La Lettera

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Domani chiude, addio

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Teatro bene comune per il palcoscenico di dopodomani

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Teatro Municipal - Foto di Elton Melo

“Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”. Parole di Leo …

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Il governo Berlusconi non è riuscito a cancellare l’articolo 18, ci riuscirà la ministra Fornero?

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Roma 23 marzo 2002: l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati al Circo Massimo

Il governo Monti ha perso il primo round con Susanna Camusso che fa la guardia alla civiltà del lavoro, fondamento dell’Europa Unita. Sono 10 anni che è morto Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Br. Si sentiva minacciato, chiedeva la scorta: lo Scajola allora ministro ha commentato la sua morte, “era un rompicoglioni”. Rinasce l’odio di quei giorni? Risponde Cesare Melloni, …

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Grattacielo Dubai: “Passeggiando nell’inutile follia”

07-01-2010

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Fonte: http://job24.ilsole24ore.com

Hotel Armani e appartamenti di lusso, 30 mila dollari al giorno. 10 miliardi pagati dallo sceicco per tamponare il debito di 60 miliardi. Quanti “schiavi” morti sul lavoro? Segreto di stato. Niente paura: indiani e bengalesi. Silenzio delle famiglie liquidato con mille dollari, salario della paura dei fragili nababbi.

DUBAI – Il 4 gennaio, alle ore 20.30 di questo deserto, lo sguardo del mondo si è fermato sull’esplosione di luci e fuochi d’artificio spettacolari che hanno animato l’inaugurazione del grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa di Dubai.

Le celebrazioni negli Emirati non sono solo inaugurazioni, sono la possibilità di sfoderare l’orgoglio nazionale, di far vedere al mondo di cosa questo pezzo di deserto che fino a 25 anni fa non aveva altro che sabbia e cammelli, è riuscito a creare.

Grazie ai suoi leader, sceicchi che di generazione in generazione, a partire da Sheik Zayed, hanno dato vita ad uno sviluppo ed una crescita non indifferenti. Tutti hanno visto la scintillante inaugurazione, tutti sono rimasti a bocca aperta davanti allo spettacolo, i presenti hanno guardato un video che non ha solo celebrato la nascita del grattacielo dei record, ma i 4 anni di regno dell’attuale sceicco e la sua visione moderna di sviluppo di Dubai.

Quello che era il Burj Dubai fino a ieri, nome che ha accompagnato la fondazione della prima pietra nel 2004, oggi si chiama Burj Kalifa per omaggiare lo sceicco di Abu Dhabi che, tra parenti fa di tutto pur di lavare i panni sporchi in famiglia: ha elargito 10 miliardi di dollari per tamponare la crisi della Dubai World ed aiutare a ripagare il debito di 60 miliardi di dollari.

Il gigante di 828 metri, altezza precisa svelata soltanto durante la cerimonia, supera di gran lunga il Taipei 101, solo 509.2 metri, e le Petronas Towers con 452 metri, insomma oltre al record uno “schiaffo” ed un messaggio all’Asia: il futuro e la tecnologia non abitano più lì. Vi hanno lavorato 12.000 operai al giorno, tutti i giorni, anche sotto il sole cocente dell’estate araba e nessuno parla di quanti ne possono essere morti in incidenti sul lavoro: di solito, quando succede, il corpo sparisce e si manda alla famiglia del defunto una cifra irrisoria di 1.000 massimo 2.000 dollari per “compensare” la perdita. Soldi che finiscono in India o nel Bangladesh, fornitori non ufficiali di manodopera a bassissimo prezzo e di schiavi moderni.

Sarà sede di uffici, negozi, un Hotel Armani ( un incanto: ma chi saranno i turisti disposti a pagare 30 mila dollari al giorno per affacciarsi sul niente ) ed appartamenti di lusso i cui proprietari hanno avuto, insieme allo sceicco ed ai suoi invitati privati, un palco riservato all’inaugurazione.

La pessima macchina organizzativa che, nel giorno dell’inaugurazione ufficiale del Burj Khalifa, ha aperto la stazione della metro adiacente. La metropolitana di Dubai, inaugurata cinque mesi fa, non ha ancora tutte le stazioni funzionanti. Se il flusso di curiosi e invitati può essere stato intenso, ma regolare prima della cerimonia, alla fine si è trasformato in bolgia incontrollata. Avevano raccomandato di viaggiare in metro per non penare nel traffico: sono arrivata a casa quattro ore dopo. Anche il treno sotterraneo era un inferno. La stazione, incapace di contenere la gran folla, è stata presa d’assalto e si sono create code ed assembramenti inenarrabili. Alcuni pazzi hanno attraversato una super strada di scorrimento per tentare l’accesso dalla parte opposta. Nessuno, malgrado l’ingente apparato di “sicurezza” ed organizzazione, è stato in grado di gestire il caos. La zona intorno al grattacielo si è paralizzata, e c’è chi ha aspettato più due ore per prendere un taxi facendo la fila al centro commerciale vicino. L’ incubo continua.

Incubo del quale la stampa locale ( e lo si capisce ) non ha speso una parola, purtroppo anche i media internazionali non ha fatto cenno: nel giorno della gloria nazionale tutto deve essere per forza perfetto e, se qualcuno non può tornare a casa in elicottero, e si deve fare quattro ore di attesa per trovare un mezzo di trasporto, non si deve sapere. Per non spaventare le banche sparse nel mondo che hanno condiviso la follia e adesso fanno i conti. In rosso.

Giulia Tosi, ricercatrice impegnata nell’analisi sociale e politica del Medio Oriente
 

Commenti

  1. Giuseppe Napoli

    Questa è una di quelle attività che, tra le tante, stanno distruggendo il mondo.
    Dal punto di vista ecologico, perchè, oltre all’enorme impatto ambientale che d’ora in poi verrà prodotto da questo mostro, chissà quale spreco di energia e risorse saranno state prodotte per la sua costruzione.
    Dal punto di vista sociale, perchè solo pochi eletti saranno in grado di fruirne i servizi. E saranno solo coloro che, come in una grande lobby, hanno e stanno direttamente o indirettamente contribuendo al degrado in cui stiamo annegando.
    Dal punto di vista morale, perchè in un mondo in cui milioni di persone non sanno neppure se oggi riusciranno a mangiare, vengono realizzate delle camere d’albergo che costano per un solo giorno cifre tali da poter sfamare un individuo per tutta la sua vita.
    Inconcepible!
    Ho la sensazione che ci sia qualcuno che sta tirando una corda invisibile. Prima o poi si romperà e ci danneremo perchè non saremo stati capaci di prendere le necessarie precauzioni.
    La rottura sarà però irrimediabile.
    Giuseppe

  2. Michelangelo

    Se tutti la pensassero come Giuseppe Napoli, oggi a Dubai, metropoli sotterranea del deserto, avrebbero inaugurata la grotta più profonda del mondo, ultima escavazione record dell’uomo delle caverne.
    Fortunatamente però il progresso ha il suo ineluttabile divenire e che piaccia o no la mente dell’uomo è destinata a creare e creare nel suo inarrestabile divenire cose che ancora la logica della mente comune non arriva ad immaginare.
    L’Uomo è come un bambino guidato da ciechi.
    Un giorno aprirà gli occhi e non saranno più i ciechi a guidarlo, ma il risultato delle sue esperienze vissute, nel bene e nel male gli indicherà la strada giusta per un cambiamento di tendenza per la nascita dell’Uomo Nuovo che realizzerà il PROGETTO DI GLOBALIZZAZIONE TOTALE.
    E allora il grattacielo più alto del mondo con i suoi tremilatrecentotrentre piani supererà la vetta dell’Everest e sarà la sede del Parlamento del Mondo e del suo Presidente.
    Trecentotrentatre altri grattacieli più piccoli sparsi in ogni angolo della terra saranno ospedali e poi altri scuole, università, laboratori di ricerche, musei, e “Chiese” di tutte le religioni ma di un solo DIO.
    Io sono Dio disse Dio, ma anche tu sei Dio. La differenza sta che io so di esserlo e tu devi realizzarlo.
    Tempo all’Uomo nel nome di Dio.

  3. chicco vernocchi

    Sempre di piu’, il sonno della ragione genera mostri.

  4. michelangelo

    I mostri sono figli della logica del senso comune.
    La maturità e l’evoluzione, ineluttabile destino dell’umanità, sono figli della mente profonda.
    L’Es e l’Io nemici per iniquo destino troveranno soluzione piena nell’equilibrio dei due emisferi cerebrali.
    E che non avvenga troppo tardi.

  5. mario

    Dubai.
    La sfortuna di avere troppi soldi.
    La crisi economica liberamente tratta dagli investimenti idioti di chi pensa solo a se stesso a ai suoi amici paganti.
    Se Gomorra meritò il fuoco, a Dubai che ci mandiamo? UN buco nero? bò!
    …commento sgangherato, il mio, ma tutto sommato educato. Un palazzo che sfida il cielo che è se non una betemmia atea?
    Vetro e cemento per fare invidia al mondo.
    Ma chi se ne frega del vomitevole lusso di Dubai?
    Oppure c’è qualcuno che ancora invidia la ricchezza?… temo di sì.