui e dalla moglie non erano comunque dei parenti…

Agazio Loiero un affezionato frequentatore delle cronache giudiziarie.Alla vigilia delle elezioni politiche dell’ aprile 1992, l’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova ed il pm di Locri Nicola Gratteri (attuale pm della Dda di Reggio) che indagavano sui rapporti fra massoneria deviata, ‘ndrangheta e politica, fanno perquisire le abitazioni di alcuni boss della Piana di Gioia Tauro e della Locride. Si scopre cos che i boss posseggono santini, fac-simili e vario materiale elettorale di 20 dei 34 parlamentari eletti in Calabria.Fra questi 20 c’era pure Agazio Loiero.

Nel 1994 la Procura antimafia di Reggio Calabria ottiene il rinvio a giudizio di Loiero per concorso esterno in associazione mafiosa, insieme a quello di un centinaio di esponenti del clan Piromalli-Mol di Gioia Tauro (processo “Tirreno”). Loiero – secondo l’accusa- avrebbe offerto:

in campo politico-istituzionale, ove poteva operare nella sua veste di deputato, favori, raccomandazioni e vantaggi economici nel settore delle opere pubbliche finanziate dallo Stato o da altri enti pubblici che interessavano l’associazione mafiosa, in cambio anche dell’appoggio in occasione delle competizioni elettorali.

Fra l’altro, il pm antimafia Roberto Pennisi sostenne che Loiero si era incontrato col mafioso Salvatore Filippone (uomo del clan Piromalli e condannato poi a 20 anni di carcere) per contrattare i voti delle cosche di Gioia Tauro.A casa del mafioso Salvatore Filippone, infatti, i carabinieri trovarono migliaia di fac-simili elettorali di Agazio Loiero. Anche il killer pentito del clan Piromalli-Mol, Annunziato Raso di Rosarno, conferm in aula di aver raccolto voti per Loiero perch cos ordinatogli dai suoi capi: i boss Piromalli e Mol.

Il 25 novembre 1997, per, Loiero stato assolto. stato lo stesso pm a chiedere l’assoluzione, sostenendo, in merito al tentativo del clan Piromalli, di:

impadronirsi del senatore Loiero per utilizzarlo per i propri fini connessi alla costruzione della centrale Enel di Gioia Tauro non era andato a buon fine, visto che Loiero alla fine a quella centrale si era opposto.

Nel frattempo, Loiero finisce sotto processo a Roma. Con esiti molto meno fortunati.Il processo si concluso con la prescrizione per reato commesso. Loiero era imputato del reato di abuso d’ufficio con vantaggi patrimoniali per aver ottenuto illegittimamente, fra il 1991 ed il 1992, dal Servizio Segreto Civile due “segretarie in appalto”, Anna Maria Santaniello e Anna Maria Ferrante, che per Loiero utilizzava (spesate e stipendiate, ovviamente, dallo stesso Sisde) per battere a macchina e classificare il suo enorme schedario di richieste di raccomandazioni. Le stesse segretarie hanno raccontato la vicenda con profusione di particolari. In qualit di ministro (prima dei Beni Culturali, poi degli Affari Regionali), Loiero riuscito a rimandare le udienze decine e decine di volte, adducendo impedimenti di servizio istituzionale: un antesignano del “metodo Berlusconi”.

Il 20 luglio del 2000, nell’udienza che doveva essere dedicata alla requisitoria del pm Bruno, ci fu l’ennesimo rinvio di ben quattro mesi. Ma, nel frattempo, nel settembre del 2000, arrivata la salvifica e tanto attesa prescrizione.

(Si veda su questo il libro “Berlusconia: ultimo atto”, di G.Serra, M. Ottanelli, M. Sedda, D. De Jong e “La Repubblica delle Banane” di Peter Gomez e Marco Travaglio, Editori Riuniti)


Giuseppe Scopelliti, sindaco di centrodestra di Reggio Calabria

Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla Magistratura, un uomo onesto. No! La magistratura pu fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali.
(Paolo Borsellino)

Il sindaco di Reggio Calabria Scopelliti ha di recente ammesso, in un interrogatorio dinanzi al pm della Dda di Reggio Giuseppe Lombardo, di conoscere ed aver frequentato Antonino Fiume, killer della potente cosca De Stefano.

Conosco Giuseppe Scopelliti, in quanto ho appoggiato politicamente lo stesso.

la frase pronunciata dal pentito Nino Fiume, l’ex killer dei De Stefano che aveva dichiarato in aula di aver sostenuto il sindaco nelle varie campagne elettorali. Scopelliti, interrogato dal pm ha dichiarato:

Conosco Fiume. Come tutti i ragazzi di questa citt, negli anni ottanta frequentavo l’unica discoteca che c’era a Reggio, il Papirus. Era un gruppo ampio ma sempre circoscritto. Ci si conosceva un p tutti. stata una frequentazione estiva e casuale. Lo ricordo perch era tra quei ragazzi con cui ci si salutava e si scambiava qualche battuta. Non c’ stata nessuna frequentazione. Attraverso i giornali ho appreso che lui era vicino ai De Stefano e che era legato alla figlia di Paolo De Stefano. Mai parlato di politica con Fiume. Ho appreso dai giornali che faceva campagna elettorale per me.

A detta di Scopelliti, quindi, i suoi rapporti con Fiume si sarebbero fermati agli anni ’80 quando erano circoscritti alla discoteca. E se da una parte ha sostenuto di non aver mai discusso con Fiume di politica, dall’altra ha affermato che, probabilmente, stato uno di quelli che diceva di votarmi. Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alle serate del Papirus? la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittoriet del discorso di Scopelliti che si limitato a rispondere:

L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui un operatore turistico della citt. il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale.

VI CONVINCONO LE DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE DI SCOPELLITI? A me no. Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alle serate del Papirus? la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittoriet del discorso di Scopelliti che si limitato a rispondere:

L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui un operatore turistico della citt. il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale.

VI CONVINCONO LE DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE DI SCOPELLITI? A me no. Come avrebbe fatto Fiume a comunicare il suo sostegno a Scopelliti se non lo ha mai visto in epoche successive alla serata del Papirus? la domanda con cui il pm Lombardo ha sottolineato la contraddittoriet del discorso di Scopelliti che si limitato a rispondere:

L’ho incontrato per caso in discoteca. Pino Scaramuzzino lo conosco per gli stessi motivi di Fiume con la differenza che lui un operatore turistico della citt. il proprietario dell’Oasi. Qualche volta ho parlato di politica con Scaramuzzino nel 1995-1996. Credo siamo amici, li ho visti soltanto nella circostanza del locale.

(Su questo si veda “Gazzetta del Sud”, “Calabria Ora” e “Il Quotidiano” del 25 novembre 2009)

Scopelliti, inoltre, quale sindaco di Reggio Calabria, stato condannato nel novembre 2009 dalla Corte dei Conti a risarcire l’erario per 1.300.000 euro, in solido con un tecnico comunale, per via di una ex fabbrica per la lavorazione degli agrumi, “Italcitrus”, che il Comune di Reggio Calabria ha acquistato per 2.500.000 euro al fine di trasformarla in un centro di produzione della Rai. La Corte dei Conti ha accertato che il prezzo di acquisto era doppio rispetto ad una precedente valutazione realizzata dal Tribunale di Reggio Calabria in un altro procedimento.

Scopelliti, inoltre, nel novembre scorso, stato rinviato a giudizio dal gip di Reggio Kate Tassone per:

occupazione abusiva di spazio demaniale e violazione del codice della navigazione, avendo Scopelliti fatto sorgere a meno di trenta metri dalla battigia quattro gazebo sul lungomare di Reggio. I gazebo in questione sarebbero stati costruiti senza i necessari pareri degli uffici competenti. Il mancato nulla osta del demanio marittimo aveva fatto s, nel 2006, a tre giorni dalla consegna, che i lavori fossero fermati dalla Capitaneria di porto su richiesta del gip. Da allora il Comune di Reggio Calabria si era disinteressato della loro rimozione e aveva difeso i gazebo.

(Si veda su questo “Gazzetta del Sud” del 15 ottobre 2009)

Infine, per il 13 aprile prossimo prevista la requisitoria del Pm nel processo che vede Scopelliti e il suo assessore comunale Caridi accusati omissione di atti d’ufficio per non avere posto in essere adeguate azioni di programmazione, controllo e vigilanza in ordine allo smaltimento del percolato originato da una discarica. Secondo l’accusa, Scopelliti e Caridi non avrebbero provveduto alla bonifica e messa in sicurezza della discarica, vero pericolo per la citt di Reggio Calabria a causa della presenza di rifiuti pericolosi e per l’ingente percolato (il liquido prodotto dalla sedimentazione dei rifiuti organici) mai smaltito. Sempre per l’accusa, la situazione appariva ancora pi grave per la presenza nelle vicinanze della discarica di una scuola elementare.

(Si veda “Gazzetta del Sud” del 14 marzo 2008 e “Calabria Ora” del 24 febbraio 2010)


Carlo Guccione (lista PD in appoggio a Loiero)

Gi segretario regionale dei Ds, assunto nei ranghi della Regione attraverso il celebre e vergognoso “Concorsone regionale”. Il fratello di Carlo Guccione, di nome Fabrizio e consigliere comunale dei Ds a Rende sino al 2001, invece stato definitivamente condannato ad 1 anno e 4 mesi per estorsione nell’ambito dell’inchiesta “Twister” condotta nel 2004 dai carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro un’organizzazione che gestiva un vasto giro di usura a Cosenza ed aveva creato, in alleanza con la ‘ndrangheta, una vera e propria economia parallela. Secondo la Dda di Catanzaro e la Procura di Cosenza e poi la sentenza definitiva, Fabrizio Guccione (all’epoca arrestato) avrebbe preteso da un commercialista e dal presidente di una cooperativa il pagamento di una mazzetta da 300 milioni di lire a titolo di “ringraziamento” per aver favorito la vendita di un terreno. La somma sarebbe servita a garantire anche futuri ulteriori affari. Per ottenere il pagamento, Fabrizio Guccione si present allo studio del commercialista in compagnia del pluripregiudicato, e personaggio vicino alla ‘ndrangheta, Marcello Mazza. Quest’ultimo minacci il commercialista di pagare subito Fabrizio Guccione. Preoccupati dell’intervento di Mazza, il commercialista-parte offesa e l’imprenditore colluso con la ‘ndrangheta Domenico Vulcano chiesero quindi un incontro urgente con Franco Presta, altro boss della ‘ndrangheta cosentina. Presta intervenne e al commercialista venne imposto di pagare la mazzetta. Non a Gruccione questa volta, ma direttamente ai boss di Cosenza Franco Presta, Carmine Chirillo e Carmine Pezzulli.

(Si veda per l’intera vicenda “Gazzetta del Sud” del 12 marzo 2008, “Gazzetta del Sud” e “Il Quotidiano della Calabria” del 7 marzo 2009 e “Gazzetta del Sud” del 9 marzo 2004 edizione di Cosenza)


Nicola Adamo (lista PD in appoggio a Loiero)

Vicepresidente della giunta Loiero e gi segretario regionale dei Ds. Rinviato a giudizio il 3 marzo 2010 per il reato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Why Not”. Secondo l’accusa, Nicola Adamo avrebbe ottenuto denaro dall’imprenditore e presidente della Despar Antonino Gatto (anch’egli rinviato a giudizio), in occasione delle elezioni regionali del 2005. Nell’ambito della stessa inchiesta, Nicola Adamo stato rinviato a giudizio anche per alcuni presunti casi di abuso d’ufficio. Il processo inizier il 9 giugno.

(Si veda “Gazzetta del Sud”, “Il Quotidiano della Calabria” e “Calabria Ora” del 3 marzo 2010)

Nicola Adamo stato inoltre condannato dalla Corte di Conti al pagamento dei danni erariali per uno spostamento illegittimo di una dipendente regionale all’epoca in cui lo stesso Adamo rivestiva la carica di assessore al Personale nella giunta Rodhio. (Su questo si veda Gazzetta del Sud 21 maggio 2003).

Tramite il famoso e vergognoso “Concorsone regionale”, Nicola Adamo ha sistemato alla Regione: Adriana Lucchetta,gi telefonista della Federazione Ds di Cosenza e poi collaboratrice dello stesso Adamo; Nicola Gargano, ex consigliere regionale Ds; Giuseppe Marcucci, ex segretario provinciale Ds di Catanzaro; l’ex segretario provinciale Ds di Cosenza Carlo Guccione, poi segretario regionale dei Ds al posto dello stesso Nicola Adamo.

Ed ancora: Nicola Adamo indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola relativa ad investimenti nel settore della produzione dell’ energia eolica realizzati nella zona dell’alto Tirreno cosentino. I reati ipotizzati vanno dall’abuso d’ufficio alla corruzione.

(Si veda “Il Quotidiano della Calabria” del 12 novembre 2007)

Enza Bruno Bossio, moglie di Nicola Adamo, stata invece rinviata a giudizio dal gup di Lecce per truffa e falso ideologico: come commissaria ministeriale avrebbe stilato una relazione falsa in favore di un’azienda pugliese che ha poi ricevuto i fondi dalla legge 488.

(Si veda “Ansa” e “Il Quotidiano della Calabria” del 17 febbraio 2008)

Infine, Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio sono indagati per bancarotta semplice e fraudolenta nell’ambito del fallimento della societ “Tesi”, azienda cosentina per lungo tempo impegnata nella fornitura di servizi informatici. Gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale dalla procura di Catanzaro a quella di Cosenza.

(Su questo si veda “Gazzetta del Sud” 1 dicembre 2009)


Stefania Covello (lista PD in appoggio a Loiero)

Consigliere regionale uscente ma soprattutto figlia di Franco Covello, nominato da Loiero presidente del Comitato per il dissesto idrogeologico in Calabria, ex senatore democristiano, poi amministratore unico delle Ferrovie della Calabria con Forza Italia, infine trasvolato nella Margherita e quindi nel Pd. Franco Covello indagato per corruzione dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo degli appalti gestiti dalla Protezione civile e gli affari sporchi del dopo-terremoto in Abbruzzo.

Fra le tantissime telefonate di Covello con Balducci (arrestato), una chiama in causa anche Loiero. Covello dice infatti nelle telefonate intercettate con Balducci:

ti volevo dire… siccome io sono con il Presidente della Regione Calabria… verso le 12,30… se puoi memorizzare… ti chiamo e te lo passo… gliel’ho detto per la figliola… okay?… ti abbraccio. Balducci acconsente: Come no?… va benissimo… va bene, va bene. Annotano gli investigatori: Parrebbe quindi che, in una cornice di scambio di favori, Covello intenda richiedere a Balducci un favore per la figlia del presidente della Regione Calabria Loiero.

(Si veda “La Stampa” del 16 febbraio 2010)


Giovanni Battista Genova (lista PD in appoggio a Loiero)

Ex sindaco di Corigliano, indagato per abuso d’ufficio nella vicenda riguardante un concorso per 5 posti di ufficiale nella Polizia municipale di Corigliano. Un caso riaperto dal gip del Tribunale di Rossano Federica Colucci. La vicenda esplose nel novembre del 2007 quando al Comune di Corigliano ed alla Procura della Repubblica di Rossano arrivarono dei plichi sigillati con sopra scritto: “aprire alla fine del concorso”. Nei plichi c’erano i nomi dei vincitori del concorso e gli stessi plichi risultavano essere depositati in Procura gi nel febbraio del 2006.Seguirono vari esposti che contestarono l’illegittimit del concorso e i sequestri di documenti operati dalla Guardia di Finanza nelle stanze del Comune di Corigliano. Il gip ha disposto la riapertura delle indagini a fronte di illegittimit documentali e per via della testimonianza di un denunciante che ad avviso del magistrato:

non solo ha reso dichiarazioni chiare, logiche e precise, ma ha fornito un riscontro estrinseco ed ha depositato il nome dei vincitori del concorso quando ancora non tutte le prove erano espletate, ed ha preannunciato che i vincitori sarebbero stati 6 e non 5 perch la partecipante C.C., gi indicata come vincitrice, sarebbe andata via per altro ente. Tutte circostanze che si sono poi esattamente verificate.

(Sulla vicenda si veda “La Gazzetta del Sud” del 17, 18 e 19 dicembre 2008)


Mario Maiolo (lista PD in appoggio a Loiero)

Assessore regionale uscente. Indagato dalla Procura di Catanzaro in un’inchiesta sulle attivit della societ “Tesi”. Societ mista pubblica-privata operante nel settore informatico ed ambientale, la cui gestione ha visto coinvolti, trasversalmente, esponenti del centrosinistra e del centrodestra. Ad erogare i finanziamenti, sulla gestione dei quali vengono ipotizzati vari illeciti, sono stati l’Unione europea, lo Stato e la Regione Calabria, che figurano nell’inchiesta come parti lese.

(Si veda “Gazzetta del Sud” 16 dicembre 2008, “Il Quotidiano della Calabria” del 16 dicembre 2008)


Salvatore Pirillo (lista PD in appoggio a Loiero)

Segretario del Pd di Amantea, assunto nei ranghi della Regione con la celebre e vergognosa leggina numero 25 (“Concorsone regionale”) che ha permesso la chiamata diretta, come portaborse, di figli, cognati, fratelli e parenti dei consiglieri regionali e quindi la loro successiva stabilizzazione senza lo straccio di un concorso pubblico.

(Su questo si veda “Il Corriere della Sera” del 18 ottobre 2002 e del 7 ottobre 2005 a firma di Gian Antonio Stella)

Salvatore Pirillo inoltre figlio di Mario Pirillo, attuale eurodeputato del Pd ed un passato da assessore regionale al Bilancio sia con giunte di centrodestra che di centrosinistra. Mario Pirillo passato dalle fila della Dc al Ppi, poi al Cdu, quindi all’Udeur, poi nella Margherita sino alla sua espulsione da tale partito e l’adesione al Pdm di Loiero. Infine, l’eurodeputato si accasato nel Pd. Mario Pirillo, al centro da anni di varie inchieste giudiziarie, passa anche alla storia per essere stato l’unico assessore regionale italiano, con delega alla Caccia, ad essere stato diffidato dalla Lav (Lega antivivisezione) per aver approvato un calendario venatorio fuori legge che anticipa la caccia in Calabria al 1 Settembre (unica Regione d’Italia). Celebri anche le annuali e puntuali censure della Corte dei Conti calabrese all’indirizzo dei bilanci regionali disastrosi, ed all’insegna dello sperpero, varati da Mario Pirillo nei suoi tanti anni trascorsi alla guida dell’assessorato regionale al Bilancio (la Regione Calabria in 30 anni non ha mai consegnato un bilancio in regola coi tempi e i modi fissati dalla legge).


Sandro Principe (lista PD in appoggio a Loiero)

+++ Aggiornamento del 10 giugno 2010: l’avvocato Franco Sammarco, in merito alla posizione di Sandro Principe, precisa che la posizione del suo cliente stata chiarita attraverso “l’avvenuta archiviazione della iniziativa giudiziaria in danno dell’On. Principe”. Per maggiori informazioni si veda qui +++

Ex assessore regionale della giunta Loiero, ex sindaco di Rende, ex sottosegretario al Lavoro.

I suoi fac-simili ed il suo materiale elettorale vennero trovati nelle abitazioni di centinaia di mafiosi della Piana di Gioia Tauro e della Locride durante il famoso “blitz delle preferenze”, scattato alla vigilia delle elezioni politiche dell’aprile 1992. Il blitz era stato ordinato dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova e dall’allora pm di Locri Nicola Gratteri. Per ben due volte Cordova ed il suo sostituto Francesco Neri (attuale sostituto Pg a Reggio Calabria) chiesero l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’allora sottosegretario al Lavoro Sandro Principe. L’autorizzazione venne per negata dalla Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati (relatore il massone Alfredo Biondi, ex Pli, poi passato alla storia per il decreto “salvaladri” varato come ministro della Giustizia del primo Governo Berlusconi. Biondi anche un pregiudicato per frode fiscale). Alla massoneria sarebbero stati legati da sempre sia Sandro Principe che suo padre Francesco (detto “Cecchino”), deceduto da qualche anno. Nei giorni in cui la Giunta della Camera doveva decidere l’autorizzazione a procedere per concorso in associazione mafiosa nei confronti di Sandro Principe, suo padre Cecchino si trasfer a Roma dove – secondo l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione ed il giornalista Paolo Mondani – lo si poteva facilmente vedere passeggiare in Transatlantico a braccetto con Forlani e Misasi. Nella richiesta del procuratore Cordova avanzata nei confronti di Sandro Principe c’era di tutto. Dalla campagna elettorale fatta per Sandro Principe da mafiosi e pregiudicati della Piana di Gioia Tauro (dai boss Versace di Polistena agli Avignone di Taurianova, a molti altri), sino agli incontri di Sandro Principe ( fotografati dai carabinieri di Rosarno) col boss mafioso Marcello Pesce nella saletta riservata de

 

Commenti

  1. Avv. Francp Sammarco

    In nome e per conto dell’ On. Sandro Principe vi significo quanto appresso: i fatti e le circostanze citate in un testo che compare sul vostro sito internet che si riferiscono all’ On. Sandro Principe sono incompleti, inesatti e conseguentemente falsi.
    Detti fatti e circostanze l’ On. Principe, da me assistito, ha avuto modo di chiarire ampiamente davanti alla Camera dei Deputati e, soprattutto, davanti alla Magistratura ordinaria.
    La vicenda, risalente al 1991, che ha riguardato l’ On. Principe – oggetto di una vera e propria persecuzione sul nulla – si è conclusa con la richiesta di archiviazione della stessa Procura di Palmi in data 28 marzo 1995, accolta dal G.I.P. presso lo stesso Tribunale, che ha emesso il provvedimento di archiviazione in data 29 aprile 1995.
    Vi invito, pertanto, ad inserire nel testo pubblicato sul vostro sito la notizia dell’avvenuta archiviazione della iniziativa giudiziaria in danno dell’ On. Principe che, per come è evidente, da questa triste vicenda – che nessuno deve strumentalizzare – è uscito assolutamente pulito ed a testa alta.
    Naturalmente, mi riservo di valutare la opportunità di tutelare l’immagine e la reputazione dell’ On. Principe nelle competenti sedi giudiziarie al fine del risarcimento dei danni causati dalla vostra iniziativa.

    Avv. Franco Sammarco

  2. [...] associazione camorristica, e indicato tra i referenti politici del clan Gentile. Vincenzo Cesareo risulta cognato del boss della ‘ndrangheta Franco Muto di Cetraro, noto anche come “il re del pesce”. [...]

  3. Pitagora

    Calabresi,non c’è nulla da commentare,purtroppo,
    ci meritiamo questi sciacalli e avvoltoi.
    Logicamente mi riferisco alla classe politica,
    tutti,indistintamente,hanno il sedere al posto
    della faccia e il portafoglio al posto del cuore.
    Se potessi decidere,avrei un rimedio immediato,
    “”tutti a casa i nostri politici”"
    COMMISSARIARE la Regione,con personale esterno.
    Tale personale specializzato nei diversi settori,
    selezionato e assunto tramite concorso e stipendiato
    come un semplice impiegato di una ditta privata.
    In sintesi,è un’anticipazione di quanto avverra’
    con il Federalismo Fiscale.
    Voi ,calabresi,cosa ne pensate!!!!!!!!!!

  4. [...] [...]