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Dire, fare, mangiare

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Lettere »

Va di moda il cervello in fuga: a volte la gioventù (insomma, 36 anni) fa dei brutti scherzi. Lo scherzo delle tre "I": internet, inglese, impresa. Ma non era il programma Cavaliere 2001?

Gennaro CAROTENUTO – Renzi, arma segreta di Berlusconi

31-10-2011

di

Matteo RenziDicono che sia bravo e simpatico Matteo Renzi, e buchi il video con la parlata fiorentina, la faccia da ragazzo e la mela della Apple come status symbol ostentato. Da San Giovanni a Santo Steve Jobs come se davvero, come nella pubblicità, anche per l’Italia di oggi bastasse un’App per ogni cosa. Ho ascoltato con l’attenzione che merita la riunione messa insieme da uno dei possibili candidati del centrosinistra per le primarie alla Stazione Leopolda di Firenze. Ho ascoltato una quantità di idee e ideine di buon senso comune, che potevano far parte di qualunque programma politico, da Larussa a Grillo ma avrei stretto la mano a Renzi quando ha scandito: “chi nasce in Italia è italiano”.

Alla fine, e cerco di spiegare perché, ne ho ricavato tre sensazioni guida. La prima è che gli intervenuti cancellino a pie’ pari l’ultimo decennio e tornino agli anni novanta, a Bill Clinton, alla New economy (l’oblio per Barack Obama è assordante) per poter cancellare (seconda sensazione) tutti i fallimenti certificati del modello economico, a partire dalla crisi, e poter riproporre lo stesso pensiero unico come se il muro di Berlino fosse caduto ieri e non ventidue anni fa. La terza è la triste impressione del fashion per il fashion e di un marketing politico che dall’essere mezzo diviene il fine stesso della politica.

Va di moda il cervello in fuga e mettiamoci il cervello in fuga e non importa se calunniamo anche il giusto con il peccatore e chi l’Università la manda avanti tutti i giorni senza un Euro e ci è entrato senza raccomandazioni né essendo figlio di barone. È vecchia come il mondo l’arte di scegliere il nemico e bastonarlo per compiacere i propri. Vanno di moda le “startup” (nuove imprese) e non parliamo d’altro. Sono importanti, ma il mercato del lavoro è un po’ più complesso. Va di moda la banda larga (per carità, che ideona!) e qualcuno tra gli oratori sembra ancora credere che domani sarà tutto telelavoro. Forse perciò nessuno ha nominato i treni per i pendolari, il tessile di Prato, i mobili di Matera, la ceramica di Sassuolo, le scarpe di Montegranaro (do you know Della Valle, Renzi?), i cassintegrati cinquantenni. Che noia i cassintegrati cinquantenni, vero? Meglio nasconderli sotto il MacBook.

A volte la gioventù (insomma, 36 anni, mica 16…) fa perfino brutti scherzi. Ma è possibile riproporre “as is” le “tre ï”, Internet, Inglese, Impresa, senza neanche spiegare che sì, era il programma di Berlusconi del 2001, ma noi lo faremo (chissà perché), meglio? Si può parlare di meritocrazia con gli stessi foglietti dei ghost writer di Mariastella Gelmini? Ci si può spacciare per nuovi, per rottamatori, col programma di D’Alema del secolo scorso: “pensiero unico”, mercato, flessibilità, profitto, spolverandolo appena con un po’ di fotovoltaico e un  po’ di banda larga? Cosa vende ‘l Renzi, se non l’adesione piena al modello economico che ci ha portato al disastro, con Marchionne “senza sé e senza ma”, e con la lettera della BCE come programma politico –dichiarato- da applicare pedissequamente come se Trichet fosse Mosé?

Spero di sbagliare ma mi pare che nessuno abbia parlato di “beni comuni”. Come nessuno ha fatto riferimento agli “indignati” che dal Cairo a Madrid a Santiago fino a Wall Street (dove di banda larga ne hanno a pacchi e le startup nascono come funghi) stanno palesando quanto il modello economico dal quale Renzi non si differenzia mai non sia affatto –neanche negli Stati Uniti dove i neolaureati sono sepolti dai debiti- pensato per favorire i gggiovani e il merito, ma solo i ricchi e i ben nati. Non perché tu debba andare ad occupare Wall Strett, ma neanche puoi far finta che nulla sia successo nell’ultimo decennio, che la crisi non sia sistemica e che basta fare come in America per far rifiorire l’Italia… Sta roba, Matteo, andava bene al tempo di Clinton e della bolla della new economy, non dopo il 2008 e mi sa che quello vecchio qui sei tu.

Se è un’altra parrocchia lo si dichiari, senza infiocchettare il nulla, come ha fatto lo scrittore Alessandro Baricco. Ai più avvertiti quelle parole di Baricco avranno ricordato lo squallido esercizio retorico di Giampaolo Pansa, “e se lo dico io che sono di sinistra che i partigiani erano brutti e cattivi…”, “e se lo dico io che sono di sinistra –ha detto- che siamo  più conservatori dei conservatori…”. Non fatevi ingannare dal packaging. Quella frase non vuol dire nulla. Semplicemente suona bene: un mantra buono per Cicchitto come per Baricco, per Gelmini come per Renzi: “la sinistra è conservatrice e va buttata come acqua sporca insieme al bambino”. Alla Leopolda s’è ripetuto fino alla noia. Poi Renzi sfotte Pierluigi Bersani su Martin Aubry (la segretaria del PSF sconfitta alle primarie) e si sente François Hollande (il burocrate di partito che l’ha battuta) ma neanche sa chi è Arnaud Montebourg (il vero outsider, con un programma critico verso il neoliberismo). Candidato Renzi. Io ti voto contro.

Gennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3 Rai e il trimestrale "Latinoamerica" dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa, La Jornada. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha. Nel 2005 ha pubblicato "Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo", Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume "Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione", EUM. Nel 2009 è uscito "Giornalismo partecipativo. Storia critica dell'informazione al tempo di Internet", Nuovi Mondi.
 

Commenti

  1. Cecilia Serravalle

    Personalmente non ho una gran simpatia x Renzi. Ha fatto alcune mosse che non condivido (andare ad Arcore x esempio). Penso però che stia portando un movimento nuovo, un momento di apertura. Sulle idee c’è molto da discutere, il programma x carità, non proprio NUOVO… Alternative? Io di sentire da Bersani che “…. Non siamo mica qui a pettinare le bambole…” mi sono stufata. Non sento dire una cosa interessante da Bersani da….. Mha! Letta (PD ovvio) è una persona intetessante … Poi????? Renzi c’è… gli altri?

  2. Antonio Bianciardi

    Concordo in pieno con quanto espress nell’articolo.
    Se questo è il nuovo che avanza povero PD e povera Italia!
    Renzi che fa il Pierino e che “rottama” i vecchi, proprio sui più vecchi del vecchio PCI e della vecchia DC si appoggia…
    Porta avanti idee ormai sconfessate dalla storia recente e le vende come fresche di giornata.
    Comprereste una macchina usata da uno come Renzi?
    Io no!!!!

  3. Stefano Bovero

    Uno, dico, un solo nome politico che osi esprimere una seria critica al potere bancario-finanziario mondiale che, nel nostro paese e non solo, sta impoverendo chi è già povero, nel PD proprio non si trova…Questa sinistra vuole o non vuole prendere in seria considerazione i contenuti degli INDIGNATI in ogni parte del mondo, persino negli USA ? E che dire dello stesso Vendola quando mette in guardia, per carità, dal prendersela con la Casta ? E Renzi: se continua così rischia di essere un grosso pericolo, un banalizzatore per di più simpatico e “berluschino”, non volgare e quindi più seducente del Caimano per via dell’aria per bene… Sì, l’etica è importante, ma occorre ancora altro: competenza, idee davvero nuove, coraggio e senso della realtà. Diversamente la nostra ricchezza se la mangeranno la BCE, le grandi banche e il FMI e alle giovani generazioni che cosa resterà quando i risparmi dei genitori saranno finiti ?

  4. Tazio Debordi

    Renzi è un arrivista che tenta la scalata con lo stile provinciale e superficiale che si confà a lui ed al suo pubblico. Ma mi sembra che chi lo critica non riesca a smarcarsi granché da quella cifra.

  5. Luigi Carrera

    da un docente di giornalismo un pezzo ben fatto, ma assieme alla critica non trovo nessuna proposta.
    Renzi come tutti quelli che si espongono è facilmente attaccabile, ma come mai con i disastri dell’attuale maggioranza l’opposizione ufficiale non decolla sia elettoralmente che in termini di consenso?
    Quanto al novello profeta Vendola qualche domanda sui problemi e scandali pugliesi durante il suo precedente mandato si possono porre o siccome è uno dei “nostri” tappiamoci le orecchie e la bocca.

  6. Luigi Fortuna

    Bravo Gennaro Carotenuto!
    Efficace l’ articolo dove con dovizia ed eleganza
    sono stati evidenziati i limiti di chi è giovane… ed inesperiente….. io sono un vecchio bonista!

  7. giovanni lugli

    straordinariamente d’accordo.

  8. PISCITELLO

    Non mi piace Renzi che per emergere spara contro Bersani, senza distinguere le persone del PD che cercano di creare una coalizzione con programma condiviso! E’ un caomportamento anarcoide e destabilizzante il suo! Che sta tentando di fare? Come può pensare, parlando di età e di primarie, di essere il nuovo? Con quali idee?
    Bersani è uscito fuori dalle primarie…!
    Se le sue idee non sono solo propaganda, per candidarsi a leader, invece di fare comizi, vada a sedersi attorno a un tavolo ed esponga lealmente le sue proposte! Mi pare un altro parolaio…
    Prof.ssa Angelica Piscitello

  9. Enzo Grancio

    Parole sante, e ben detto. Confermo, anche se non occorre Le tre I.I.I. erano del cavaliere.E Renzi io non lo voto anche, perche’ è proprio il nulla che avanza
    Grancio Enzo

  10. nino raviotta

    Ritengo non si possa non condividere quanto argomentato in questo articolo, ma semmai aggiungere altre manchevolezze che sono altrettanto preoccupanti. Ad esempio ho rilevato dalla lettura dei 100 punti solo enunciazioni non corroborate da proposte pratiche, prime tra tutte, ma non sole, le risorse. Dove pensa di reperire le risorse il nostro? Non c’è traccia di una seria lotta all’evasione e all’elusione, esclusa l’abolizione dei condoni (scopre l’acqua calda:ma ha letto o sentito qualcosa delle proposte del PD e del suo segretario in questi due anni?). Non ho intravisto altro che libertà d’impresa alla berlusconi (gli avrà chiesto consiglio durante la famosa cena). Sui patrimoni, infine? E mi fermo qui. Giusto far largo ai giovani, ma non sarebbe altrettanto giusto confrontarsi ascoltando anche le altre voci e non solo criticando le 230 pagine del programma del2006?

  11. Giulio Guerrini

    Renzi a Firenze

  12. Natalino Grigolato

    Sono entrato in crisi, Renzi mi ha dato del reduce ed allora ho pensato di scrivergli una lettera aperta. Potrebbe essere mio figlio ma, fortunatamente, non lo è.
    Caro Matteo ti scrivo direttamente perchè potresti essere mio figlio, lui ha tre anni più di te ma, fortunatamente per me, non lo sei.
    Prima di mancare di rispetto ai reduci dovresti almeno sapere alcune cose, oltre a portare il piattino per la comunione, che certamente i parrocchia o all’oratorio non ti hanno insegnato.
    Da quello che leggo nemmeno in casa tua.
    Io sono del 1948, dicembre per la precisione, e provengo da una famiglia che in casa aveva la testa del duce.
    Fortunatamente io avevo la mia libera e pensante e, per un certo periodo, nel mio piccolo rivoluzionaria.
    Chi ti scrive è un ex iscritto militante attivo del Pci, Partito Comunista Italiano, e pur avendo radici come scritto sopra sono cresciuto con l’erba dell’uguaglianza, dei diritti, della democrazia e fissato con la difesa degli ultimi, che non sono gli azionisti della Parmalat o della Telecom, quelli che stanno tanto a cuore a te ed a Grillo. Cito Grillo perchè tra i tuoi 100 punti che vuoi sottoporre per il cambiamento ce ne sono molti copiati dal comico di Genova.
    Temo tu non sia a conoscenza, come tanti giovani e ragazze, che lo Statuto dei lavoratori è del 1971, ripeto 1971 e non del 1848 e che prima che entrasse in vigore le lavoratrici incinte si fasciavano la pancia per non essere licenziate.
    Un po’ quello che Sacconi vorrebbe tornassero a fare, magari con l’uncinetto mentre guardano il grande fratello.
    Ho fatto scioperi per il contratto, i diritti, per la libertà e la democrazia. Ho manifestato per il Vietnam e per la pace nel mondo, contro Pinochet ed i colonnelli greci.
    Continua, qui: http://slasch16.wordpress.com/2011/10/31/sono-entrato-in-crisi-renzi-mi-ha-dato-del-reduce-ed-allora-ho-pensato-di-scrivergli-una-lettera-aperta-potrebbe-essere-mio-figlio-ma-fortunatamente-non-lo-e/

  13. Giulio Guerrini

    Renzi sindaco, a Firenze sta lavorando bene, aveva promesso gli alberi e si cominciano a vedere un pò dovunque, ha pedonalizzato il centro ed ora sembra di passeggiare a Montmartre o ad Avignone, ha promesso di snellire i trasporti ed ora gli autobus arrivano in orario, salvo quando ne arrivano due insieme dopo un’attesa doppia, la seconda tramvia sarebbe già in costruzione se non fosse fallito l’appaltatore principale, ma anche lì sembra che stia ripartendo, insomma cose pratiche e concrete previste nei cento punti, e infine, Renzi non si sottrae alle critiche, anzi invita i cittadini a scrivergli e spesso risponde di persona (provare a scrivere a chiunque a capo di una pubblica amministrazione e vediamo se vi risponde !)
    Finora tutti hanno fatto solo chiacchere, compreso il c.d. governo del fare, che non ha fatto nulla e ci ha portato in brache di tela. E se una buona volta il dibattito si ancorasse sul fare davvero?

  14. michele cornacchia

    Commento equilibrato, non facile in questi tempi in cui a torto o a ragione c’è tanta rabbia.Renzi deve continuare a fare il Sindaco, maturare con i problemi e la risoluzione degli stessi. Se proprio vuol investire parte del suo tempo , faccia un giro al Sud.L’Italia ha bisogno di valorizzare quello che ha, il nostro petrolio sono:valorizzazione e promozione dei beni artistici,la gastonomia , il turismo, la ricerca,il made in italy, conditi con infrastrutture sostenibili. Se uno è un buon democratico deve poi partire dal basso( lo dice il Vangelo?).

  15. Giuliana Zanelli

    Renzi no? Allora Bersani sì? Bersani che non ha il coraggio di alleggerire il peso della politica sulle spalle degli italiani, che è stato timido per quel che riguarda i referendum sulla nuova legge elettorale, che non si rende conto che per gran parte degli italiani elettori la diseguaglianza in termini economici tra loro e i loro eletti è insostenibile.
    In fondo se Berlusconi è lì dobbiamo ringraziare l’incapacità della sinistra di trovare compattezza e di parlare un linguaggio chiaro,concreto e operativo alla maggioranza degli italini, che non sono dei nababbi, che lavorano o che hanno lavorato con salari e stipendi al di sotto della media euiropea pagando i loro rappresentanti molto di più che negli altri paesi. L’ingiustizia pesa sul cuore di tanti.

  16. salvatore salzano

    Se ieri sera (30 ottobre 2011) avete avuto la fortuna di vedere “che tempo che fa” avrete potuto notare il confronto (casuale???) fra Rampini (semplicemente favoloso e ricco di proposte concrete e moderne) e Renzi. In particolare ciò che mi ha colpito (in negativo) di Renzi, ed in questo riconosco, mio malgrado, pienamente ragione a Bersani quando dice che ricicla materiali vecchi degli anni 80, è stata la sua capacità di affabulatore che dice belle parole (peraltro condivisibili da tutti coloro che hanno un po’ di buon senso) per nascondere pochezza di contenuti. Poi però i contenuti sono emersi in alcune frasi che gli sono scappate, suo malgrado.
    Prendo ad esempio le pensioni. Sulle pensioni basate sul sistema retributivo, quello vecchio, ha detto “non è giusto che uno andando in pensione percepisca più di quello che ha dato durante la sua vita lavorativa”.
    Questa affermazione è, semplicemente, sbagliata.
    Facciamo un po’ i “conti della serva”, facciamoli nel modo più favorevole a quelli che vogliono massacrare le pensioni: una persona, dopo 35 anni di lavoro, che va in pensione a 60 anni (magari!!!!) con il sistema retributivo percepisce l’80% del suo ultimo stipendio. Facciamo l’ipotesi che viva molto al di la delle attuali aspettative di vita e abbia la fortuna di campare in buona salute fino a 90 anni, e riportiamo (si dice “attualizzare”) tutti i valori dei suoi stipendi passati e delle sue pensioni future al giorno del suo pensionamento. Se il suo ultimo stipendio è pari a 100, egli ha prodotto 100 x 12 x 35 = 42000, mentre percepirà, da li a 30 anni, 80 x 12 x 30 = 28800. Molto meno di quanto abbia prodotto!!! Se andate a fare calcoli di questo tipi scoprirete che persino la famigerata moglie di Bossi, andata in pensione con il 30% dello stipendio a 39 anni, non è che poi sia tanto una disastrosa catastrofe per le finanze, come si dice in giro. Infatti secondo il vecchio sistema pensionistico, a 39 anni, lavorando 15 anni, 6 mesi e un giorno, avrebbe prodotto 100 * 12 * 15,5 = 18600, mentre avrebbe avuto una pensione pari al 30% dell’ultimo stipendio (il meccanismo di calcolo era, grosso modo, il 2% per ogni anno lavorato) e quindi avrebbe percepito in pensioni, sempre nell’ipotesi di 90 di vita in buona salute 30 x 12 x 51 = 18360.
    Il fatto quindi che il sindaco di Firenze vada ad additare come “parassiti” dei lavoratori andati in pensione secondo i meccanismi che le leggi del tempo consentivano è non solo malafede, ma anche indice di un atteggiamento mentale di chi vuole creare conflitti fra le generazioni, dividere i poveracci e farli litigare fra loro. Questo sarebbe di sinistra? Per me è semplicemente “sinistro”!!! Perchè nella stessa sede non ha detto una sola parola circa la lotta all’evasione o alle rendite finanziarie? Per inciso, io ho 49 anni, sono lontanissimo dalla pensione, ma non mi sognerei mai di guardare come ad un nemico un pensionato che si è guadagnato meritatamente il diritto ad una serena pensione! Il mio nemico è ben altri, non me la prendo con i deboli…..!!!

  17. Marco

    Anch’io non mi fido di chi fà l’innovativo sulla pelle degli altri. Quali sono le sue novita? La meritocrazia burocratica ? Tipo brunetta? se la tenga! Io lavoro nella sanità pubblica e vedo chi dovrebbe essere scacciato e chi ascoltato. Perchè non si alza e dice che vanno divise le ricchezze, perchè non dice di abbassare le pensioni dei parlamentari o dei super manager o non propone una pensione masssima di 3000 euro per tutti? Internet ? certo e se va via la corrente? e se voglio oziare un po’, magari dopo 38 anni di ospedale facendo turni sulle 24 ore 365 giorni all’anno? Perchè. Perchè? Perchè non si può credere che un mondo diverso da questo, capitalista ecc.,ecc,centrista ecc. ecc, è possibile? IO CI CREDO e anche se a Milano ho votato Pisapia, ora lo sto aiutando: LOTTANDO per i miei,nostri diritti. La politica partecipata, se lo vogliamo, dobbiamo attivarlo noi. Dal Basso: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

  18. Antonio

    vaporoso, evanescente, parolaio, esibizionista,comico,vanesio,vanitoso,narcisista, fatuo,tronfio,spaccone, immodesto, borioso, gonfio, spocchioso, vanaglorioso, gradasso, fanfarone, gasato, miles gloriosus, palloncino gonfiato, presuntuoso. COME SI FA A VOTARLO ?!

    Ps. fermatelo prima che sia troppo tardi!!!

  19. Renato Cipolla

    Un politico come Renzi che intende rottamare i vecchi politici, ma soprattutto cambiare il vecchio modo di far politica, mi ha deluso fortemente, giorni orsono, quando non rispose ad una domanda precisa fattagli da Lilli Gruber nella sua trasmissione “Otto e mezzo”: Bini Smaghi si deve dimettere o no dalla BCE?
    Il Matteo, loquacissimo come un venditore a porta a porta di enciclopedie, l’ha presa alla larga, ma se pur incalzato dalla Gruber, non ha risposto, alla facile domanda. Perché? Mi è venuto un forte dubbio, visto che la Gruber aveva premesso che Bini Smaghi fosse un concittadino di Renzi, il motivo, forse, sarà che il potente ed importante funzionario della BCE abbia sostenuto Renzi alle elezioni a sindaco di Firenze, garantendogli i voti della Firenze che conta. Probabilmente, Renzi da buon adepto di Comunione e Liberazione non ha voluto guastarsela con Bini Smaghi. Se avessi l’opportunità di rivolgere a Renzi qualche domanda gli chiederei cosa ne pensa su: precariato, diritti dei lavoratori (visto che è un fautore del Marchionne pensiero), banche, poteri forti e associazioni massoniche, fecondazione assistita, sanità, laicità dello Stato, eutanasia, conflitto di interessi, intercettazioni, libertà di stampa, ecc. sarei tanto curioso di ascoltare le sue risposte, sperando che fosse meno evasivo come nella trasmissione della Gruber dove ha dimostrato di essere un vecchio e navigato politico.

  20. Robi Serri

    Io penso che il PD con Bersani ( cioè con D’Alema ) non vincerà mai le elezioni perchè non esprime idee ( difesa dell’ambiente, modelli di integrazione tra italiani e immigrati, inserimento nel mondo del lavoro e lotta alla crisi , futuro della scuola italiana, legge elettorale, tanto per fare qualche esempio ) , posizioni ( sui referendum di giugno Bersani è salito sul carro dei vincitori non avendo mai espresso un parere chiaro ) e non motiva gli indecisi e i delusi che abbondano in tutto l’arco dell’elettorato italiano: per quale motivo un elettora dovrebbe votare il PD ? Solo perchè detesta il modello di vita proposto da Berlusconi? Mi sembra veramente poco. Per questo motivo io penso che l’entrata in scena di Renzi sia più che positiva in quanto almeno prova a proporre un modello nuovo di leader del centro sinistra ( senza un leader che ci piaccia o no perderemo sempre e comunque ) e perlomeno è giovane e vive nel mondo a differenza di buona parte della dirigenza.Anche per questi pochi motivi io sono contento se Renzi correrà per le primarie del PD.

  21. Maria Luisa Paroni

    Ho molto l’impressione che Renzi sia un venditore di fumo e comunque mi basta la sua incondizionata approvazione per Marchionne e la sua visita “privata” (ma in veste di sindaco di Firenze) alla villa di Arcore per capire con chi abbiamo a che fare…
    Il confondere il privato con l’istituzionale è una cifra distintiva dell’ineffabile Silvio che la dice lunga sulla sua concezione dello Stato (vedi Il Re Sole “Lo Stato sono Io”)… ed il fatto che Renzi non trovi nulla di disdicevole nell’adeguarsi a questo modus operandi è un sintomo allarmante di contagio …

  22. Matteo Viviano

    Non basta essere giovani per essere il nuovo. Renzi è nato vecchio, è figlio della partitocrazia e, quel che è peggio, è un moderato di destra. Ergo, il vero dinosauro da rottamare è proprio lui.

  23. Simone

    Condivido l’articolo. Solo una considerazione: resta il fatto che in Italia gli ultimi 15 anni siamo stati fermi, quindi è anche vero che non si può proprio dire che in Italia quello che dice Renzi sia passato….!

  24. giacomo belgio

    Per me Renzi è un cavallo di Troia…!!

  25. francoguerrazzi

    Ho letto l’articolo,e in parte”molto piccola”posso anche accettare,ma forse chi a scritto la parte in cui dice come poter chiedere sacrifici agli Italiani non la deve avere ascoltata, come cambiare la politica,forse anche quella non l’ha ascoltata, non sono un fanatico di nessuno, ma quando uno dice cose che mi piacciono,non guardo da quale parte vengono, le accetto e basta,se Berlusconi avesse mantenuto quelle promesse fatte quando scese in campo”ci vinse le elezioni” non avrebbe fatto fare la fine all’Italia che ha fatto. Io non ho mai pesato e valutato le intenzioni delle persone, dal colore politico,ma dai comportamenti. Renzi se non erro quando era presidente della provincia di Firenze fu denunciato perche aveva diminuito le tasse in quanto la provincia era autosufficiente,e per me fu una cosa giusta, invece certi finanziamenti fatti a certe ditte da parte della regione e delle istituzioni in ditte mangiasoldi, io non l’accetto. Io sono abituato a cercare di vedere le cose per quello che sono e non per quello che ci vorrebbero far vedere.
    Un’altra cosa che non capisco, perche dice cose superate se fino adesso queste cose non sono state fatte, e se chi le diceva , non le ha fatte perchè non ci credeva, o perchè non ne è stato capace in tutti due i casi ha gestito le idee in modo sbagliato e se uno le ripropone cercando di farle ,non è arretrato è uno che crede sempre in qualcosa ,quelli che siedono oggi in parlamento, credono soltanto nei propri guadagni e se Renzi da noia e perche ha toccato il nervo scoperto dei leader I SOLDI……..

  26. Mirella Billi

    Sono pienamente d’accordo, Non mi piace Matteo Renzi e non me ne fido. Nè mi vanno i suoi luoghi comuni. E oltre a tutto quello che è già stato detto, trovo il suo Big Bang un rumoroso flop, un’ostentazione anche infantile, e soprattutto inopportuna !Ci mancava solo lo yuppie della politica con le frasi fatte dello scrittore alla moda,supponente – e parolaio- quanto lui!Per favore, di Berlusconidi ce ne sono anche troppi, siamo seri e vediamo di rialzarci, anche come comportamenti e linguaggio!

  27. Paola

    Renzi si calmi e faccia il passo secondo la gamba. Troppa esuberanza e molti luoghi comuni facilmente enunciabili . Gioventù non sempre equivale a rinnovamento , esperienza e equilibrio dell’età hanno la loro importanza. D’accordo che ci sono in giro personaggi ormai decotti, ma io ne conosco anche giovani . Piuttosto ci spieghi perchè andò ad Arcore . Ha forse promesso la Regione Toscana a Berlusconi?

  28. jp

    Certo che sostituire la lotta di classe con la lotta all’anziano, magari pensionando, è geniale.
    Che grande partito sarà il PD di Renzi!
    Lotta al nonno, senza paura!

  29. Filippo L.

    Accostare Renzi a Berlusconi… mi sembra ridicolo!!! Del resto Renzi, NON è indagato, NON ha processi a carico, NON ha conflitti d’interessi e NON và a puttane… a me sembra già un buon punto di partenza, soprattutto per i soliti IGNOTI che NON vedono mai alternative!!! Criticare un’idea va bene, ma con Renzi mi sembra che siate eccessivi!!!

  30. [...] [...]

  31. peppino palasciano

    approvo in pieno l’articolo e credo che la durezza che qualcuno ha visto nel censurare il comportamento di Renzi( da Arcore alla Leopolda), al di là che alcune enunciazioni sono condivisibili, e ci mancherebbe altro,,non si riscontra nel rottamatore un’etica politica elemento imprescindibile da un ruolo pubblico. Lo confesso ho paura, paura che anche i giovani, anagraficamente, non certo di politica, si siano lasciati prendere da questa faciloneria del ” ghe pensi mi” di triste e disastrosa memoria.

  32. marco moneta

    Ma come può un uomo che si dice del PD avere come icone Steeve Jobs e Marchionne? Genio il primo forse grande manager il secondo, ma cosa c’entrano (c’azzeccano direbbe Di Pietro) con la sinistra? Renzi esca dal PD e vada con Casini/Montezemolo

  33. Giancarlo Girardi

    Renzi c’entra eccome! E’ il frutto di un mercato senza regole (nè potrebbe avercele) delle idee che si fanno politica e merce da vendere e comperare nel supermercato dei desideri. Berlusconi lascia una grande eredità ed un metodo di comportamento. Egli sceglie il PD perchè è un territorio facile da conquistare senza memoria storica e senza progetto futuro. Sinistra? No, supercentro affollato di democristiana memoria. Renzino ha però molti concorrenti nel suo partito e…fuori da esso. C’è tanto bisogno di sinistra nel momento così drammatico che stiamo vivendo.