La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Lettere »

Siamo stati informati della legge nascosta che alleggerisce le pene a chi inquina e nasconde rifiuti tossici? Pochi giorni dopo ecco l’onda nera nel Po… Cosa è successo dell’inchiesta che indaga sui rifiuti pericolosi trafficati illegalmente dal padre della Marcegaglia, presidente di Confindustria? Informazione spenta e opposizione timida. Svegliamoci

Sergio CASERTA – Il silenzio che avvelena la democrazia

04-03-2010

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Siamo il malato d’Europa. L’Italia culla del diritto, il Paese di Cesare Beccaria è diventato il paese di Niccolò Ghedini, vede la sua Costituzione fatta a pezzi nei capisaldi: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il diritto all’informazione libera, la tutela della salute e dell’ambiente. E non è tutto.

Il segno irreversibile di questa crisi non è solo in ciò che macroscopicamente appare nella straordinarietà di un capo del governo, re del conflitto d’interessi, plurinquisito che sfugge sistematicamente ai suoi processi: più drammaticamente la crisi democratica si svela nei silenzi, nei vuoti d’informazione delle tante a volte immense illegalità che vengono quotidianamente perpetrate, e che trovano il complice silenzio dell’informazione ufficiale.

Abbiamo letto anche in questi giorni, ma relegate tra le notizie seminascoste dello stillicidio di suicidi tra lavoratori licenziati ed imprenditori in difficoltà, della crisi e delle sue conseguenze non si parla, perché la crisi economica non esiste, non ci sono le cessazioni d’attività e le delocalizzazioni selvagge, per non compromettere il clima che deve restare comunque positivo intorno al Governo, come un incantesimo, veniamo trastullati da bambini inconsapevoli. Perché disvelare questa crisi significherebbe comprenderne la portata, le incongruenze del vuoto dell’azione di governo, le drammatiche conseguenze per migliaia di lavoratori e di famiglie. I suicidi sono la manifestazione di una società resa sempre più fragile, di persone abbandonate a se stesse ed alla loro disperazione nella solitudine totale.

I telegiornali non hanno potuto nascondere l’immenso danno causato dallo sversamento di migliaia di tonnellate di liquami nel Lambro e nel Po, naturalmente non trascurando di esaltare le prodigiose quasi miracolistiche capacità della Protezione Civile di Bertolaso di curare anche questa ferita; ma non ha trovato alcuno spazio la notizia, non meno grave, del disegno di legge approvato venti giorni fa dal Governo proprio a favore degli inquinatori, attraverso il declassamento delle pene per gli scarichi di materiali inquinanti. Chissà se non sia addirittura stata un’azione preventiva per alleggerire il carico di responsabilità per i delinquenti lombardi, però nessun quotidiano (nemmeno tra quelli vicini al centrosinistra) ha fornito questa informazione.

Penso che questa vera e propria crisi democratica richieda una profonda revisione politica innanzituttto per l’opposizione, finora troppo debole, per non dire del tutto inefficace; non solo perché non è risuscita a rovesciare Berlusconi, soprattutto perché appare, ancora ora, troppo a rimorchio di una concezione del potere politico come censo, forza separata, lontana dalle sensibilità e dalle aspettative del suo stesso elettorato.

La questione morale – in tutto l’arco delle sue variabili: dal malcostume individuale, alla corruzione diffusa, alle collusioni con mafie e massonerie – richiede una mobilitazione delle coscienze, un netto rifiuto di ogni debolezza; e pure invece finora è stata timida la risposta, quasi impacciata, come se “disturbare i manovratori del potere e dell’economia”, quand’anche compromessi da pratiche illegali, significhi danneggiare l’ordinato, si fa per dire, svolgimento “naturale” delle cose; come si può interpretare se non in questo senso l’imbarazzato silenzio verso il coinvolgimento di Steno Marcegaglia, padre del presidente della Confindustria e di un’impresa del suo gruppo, in un’indagine sul riciclaggio illegale di rifiuti tossici? Anche questa non è una notizia?

Serve uno scatto di dignità e di autonomia, il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, perché il Paese non cambierà se non si realizza una rivoluzione morale, se le forze sane, i cittadini che lavorano, non diventano protagonisti di un moto di vera e propria liberazione delle coscienze.

Il nostro è un Paese ormai spaccato, come se ci fossero due società: una parte che sa sempre cosa fare, che difende i suoi grandi o piccoli privilegi con tenace accanimento, l’Italia di quelli che non pagano le tasse, che costruiscono senza licenza edilizia, che la fanno quasi sempre franca. E gli altri che arrancano perché devono cavarsela da soli e tirano la carretta, i fessi!

Il sistema politico appare tutto collocato in quella prima parte, anche se per fortuna non è del tutto vero, ma lo sappiamo in pochi; l’antipolitica ed il qualunquismo sono l’altra faccia della sottomissione; la percezione è che non c’è la forza per una vera e propria svolta, che troppi fili, troppi legami tengono unite maggioranza ed opposizione in un’unica concezione del potere, questo è il sintomo vero di un “mal sottile” che semina sfiducia nel cittadino.

Come fare? Fortunatamente non tutto è fermo e le energie di una società comunque viva si stanno manifestando: le grandi manifestazioni dei viola, i tenaci comitati per la Costituzione, il popolo giallo dei lavoratori stranieri venuto numeroso e colorato alla ribalta, i sindacati dei lavoratori (in primis la CGIL e quelli di base), le associazioni, le reti, gli attivisti dell’ambiente, le forze avanzate della Chiesa cattolica, gli intellettuali non in sonno… L’Italia è fortunatamente ancora il Paese dell’intelligenza, delle grandi passioni civili di chi resiste indomitamente ai soprusi, al conformismo ed alla volgarità dilagate.

Da questa parte forte e diffusa della società deve partire un vasto ed articolato movimento unitario che sappia indicare alle forze politiche la strada di un profondo rinnovamento, cominciando dal rifiuto delle pratiche consociative, delle mezze misure, del “ma-anchismo” che ci ha condannato all’immobilità.

Occorre aver fiducia, ma è assolutamente necessario non mollare la presa perché questa destra un po’ disperata – come appare in questi giorni in cui molti nodi stanno venendo al pettine e, nonostante l’oblio, la sua crisi emerga in tutta l’inusitata gravità -, questa destra anticostituzionale può riservarci brutte sorprese. Quindi vigilanza democratica prima di tutto.

Error: Impossibile creare la directory /ha/web/web/domani.arcoiris.tv/www/sito/uploads/2017/04. Verifica che la directory madre sia scrivibile dal server!Sergio Caserta è nato a Napoli. Studi in materia giuridica ed economica, dirigente di organizzazioni ed imprese cooperative, attualmente vive a Bologna e si occupa di marketing e comunicazione d'azienda. Formatosi nel PCI di Berlinguer, coordina l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra (www.arsinistra.net). Nel 2005 fu tra i promotori della rete "Unirsi" (www.unirsi.it). Già consigliere provinciale di Sinistra Democratica, oggi aderisce a Sinistra Ecologia e Libertà
 

Commenti

  1. Viral Riot

    Ho letto con interesse il suo articolo.

    è vero occorre avere fiducia, ma è anche vero che dobbiamo cominciare ad agire, con tutte le forme di dissenso in nostro possesso. Usando internet come ponte.

    Per questo vorrei mettervi a conoscenza del viral rioting. http://www.viralriot.blogspot.com leggete il manifesto per capirne di più!

  2. antonio marchi

    C’è da vergognarsi di essere italiani. Non riesco a capire come si possa andare avanti. Non riesco a riderci sopra neanche quando in città arriva Grillo o Paolo Rossi…perchè dovrei? Non sono forse anch’io – nonostante tutto quello che faccio – un po responsabile? E perchè pagare per ridere quando l’urgenza del momento dovrebbe farci riflettere, unirci nella protesta, negli scioperi nella rivolta?
    Antonio Marchi

  3. Filippo Angileri

    Anch’io ho letto con interesse.Ma vorrei dire a tutti che la soluzione per risolvere tutto c’è. Solo che deve essere comunicata a tutti/e.Esiste la Comunità Nazionale ed internazionale Baha’i che ha enormi cose interessantissime da dire a tutti.Su tutto.Andatele a trovare, ci sono, anche nelle vostre città.E’ il modello organizzativo di vita che tutti stiamo sognando.Vi invito realmente ad interessarvene. Grazie.
    Filippo
    http://www.bahai.it

  4. paola maglio

    Non e’ la prima volta che si parla di scandali e sopprusi dei politici corrotti. Ci scandalizziamo fino all’inverosimile, ma poi che succede? a quegli scandali se ne aggiungono altri e poi altri e tutti sempre piu’ gravi. Alla fine siamo annientati e cadiamo in un stato abulemico di impotenza. Chi difemde i cittadini che ne pagano le conseguenze? guardatevi intorno, non c’e’ nessuno.

  5. Tiziana Minieri

    E’ urgente, a mio modesto parere, unirci e darci da fare per sensibilizzare i leader che hanno ancora un po’ di coscienza, di capacità critica, di amore per la nostra terra e per i suoi abitanti, perchè si mobilitino!…! Chi ha la possibilità e la capacità esca allo scoperto, crei, organizzi, proponga qualcosa per cambiare la rotta verso il disastro e verso la dittatura cui stiamo inesorabilmente andando e faccia opinione pubblica, coinvolga i giornalisti che ancora credono nel loro mestiere e che non si vendono al primo offerente… Facciamo l’impossibile per appropriarci dei veri valori ed eliminiamo la corruzione e i politici corrotti mettendoli alla berlina!
    Coraggio! Facciamo in fretta, prima che sia troppo tardi!
    Tiziana

  6. leonardo galloppa

    scusate ma mi viene da urlare…
    “A COSA SERVONO PIU’ I PARTITI POLITICI NEL MOMENTO IN CUI I CITTADINI POSSONO VOTARE LE LEGGI DAL PROPRIO COMPUTER?”
    non è utopia, è solo una cosa logica…
    i partiti torneranno ad essere comitati di studio delle leggi, cose da specialisti appassionati del bene comune, con senso puro di responsabilità e amore…
    Il voto del popolo fatto senza quorum (chi non vota una legge dimostra solo la sua indifferenza al risultato)
    Ricambio degli uomini del governo ogni tot anni e soprattutto un limite di età (perchè il mondo è dei giovani…gente che si evolve in fretta e che non può rimanere ingabbiata in mentalità cristallizzate e fuori contesto reale.
    AFFINCHE’ LA VITA TORNI AD AVERE UN SENSO PIENO, IN EVOLUZIONE CONTINUA….NON UN TEATRINO NAUSEANTE!!!
    scusate, ma ci credo proprio tanto…

  7. leonardo galloppa

    perchè parlate così bene e poi avete razzolato male pure voi?
    mi avete bannato ehh

  8. Riccardo Lenzi

    No, non l’abbiamo bannata, signor Galloppa. Semplicemente il suo commento era finito nello spam. Buon fine settimana.
    La redazione

  9. Riccardo Lenzi

    COORDINAMENTO DEI COIMITATI LOCALI PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE

    “Vi facciamo avere il comunicato che la Rete fiorentina per l’emergenza democratica (promossa dal Comitato per la difesa della Costituzione) ha diffuso in giornata per preannunciare le prime iniziative promosse contro il decreto golpista; c’è da sperare che tutti ci si convinca che con i golpisti non è possibile alcun dialogo sulle riforme istituzionali.
    Vi preghieamo di informarci delle iniziative delle diverse realtà locali e di prepararci sin da ora ad una possibile manifestrazione nazionale.”

    p. il Coordinamento Corrado Mauceri

    La democrazia colpita: le regole non sono uguali per tutti

    Con il decreto-legge cd. “interpretativo”, ma in realtà modificativo delle regole per consentire la presentazione delle liste irregolari del PdL si è messo in atto un golpe che coplisce la democrazia nei suoi principi fondamentali: le regole devono essere rispettate da tutti; con questo decreto si è invece affermato che la maggioranza di governo può cambiare le regole secondo le proprie convenienze. Lo Stato di diritto non esiste più e soprattutto si lancia un messaggio secondo cui la prepotenza di una maggioranza prevale sull’uguaglianza di tutti.

    Si tratta purtroppo di un ultimo grave episodio che si aggiunge ai ripetuti attacchi ai principi della Costituzione: le leggi ad personam per sottrarre il premier ai processi,il conflitto di interesse,ecc e più recentemente l’attacco all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

    A fronte di tali attacchi gli istituti di garanzia previsti nella Costituzione non sono più sufficienti a difendere da soli la democrazia; sono necessarie la mobilitazione popolare e la costante vigilanza democratica; nello stesso tempo deve essere chiaro a tutti che con i golpisti non è possibile alcun dialogo su possibili riforme istituzionali. Per questo lanciamo un appello a tutti i democratici ed a tutte le organizzazioni democratiche per un impegno unitario in difesa della democrazia e della Costituzione ed invitiamo sin da ora:

    - a partecipare alla manifestazione popolare indetta per domani alle ore 10,30 in Piazza della Repubblica

    - a partecipare mercoledì 10 marzo alle ore 17,30 in Piazza della Repubblica ai Cantoni animati (presidio e comizii volanti) ed alla fiaccolata che seguirà alle 18,45

    - a partecipare alla manifestazione in occasione dello sciopero generale della CGIL del 12 marzo per la difesa dei diritti dei lavoratori ed in particolare dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori

    - a diffondere in ogni occasione il materiale informativo sugli attacchi alla democrazia e sulle ulteriori iniziative che la rete per l’emergenza democratica metterà a disposizione di tutti.

    E’ un momento difficile; è necessario essere uniti e tutti insieme contrastare questo attacco golpista.

    Firenze,6 marzo 2010

    Rete Fiorentina Emergenza Democratica

    (Ass. Libertà e Giustizia, Ass. per una sinistra unita e plurale, Carovana per la Costituzione- SEMPRE, Comitato per la difesa della Costituzione, Sinistra per la Costituzione, PerUnaltracittà, RSU dell’Università di Firenze)

    http://www.emergenzademocratica.it/