La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Lettere »

Raniero La Valle ha scritto questa analisi poche ore prima dell’allucinante aggressione che ha ferito il presidente Berlusconi; poche ore prima del suo discorso molto duro verso le Istituzioni gridato in piazza del Duomo a Milano. Nella nota che accompagna l’articolo, La Valle spiega di non aver preso in considerazione l’intervento del capo del Governo a Bonn, dove “è andato oltre alla compatibilità con la carica che ricopre” nell’accusare la Corte Costituzionale composta da magistrati nominati “dagli ultimi tre presidenti della Repubblica (Scalfaro, Ciampi, Napolitano) tutti di sinistra, purtroppo”. La Valle preferisce analizzare la situazione e i problemi italiani facendo risalire le preoccupazioni dei nostri giorni all’allarme lanciato tredici anni fa da Giuseppe Dossetti, tornato dall’esilio spirituale sul Monte Nebo, in Giordania, angosciato dalle manovre di chi si preparava a stravolgere la Carta costituzionale

Raniero LA VALLE – Cavaliere ferito ma sempre sovrano

14-12-2009

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Sono tempi in cui non ci sono molte verità “in onda”; secondo il Papa con quello che va in onda il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Invece è “fuori onda” che arrivano le verità, come è accaduto con la conversazione di Fini col procuratore Trifuoggi, catturata in un convegno a Pescara attraverso i microfoni incautamente lasciati aperti. Dalle parole di Fini è venuto il giudizio lapidario sulla vera minaccia che oggi incombe sulla nazione italiana; essa sta nel fatto che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta (o più esattamente vuole trasformare la sua leadership in monarchia assoluta). Addirittura, ha detto il presidente della Camera, Berlusconi “è nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”. E tanto poco questa era una battuta, che Fini ha specificato: “confonde il consenso popolare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo…”. Non poteva esserci per il presidente del Consiglio accusa più bruciante e più espressiva della situazione reale. Una situazione che ora si è resa manifesta, tant’è che perfino un presidenzialista come Fini la denuncia, ma che era già incipiente e prevedibile quando Berlusconi “è sceso in campo”, ed è cominciata la lunga opera di demolizione della Repubblica. L’aveva perfettamente capito Giuseppe Dossetti, che proprio per questo era venuto dal suo eremo per gettare l’allarme nella città. In un discorso ai costituzionalisti il 21 gennaio 1995 parlò di una “mitologia sostitutiva” con cui la destra aveva già acceso il conflitto costituzionale: essa tendeva a sostituire la sovranità popolare col mito antidemocratico, e anzi idolatrico, di un potere da conservare ad ogni costo e contro ogni ragione e interesse di patria, mediante forme plebiscitarie volte a ridurre “il consenso del popolo sovrano a un mero applauso al Sovrano del popolo”. Contro questa “sovranità mitica” invocante il voto popolare, Dossetti ricordava che la sovranità, appartenente al popolo, si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, e ricordava che “questa volontà popolare ha come normale espressione costituzionale la sua rappresentanza nelle assemblee parlamentari”, che non sono solo “lo sgabello e la cassa di risonanza del presidente del Consiglio e del governo” (e qui la citazione era di Zagrebelsky. E Dossetti denunciava, già allora, che “alla Costituzione ancora formalmente e sostanzialmente vigente si sono volute opporre ipotetiche norme di una mitica Costituzione ancora non scritta, del tutto immaginarie, sulla semplice base di deduzioni ricavate solamente dalla legge elettorale maggioritaria, deduzioni del tutto infondate e senza nessun precedente in qualunque ordinamento costituzionale”.

Tra queste deduzioni infondate figura oggi l’idea che Berlusconi deve obbligatoriamente governare per cinque anni, qualsiasi cosa accada, quale che sia la misura del credito che egli ha perduto in Italia e all’estero, qualunque sospetto lo possa raggiungere, qualunque reato gli attribuiscano sentenze passate o future. E naturalmente entrano in queste deduzioni infondate le pretese di immunità contestategli da Fini, la strage dei processi per far venire meno il suo, l’idea oltremodo bizzarra che il fare il presidente del Consiglio sia in ogni momento e in ogni circostanza un impedimento ad andare in tribunale, e le varie forme di impunità di cui, di lodo in lodo, i suoi avvocati-legislatori sono alla caccia. Di tutto ciò si discute da anni. Ma Fini è andato all’essenziale. Qui c’è un rovesciamento che pretende di fare un passo indietro di secoli, tornando a quella concezione anarchica della sovranità di cui Maritain diceva che si doveva abbandonare perfino il nome. La sovranità ha cominciato ad essere tematizzata prima della modernità, quando il medievale Marino da Caramanico, parlando del potere di un re normanno, scriveva in una sua famosa glossa che “il re, il quale nel suo regno non riconosce alcuna autorità superiore a sé (superior, superanus, sovrano) è un Imperatore”: cioè non è suddito di nessuno, né di uomini né di leggi; è sciolto da tali legami, e perciò fu detto “assoluto”. Ci sono voluti secoli per abbattere i troni e le sovranità assolute, anche degli Stati. Nel 900 si è tolto loro perfino il diritto di guerra. È davvero anacronistico e del tutto sproporzionato, anche rispetto al personaggio, che ora qualcuno in Italia voglia restaurarsi un trono per sè, sciolto da ogni regola, e che tanta brava gente sia lì a dire che avendo Berlusconi vinto le elezioni, ha non solo il diritto ma perfino il dovere di farlo.

Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’amore finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.
 

Commenti

  1. donato baiona

    ok, d\’accordo, la diagnosi è quella. Cosa si può fare allora?
    Esclusa la violenza, male assoluto, come ci si può difendere da un oceano infinito di menzogne, provocazioni e stupidità da cui siamo sommersi costantemente dai media diretti dai famigli e da uno stuolo consistente di aggressivi e beceri sostenitori a vario titolo del B.? Che fare? come contrastare? Questo è il problema, come agire quando ci si sente insultati, bistrattati e impotenti?

  2. filippo messina

    facendo opposizione vera, in parlamento e nella società; aprendo una riflessione colletiva su un progetto di società da perseguire, che mostri chiara e forte, in tutti i passaggi anche interlocutori del quotidiano politico, l’dea di fondo, cioè l’impegno a lavorare per abbattere le differenze iperbolicamente sconcertanti tra ricchezza e povertà. Dibattere senza subalternità (senza sentirsi sempre sotto esame) sulla crisi irreversibile della democrazia rappresentativa,sul nuovo modello istituzionale fondato sulla democrazia partecipata e sul nuovo modello di sviluppo ecologicamente e socialmente compatibile.

  3. michelangelo

    Il Duomo in testa.

    Noi siamo ciechi e la nostra guida non ci vede.
    Noi siamo sordi e la nostra guida non ci sente.
    Noi siamo malconci e la nostra guida è tumefatta.
    Noi siamo nel mirino e la nostra guida è il bersaglio.
    Noi siamo perdenti e la nostra guida non vincerà mai.
    Noi siamo pazzi e la nostra guida è fuori di testa.
    Noi siamo come lui e lui non è meglio di noi.
    Chi è senza peccato scagli la prima chiesa.

  4. Giorgio Di Genova

    Più si va aventi e più apprezzo l\’intuizione segnalata da Nanni Moretti col film \"Il caimano\".
    Sono contrario ad ogni forma di violenza, anche nei confronti dei tiranni: essa appartiene a tempi passati (da Giulio Cesare a Ceacescu), ma non può sfuggire che essa è alimentata dal seme della violenza esercitata dal potere.
    Se la storia fosse davver \"magistra vitae\", dovremmo capire che violenza chiama violenza sempre e che quindi deve essere evitata, per non dare opportunità ai violenti al potere di sfruttare gli episodi aizzando le folle dei sostenitori. Il potere ad personam si combatte con le armi della convinzione dei lacché che seguono il \"capo\" e con l\’isolamento degli accecati dall\’odio, convizione che deve portare a far capire che il potere di uno significa la schiavitù di tutti, che i privilegi di uno solo (ovvero di un gruppo, com\’è oggi in questa effettiva dittatura della maggioranza) significa defraudare e coartare la libertà e l\’eguaglianza di tutti
    e che solo il rispetto delle leggi democratiche condivise tornano utili all\’intera popolazione. Il Cavalier Cucù, che si vanta di avere \"le palle\", è un personaggio ridicolo che i suoi reggipalle aiutano a rimanere a galla e dovrebbe essere sconfitto dalla ragione, oltreché essere sommerso da una gran risata collettiva di tutti noi che siamo il 60% degli italiani che non lo votiamo.

  5. Rosario Amico Roxas

    «Condannare la violenza senza se e senza ma» (Bersani)
    **************

    Non esiste persona ragionevole che non si dichiara favorevole a questa ovvietà; ma forse questo è il momento delle parole ovvie che restano in bilico senza pronunciamenti.
    Neutralizzare la violenza si può (e si dovrebbe), basta identificare le radici e snaturarne l\\\’efficacia.
    La violenza di un singolo esagitato non è significativa, anche se rimane da condannare, anche per evitare la sindrome dell\\\’emulazione, ma (c\\\’è sempre un \\"ma\\" in questa italietta di burattini e burattinai !) non bisogna sorvolare sulla quotidiana violenza che pretende l\\\’elevazione del violento al di sopra di tutto e di tutti, innanzitutto delle leggi.
    La violenza vendicativa, contro i comunisti (a trovarli !), contro la magistratura, contro il capo dello Stato, contro la Consulta, contro la stampa, contro chiunque osi elevare critiche per essere definito farabutto (carineria successiva alla definizione di \\"coglioni\\"), finisce sempre con il ritorcesi addosso all\\\’autore.
    Quel manifesto \\"Anche i ricchi piangono\\" segnò l\\\’inizio della fine di una certa sinistra radicale, vendicativa e non propositiva; lo stesso dovrebbe accadere con i fautori delle vendette trasversali esercitate nell\\\’abuso della maggioranza…
    \\"La Costituzione è vecchia, la cambierò\\"
    come se il Parlamento non fosse altro che un ameno luogo elargitore di privilegi e diritti, esautorando i doveri.
    Non basta condannare LA VIOLENZA se non si condannano LE VIOLENZE.

  6. Lorella Presotto

    Non vi è dubbio che il Cavaliere ha da tempo oltrepassato il limite del buon gusto e della ragionevolezza. Il rancore accumulato verso una certa parte della magistratura (che sicuramente ha delle colpe) lo ha portato all’esasperato desiderio di far girare la ruota della vita italiana secondo un suo ideale, abbracciando un’ottica di società neroniana.
    Affianca all’idea di liberalità (già contraria alla nostra forma di Stato) il paradosso del potere assoluto. Con un colpo di spugna populista pensa di poter cancellare il cammino storico delle società occidentali, e vantando la sua leadership a favore di una nuova Europa, dimentica il difficile e faticoso percorso che l’Europa ha compiuto a partice dalle Società di Anciem Régime.
    Di certo, gli italiani che attraverso il loro voto lo hanno sostenuto, non avevano previsto una simile escalation.
    D’altro canto anche l’opposizione ha sempre cercato di alimentare il fuoco della discordia e del risentimento, senza mai essere propositiva.
    Si evince “una classe dirigente delegittimata” molto lontana dall’idea statuale popolare, ma ancora non desautorata.
    Nel XXI secolo italiano, il conflitto non é più di classe, non è più di colore politico, é un conflitto oligarchico, generato da una classe dirigente decisa a non abbandonare la poltrona del potere. Costi quel che costi.

  7. Lorenzo

    Come si può uscire da questa situazione assurda? Da un lato abbiamo il sovrano assoluto, dall’altro il sovrano che utilizza la sovranità popolare e mediatica per ripristinare la sua sovranità assoluta.
    Che Dio salvi l’Italia!

  8. Alessandro Ruini

    La violenza è condannata in ogni sua forma.Parole indubbie.Ma tra le forme in cui la violenza può manifestarsi vi sono quella fisica e quella morale.La violenza fisica è quella più evidente poiché diretta,tangibile e d\’impatto: vedendo scorrere sangue il nostro animo ne rimane turbato.Al contrario la violenza morale (prodromica a quella fisica)è un tipo di violenza che non si vede,non si sente,non crea sangue e lividi in modo diretto ma attraverso una modalità ben più subdola,qual virus letale che si insinua entro ogni corpo divorandolo lentamente.Tale violenza morale è quella che,ogni singolo giorno ormai da anni,assistiamo dal palcoscenico della politica,ove una piccola e scarsa elitè di autoeletti governa un Paese,la NOSTRA Italia,ponendosi sul trono dell’indifferenza rispetto ai problemi reali che l’affliggono.Domandiamoci tutti quanti: l’ideazione di uno scudo fiscale non è violenza (morale)nei confronti del popolo che pur di pagare lecitamente le infinite tasse che gravano come un macigno sull’economia famigliare sono costretti ad una vita di rinunce?; non sono violenze (morali) nei confronti di tutti coloro che credono nella legalità e nella giustizia le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio durante l’ultima assemblea del PPE in Germania,ove ha attacato la magistratura,il Presidente della Repubblica,la Carta Costituzionale,l’opposizione della Sinistra? Tutto ciò è immagine di uno spirito umano antidemocratico. E ancora: non sono forse violenze (morali) nei confronti del popolo che crede nella legalità,nella giustizia e nella liceità,i continui progetti di legge proposti dallo staff del Presidente del Consiglio,nei quali l’interesse del Paese è utilizzato come semplice copertura per il perseguimento dell’interesse personale di una cerchia ristretta di individui che ci obbligano ad appellarli “politici”;?; non è forse una violenza (morale) nei confronti del popolo che creda nella giustizia e nell’applicazione dell’art. 3 della Costituzione (sacra fonte del principi d’eguaglianza)osservare l’evoluzione di un processo Mills nel quale paradossalmente è stata emessa sentenza di condanna nei confronti del soggetto corrotto ma non per il soggetto corrutore (che grazie ad un “lodo Alfano” creato ad hoc ne risulta attualmente ancora totalmente impunito)?; non è forse violenza (morale) nei confronti del popolo e della gente proporre e approvare in brevissimo tempo quel c.d. \"Lodo Alfano\" col quale si impone all\’intera Italia l\’impunità delle quattro più alte cariche dello Stato,come a suggerire al popolo stesso che \"la legge è uguale per tutti ma per alcuni è più eguale che per altri\"?; non è forse violenza (morale) la continua guerriglia che Berlusconi da sempre attua nei confronti della Sinistra,demonizzandola,infamandola e dipingendola qual comunismo russo stalinista-maoista mangia bambini?; e non è forse violenza (morale) nei confronti dai massimi valori di libertà,egueglianza di ogni persone,giustizia e del generale vivere sociale,il continuo e massacrante attacco che Berlusconi attua contro la magistratura italiana tutte le vote che è imputato ed eventualmente additato come colpevole di condotte illegali da sentenze di condanna?; non è forse violenza (morale) quella perpetrata nei confronti dei giovani studiosi d\’oggi che attraverso enormi sacrifici e passando ore ed ore della propria vita piegati sui testi di studio ottengono una qualifica che possa distinguerli e appagarli culturalmente,vedere alle elezioni ormai solo ex-veline,troniste,soubrette,show-man e show girl?; non è forse violenza (morale) avere un Presidente del Consiglio che oltre a tutto ciò è anche padrone di giornali,di tv,di una squadra di calcio famosa in tutto il mondo,di libri,di riviste,ecc.? Da anni siamo costantemente bombardati da falsi miti,da esempi televisi fuorvianti,da trasmissioni,documenti e immagini prive di contenuti,prive di virtù. Se non fosse stato per internet e l\’avvento della libera informazione saremmo stati definitivamente perduti. Volenti o nolenti,consapevoli o no,siamo da anni all\’interno di una dittatura psicologica e raccapricciante è osservare il totale nichilismo che inesorabilmente ha colpito la nostra società inerte rispetto a tutto ciò. D\’altronde la grande violenza morale che la dittatura psicologica riesce a perpetrare è proprio questa: generare totale passività nell\’uomo,renderlo \"consapevolmente inerte\",eliminare ogni forma di amor proprio e voglia di lottare per un viver comune fondato realmente su valori. Bisognerebbe che ogni persona si ponga questi interrogativi e trovi una risposta dentrò se stesso,isolandosi almeno per un momento da tutto ciò da cui è circondato e depurandosi dall\’inquinamento culturale e mentale che l\’attuale viver sociale ha imposto. Forse solo allora capiremmo che,al termine dei giochi e degli scontri politici,coloro che ne escono sempre più perdenti,affranti ed infelici siamo solo e soltanto noi,quel popolo vociferante e mai veramente ascoltato.

  9. Lorenzo

    …aggiungo,il rischio che passi da una monarchia assoluta mascherata, a quella del re del Caramanico medievale del re normanno o dell\’imperatore.

  10. guido

    buongiorno a tutti speriamo…….
    scusate ma penso che ,sono parecchi anni che stiamo percorrendo l’imbuto ed il percorso credo per tutti noi è uguale.
    Il problema di aver visto del sangue sul volto di un uomo conosciuto ci sconvolge è vero. Quello di sconosciuti però non ci preoccupa no! Nemmeno quello dei poliziotti che proteggono per due soldi questi uomini “attori dell’assoluto potere”, nemmeno quello di civili che definiti anarchici ?? manifestano il dissenso popolare che tutti noi avvertiamo.
    Nemmeno un vero RE o Imperatore, credo che possa avere la presunzione di essere l’assoluto, per me credo che sia pura illusione , in quanto anche nel nostro regno vi era una carta costituzionale, con dei regolamenti che cercavano accordi civili fra le genti, come quelli delle repuggliche come quelle degli imperi.
    Credo questo perchè basta solo immedsimarsi in loro con la forza del nostro cuore, chi vorrebbe il male della sua gente?????
    Probabilmente non sarebbe arrivato sin li no??
    Anche il più fanatico dei contestatori d’altronde scaglia un sasso, un suppellettile , una coltellata od una pallottola per la sua gente.
    Penso che io personalmente comunque ho sempre preferito difendere il mio cuore, il problema è che il potere ha un cuore fatto di persone, ed il male loro è che nessuno in questo mondo è Dio, e menomale!!! Ci sarebbe propio da vergognarsi no!!!
    Comunque il male fisico, almeno in questa effimera circostanza è il meno, quanti di tutti noi non si sono mai fatti male !!!???? E’ banale penso, ma non è banale umiliare contnuamente una persona ??? Non è banale costringere economicamente una persona ad elemosinare per sopravvivere ??? Non è banale umiliarlo nelle sue (sbagliate o giuste) scelte di vita privata????? Non è banale umiliare una persona per la sua personale tendenza sessuale???? Non è banale umiliare le persone che non possono, non hanno, e neanche forse hanno la possibilità di scelta?
    non è banale deridere un infermo o un disabile??
    Comunque sia, credo che se ci fosse un Dio in terra sicuramente deve soffrire dei mal di testa pazzeschi credo, perchè mettere d’accordo noi italiani penso sia impossibile, e quindi molto probabilmente fa bene ad aspettarci…………..!!
    Se qualcuno non crede ……. comunque si consoli ………. non ci sarà più una cagnara simile spero!!!!

  11. michele

    Mi sto scervellando a pensare cosa si può fare per mandare in soffitta questo premier, non ho alcuna idea plausibile che possa andar bene. Chissà se in seguito potrà essere partorita dal mio cervello che è uno dei tanti lettori di Arcoiris, mi sento impotente e circondato dai tanti fedeli e credenti del vitello d’oro. In tv ci fanno vedere e sentire sopratutto tutti quelli che erano iscritti alla p2 e stanno mettendo in pratica il suo programma. Mi sento in minoranza e impotente, ma non mi arrendo e continuerò a testimoniare le mie ragioni per non volere il vitello d’oro.