Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

di Annalisa Strada

L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Berlusconi - Il prete e il cardinale »

I tempi della profezia sono maturi

Lettera agli amici

09-06-2009

di don Paolo Farinella

Nella Bibbia quando Dio vuole mandare un castigo al suo popolo, gli toglie “la Parola” e la siccità diventa sinonimo di mancanza di profeti e profezia. Quando invece vuole benedire il suo popolo, manda i profeti e la Parola scorre come la pioggia e ne impregna tutta la terra. Il profeta Gioele (sec. IV a.C.) annuncia che l’era messianica vedrà una abbondanza straordinaria di profezia: “Sopra ogni carne effonderò il mio Spirito. I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani vedranno visioni”(Gl 3,1). Questo testo non distingue tra Israeliti e non Israeliti (credenti e atei), ma afferma che lo spirito di profezia sarà effuso su tutti: “su ogni carne”.

Pensavo a queste parole profetiche, quando lessi l’e-mail di Maurizio Chierici il quale mi comunicava che oltre tre mila persone in quattro giorni avevano letto la mia “Lettera aperta al cardinale Angelo Bagnasco: “Senza la profezia rimane la complicità“”. Sono rimasto colpito dalla valanga di adesioni e ho sentito immediatamente la mia responsabilità aumentare. Oltre al sito del settimanale “Domani”, (http://domani.arcoiris.tv/?p=602), la lettera è stata ripresa dal sito di Paolo Moiola (http://www.paolomoiola.it/) e del Tafanus (http://iltafano.typepad.com/il_tafano/) e so che moltissimi l’hanno mandata ai loro contatti e conoscenti. Veramente la rete è uno strumento di democrazia e di libertà.

Con la mia lettera aperta non ho compiuto un atto di coraggio, né ho voluto cercare consensi a buon mercato, ma ho adempiuto un voto di coscienza, cioè un obbligo interiore che mi deriva dal mio essere cittadino di uno stato democratico e laico e di essere al tempo stesso un credente che svolge la funzione di prete nella Chiesa Cattolica. Parlare di coraggio e di paura è fuorviante, oggi è sufficiente essere solo se stessi per emergere in un oceano di servilismo e di omertà. Io non rappresento la Chiesa e non intendo essere un capo popolo, ma nello stesso tempo non posso rinunciare ad essere me stesso e solo me stesso: perché valgo soltanto per il grado di autenticità nella verità che sono capace di dare con la mia vita, la mia dirittura e il mio disinteresse. Non temo le conseguenze di alcun genere perché non ho mai avuto mire di carriera, e oggi sono parroco di una parrocchia senza territorio e senza parrocchiani, mentre don Milani stava meglio: era parroco di 40 persone.

Credo in Dio e il mio Dio ha il volto di Gesù Cristo che ha sempre preso le distanze da ogni forma di potere, che ha messo in guardia dall’esercizio del potere, basato sullo sfruttamento e ha imposto ai suoi discepoli un comportamento e scelte diametralmente opposti. Gesù non ha cercato il compromesso con l’esistente, non è venuto a patti con il potere, né civile né religioso, ma ha indicato le responsabilità e le connivenze, additandole al disprezzo della coscienza illuminata dalla Parola di Dio a favore del principio invalicabile che è la persona umana. A questo scopo non ha esitato a schierarsi contro “il sabato”, come dire che ha negato la ragione stessa dell’esistenza della religione. Davanti ai nostri occhi, gli atei travestiti da laici e gli psudo-credenti, travestiti anche da vescovi e cardinali, stanno facendo scempio delle regole della convivenza sociale e umana, basata sui bisogni dei più piccoli e incapaci di badare a se stessi. Costoro contrabbandano i principi e i cosiddetti “valori” con gli affari e le convenienze, con gli intrallazzi e i tornaconti.

E’ tempo della Parola e delle parole di senso: in un mondo seppellito da “morte parole”, facciamo sentire il suono e la musica della Parola che libera la coscienza e impegna la volontà per fare argine davanti al degrado politico, sociale, istituzione e religioso in cui stiamo affondando perché abbiamo permesso che un pazzo “malato” di egotismo andasse al governo per guidare l’intera Nazione verso l’abisso della decadenza. Non si può più restare muti senza diventare complici. E’ l’ora che i credenti non chierici e i laici custodi dell’autonomia dello Stato, sorgano dalle loro comode poltrone, e rompano il silenzio di rassegnazione di fronte all’emergenza educativa che sta attanagliando il nostro Paese, divenuto zimbello del mondo intero a causa di un presidente del consiglio che si comporta e agisce come un malato mentale assetato di narcisismo auto celebrativo. I cattolici e in modo particolare i vescovi non possono tacere di fronte a questa deriva che ha toccato livelli da sub-basso impero, senza sentire la colpa di essere responsabili “in solido” di quanto sta accadendo.

I vescovi possono parlare di emergenza educativa, ma solo se ammettono la loro responsabilità di avere sostenuto un uomo indegno di governare il nostro popolo e a condizione che si assumano la responsabilità piena delle conseguenze del loro sostegno. Il governo sta compiendo scelte scellerate nel più totale disinteresse rassegnato: il decreto sicurezza che ripropone le schedature dei bambini, dei senza fissa dimora, ecc., riportandoci indietro alle schedatura di stampo nazifascista che credevamo finita per sempre con l’avvento della democrazia e la costituzione dell’Europa. Non possiamo tacere di fronte ai poveri che affrontano l’esodo della salvezza verso la Terra Promessa del benessere, senza dimenticare che l’occidente, mèta dei diseredati, è colpevole dello sfruttamento dei paesi da cui essi scappano. Abbiamo depredato l’Africa da oltre due secoli per il nostro benessere (materie prime) e per il sollazzo di pochi imbecilli (safari), stiamo ammazzando l’Africa con le scorie radioattive, vendiamo armi alle bande in permanente guerra, succhiando l’anima all’intero continente e abbiamo anche il coraggio di respingere il barconi della disperazione. L’aggravante sta nel fatto che tutto avviene anche per opera di un governo che si dichiara ispirato ai principi cattolici, appoggiato dal mondo cattolico e sostenuto dai vescovi, i quali di fronte all’immoralità dilagante si girano dall’altra parte come il prete e il sacrestano della parabola del Samaritano (Lc 10,30-33).

Il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in occasione dell’80 anniversario del Patti Lateranensi (11 febbraio 2009) ebbe a dire che mai le relazione con un governo in Italia erano state così eccellenti come con l’attuale governo. Dopo i fatti degli ultimi mesi, dopo le accuse della moglie, dopo gli eventi di Casoria, su cui il capo del governo ha giurato sulla testa dei figli, dando nei giorni successivi quattro versioni differenti dello stesso fatto, commettendo così uno spergiuro imperdonabile per la morale cattolica, di fronte alle bugie sistematiche ammannite come verità, il cardinale segretario di Stato e il presidente della Cei, a mio avviso, se avessero avuto un minimo pudore evangelico, avrebbero dovuto parlare apertamente e dire: noi come Chiesa rescindiamo unilateralmente il concordato per indegnità morale di un governo che opera palesemente l’ingiustizia, per un presidente del consiglio dichiarato da un tribunale “colpevole di corruzione di testimoni” e responsabile attivo del degrado morale dell’intera nazione con i suoi comportamenti privati, con il suo esempio tracotante, con le sue bugie manovrate come verità, per il suo disprezzo delle istituzioni statuali, per lo spergiuro con cui ha condannato se stesso e i suoi figli: un uomo che spergiura sulla testa dei suoi figli non è degno né della paternità né tanto meno del governo della nazione perché sta scritto: “Non giurate: né per il cielo né per la terra né con qualunque altra forma di giuramento, ma il vostro sì sia sì, il vostro no sia no, in modo da non cadere nel giudizio ” (Giacomo 5,12). I vescovi avrebbero dovuto chiedere ad una sola voce le dimissione del governo e avrebbero dovuto dire ai cattolici che non è loro lecito sostenere un megalomane del genere che tutto deforma e inquina a proprio vantaggio, incurante del bene comune dell’intera nazione.

La gerarchia, se vuole proporsi come guida morale, deve distinguersi dai sistemi immorali di governo e ancora di più dalla politica amorale e senza alcun riferimento etico che invece di educare il popolo prospettando la complessità degli eventi e proponendo le soluzioni ragionevoli.

Vediamo minori che compiono “delitti” contro la persona “per noia”, che ricattano i coetanei per avere cellulari e denaro, minori che si spostano da una città all’altra per delinquere senza alcun problema … madri che offrono le figlie per lo “jus primae noctis”, pur di vederle apparire nude in tv e avere una particina in qualche reality per individui complessati e senza speranza. Non è questa una emergenza educativa?

E’ tempo della profezia. Torni la profezia, ma non la voce esile di un singolo che conta poco, ma torni la voce di un popolo, la voce del popolo del concilio Vaticano II, abortito appena nato, torni il laicato che è la spina dorsale della Chiesa e nessuno abdichi dal proprio servizio, dal proprio compito, dal proprio identità. In questo momento in tutta Italia stano sorgendo gruppi che celebrano il concilio come contrasto alla deriva fondamentalista di una gerarchia e di un papato che invece di guardare avanti, si voltano indietro, rimpiangendo le cipolle d’Egitto. Credo che bisogna assumersi la responsabilità in prima persona. Credo che sia urgente che i credenti e i non credenti prendano penna carta e calamaio e scrivano al Cardinale Bagnasco e al proprio vescovo, facendo sentire la propria voce. Se qualcuno non riesce ad esprimere i suoi sentimenti, copi la mia lettera, vi scriva due parole di accettazione o di rifiuto, di condivisione o di contestazione e la spedisca a titolo personale. Se duemila contatti scrivessero duemila lettere sono duemila segni e duemila parole, autentici sassi che rompono il virus “tacere”, autentico strumento di connivenza e di malaffare.

Verrà un giorno in cui la Storia ci chiederà conto se c’eravamo e se abbiamo avuto sentore dei “segni dei tempi” e se siamo stati capaci di viverli e di difenderli con la nostra vita e con le nostre parole del cuore. In caso contrario ci additerà ai posteri come complici indegni del nostro tempo.

Genova, 7 giugno 2009

Paolo Farinella, prete

SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITA’

Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco nel centro storico di Genova in una parrocchia senza parrocchiani e senza territorio. Dal 1998 al 2003 ha vissuto a Gerusalemme "per risciacquare i panni nel Giordano" e visitare in lungo e in largo la Palestina. Qui ha vissuto per intero la seconda intifada. Ha conseguito due licenze: in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche e Archeologia. Biblista di professione con studi specifici nelle lingue bilbiche (ebraico, aramaico, greco), collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Con Gabrielli editori ha già pubblicato: "Crocifisso tra potere e grazia" (2006), "Ritorno all'antica messa" (2007), "Bibbia. Parole, segreti, misteri" (2008).

48 Commenti

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  1. 18

    Le giunga il mio ringraziamento più sincero.
    In questo buio che ci circonda lei con la sua parola porta parole illuminanti.
    “..la verità verrà urlata dai tetti…” e così appunto sta accadendo.
    Non dobbiamo avere paura…hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi…ma io sono con voi, sino alla consumazione dei tempi…”.
    GRAZIE.

  2. 17
    Roario Amico Roxas

    C’è un commento su tellusfolio di don Luciano Marrucci,

    http://www.tellusfolio.it/index.php?comandoindex=commento&valcommento=1&did=8879

    che merita di essere letto e anche commentato a sua volta.
    ******************
    Considero il tuo scritto un documento formidabile (formido in latino uguale paura) dunque qualcosa di tremendo, una denuncia tremenda.
    Personalmente considero la tua posizione in gran parte condivisibile anche se non penso che quanto sappiamo del personaggio ci autorizzi a considerarlo un pedofilo. Capisci che questa accusa sporge davvero sull’ idea che ci possiamo costruire di quest’uomo.
    Tu sembri aggredire il tuo cardinale; io non lo fare mai.
    Proprio noi sacerdoti a cui è dato talvolta penetrare nei fondali della coscienza umana attraverso il sacramento della riconciliazione dobbiamo rispettare il sigillo che chiude le labbra ogni volta che si tratta di giudicare o di condannare persone che hanno creduto al nostro riserbo.
    Ebbene a quanto giudico, a noi non è dato chattare sul comportamento del prossimo in quanto che chiunque potrebbe sospettare che abbiamo usato impropriamente di una fonte cui per il nostro ministero abbiamo avuto esclusivo accesso.
    “no lite iudicare” si applica prima di tutto a noi. A volte può parlare in nostra vece proprio il nostro silenzio. A volte anche se può sembrare ridicolo caro Don Farinella provo la strana impressione che le mie labbra rimangano chiuse da una specie di doppio piercing, in questo caso devo dirtelo sono dalla parte del cardinale che è tuo ed ora anche mio.
    Don Luciano Marrucci

    *********************
    Egr. Don Luciano Marrucci, ho voluto farmi promotore presso i 650 aderenti alla mia rubrica mail, della divulgazione della nobilissima e coraggiosa lettera di don Paolo Farinella e solo in questa veste mi permetto di intervenire, non certo in difesa di don Paolo, ma a sostegno del diritto alla verità.
    Il suo non è semplicemente un invito allobbedienza acritica, ma al silenzio rispettoso, strisciante; quel silenzio che ammorba laria, pur fingendo che essa sia limpida, ma contiene i germi della menzogna.
    Si può mentire anche tacendo, nella mia Sicilia, questo tipo di silenzio si chiama omertà e se ne servono i mafiosi per nascondere le malefatte e continuare ad apparire ( sta qui il dramma dellattuale cronaca) tutto ciò che non sono. Dissento dalla sua interpretazione che vorrebbe attribuire alla lettera di don Paolo un tentativo di aggressione al suo cardinale (che lei non farebbe mai perché ?); don Paolo ha esercitato il dovere della verità, e il diritto di informare e contestare, con dignità e coraggio.
    Sono interpretazioni come la sua che hanno alimentato i temi tanto cari allInquisizione, che non inquisivano i fatti alla ricerca della verità, ma allaffermazione di una verità precostruita, cieca e troppo spesso prepotente.
    Stiamo precipitando nellautoritarismo politico, Dio non voglia che si verifichi anche un autoritarismo religioso !!!
    Oggi noi cattolici (ed insisto nel sottolineare NOI) viviamo la nostra Fede in Cristo, rinunziando a tante espressioni della gerarchia vaticana, perché non riconosciamo in essa la testimonianza più genuina che Cristo elevò nella Croce. Quanti parroci di modeste parrocchie, adusi alla confessione e, quindi, a contatto con le miserie e le grandezze delluomo, sanno testimoniare la Fede in Cristo molto più credibilmente del cardinale che esalta i rapporti con un governo che mortifica le fasce più bisognose e più fragili della popolazione, e nello stesso promuove lo scempio dei valori nei quali NOI cristiani crediamo, pur notando e riflettendo sul silenzio omertoso del vaticano ?
    Riempirei troppe cartelle solo per citare le attuali contraddizioni che emergono proprio da quel Vaticano che dovrebbe rappresentare la Stella Polare dei credenti: lontana, distante, irraggiungibile, ma guida certa e sicura per i viandanti in cerca della meta.. Don Paolo non ha utilizzato il mistero della confessione, anche perché certa gente è ben lontana dal confessare i propri crimini, ha svegliato le coscienze dal torpore dellipnosi mediatica, fornendo quella testimonianza che fortifica e restituisce quelle certezze che giorno dopo giorno ci vengono sottratte.
    Rosario Amico Roxas
    E mi professo: Ateo, per grazia di Dio.

  3. 16

    Egregio Prof. e Don Farinella, ho letto con attenzione viscerale la sua lucida analisi sulla situazione morale e spirituale della chiesa italiana. Spero che la sua profezia possa colpire le coscienze di tutti coloro che sono alla sincera ricerca di Dio. In Italia più che in ogni altro paese c’è bisogno di un ritorno ad una vera conversione di cuore, come diceva il profeta Zaccaria: tornate a Dio, e Dio tornerà a voi. Questo tema del ritorno a Dio, ripreso anche da altri profeti vedi Malachia:è l’impellenza più grande e urgente che ogni creatura necessiti. In questa conversione tutti siamo chiamati: uomini di stato, religiosi, imprenditori o semplici cittadini. La chiesa che dovrebbe essere l’esempio, la guida per milioni di persone continua a dire “noi abbiamo Abramo come padre”, abbiamo le tradizioni dimenticando che Gesù non solo ha condannato le tradizioni, ma non ha mai cercato un potere terreno: il mio regno disse Gesù non è di questo mondo. Spero vivamente che uno spirito di santità cristiana invada la nostra Italia. La chiesa si assuma le sue responsabilità, per secoli ha tenuto nascosto la Verità del Vangelo e oggi peggio di ieri continua a diluire il messaggio di Cristo a forza di compromessi con l’idolo dei nostri giorni “l’Iddio Mammona”. Se vogliamo una vera riforma che riforma sia iniziando dal potere ecclesiastico. Spero che ogni credente nel suo piccolo sia una voce profetica perchè realizzi il desiderio di Cristo espresso nella preghiera del Padre Nostro: Padre nostro….venga il tuo regno. Chissà che lei non sia stato chiamato per un tempo come questo (Ester4:4)

    PS: Nella sua lettera lei dice che è abituato a eventuali conseguenze. Non si preoccupi, il Signore le è accanto insieme a molti sinceri credenti. E mi lasci dire chi ama Gesù può dire: il vivere è Cristo morire guadagno. Non sono i discepoli di Cristo che devono temere, ma tutti coloro che si vantano di Cristo senza averlo nel cuore.

    Dio la benedica
    Giovanni Pilla da Milano

  4. 15
    Paolo Farinella, prete

    PER ELENA
    L’indirizzod el Vescovo di Alessandria è il seguente:

    Monsignor Giuseppe Versaldi
    Vescovo di Alessandria
    Palazzo Inviziati
    Via Vescovado, 1 – 15100 Alessandria
    Tel. 0131512203 – Fax 0131252767

    Quello del cardinale Bagnasco è il seguente:

    Card. Angelo Bagnasco
    Curia Arcivescovile
    Piazza Matteotti, 4
    16123 Genova

    Per tutti gli amici e le amiche che sono stati gentili da lasciare un commento di comunione. NOn mi sento diverso da prima: da tutta una vita dico le sstesse cose e le scrivo, quindi sono abituato anche ad eventuali conseguenze. Resta un fatto: ho compiuto solo il mio dovere e sarei stato un traditore se non l’avessi fatto. Dovevo ubbidire alla mia coscienza e questo non fa di me un coraggioso o un eroe. Beato il mondo che non ha bisogno di eroi, ma di uomini e donne seri, liberi e responsabili di tutto, sapendo che pososno fare molto poco.
    Vi voglio bene tutti e tutte con affetto
    Paolo Farinella, prete
    paolo_farinella@fastwebnet.it

  5. 14

    In vari modi sul secolo xix e sul mio blog ho mostrato i limiti del discorso dell’amico Farinella.aa fedeltò al vangelo esige molte cose no dette a quanti irridono e violano la Legge di Dio,seguendo lo spirito del mondo e non il Santo Spirito di Cristo.

  6. 13

    Dopo aver letto sull’approvazione della legge D’Alia ….è stato introdotto l`articolo 50-bis,”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
    Mi resta solo dell’amaro in bocca.
    Scusa don Paolo ma quando scrivi :Veramente la rete è uno strumento di democrazia e di libertà. E’ finita anche quella!

  7. 12

    Mi stupirebbe molto leggere la risposta del Cardinale Bagnaso, o di qualunque altro principe della Chiesa, su quanto espresso da don Farinella.
    La Chiesa, come macchina politica e burocratica, ha un peso e una potenza che per mantenersi in funzione opera scelte per nulla ispirate o profetiche.
    Tutto si muove seguendo interessi economici e personali.

  8. 11

    Mons.Helder Camara vescovo di Recife scriveva : “Se noi vescovi siamo i successori degli apostoli , dove sono i successori dei profeti e dei dottori ?”. Senz’altro tu don Paolo sei profeta ! Grazie del tuo coraggio , come quello che avevano i profeti dell’Antico Testamento, o come Francesco d’Assisi.
    Grazie!

  9. 10

    Faccio solo presente che anch’io do regolarmente notizia delle posizioni di don Paolo Farinella dal mio blog e altrove, p. es. qui: http://www.cdv.splinder.com e da molte altre parti. Al Bagnasco e alla sua cricca scriverei, ma qual è l’indirizzo? Paolo lo conosce senz’altro, magari glielo chiedo.

  10. 9
    federico bancheri

    Pregiatissimo Padre Farinella, finalmente parole di conforto in questa Italia che ricorda più Sodoma e Gomorra che un paese civile! Da diversi anni cerco di far comprendere, con notevole fatica, alle mie due figlie che la Chiesa non è un monolite e lei, con la sua lettera aperta, mi ha finalmente confortato. Ieri sera l’ho letta, stampata ed inviata via e-mail a tutti gli amici e parenti. E naturalmente ne abbiamo discusso a casa (con moglie e figlie). Ritengo oramai che il re (leggi Berlusconi) sia nudo. Con gli ultimi scandali che si sono susseguiti a ritmo battente, il Presidente del Consiglio non potrà più nascondersi dietro una maschera giacché una crepa irreversibile l’ha mandata in frantumi. Le sue parole, reverendo, oltre a svegliare una Chiesa (o meglio il clero) assopita (dal denaro!), denunciano lo scandalo a cui tutti noi cittadini italiani siamo pienamente coinvolti: l’assenza di morale (ovvero di un etica)! La ringrazio di cuore per questo suo gesto coraggioso, in momenti così difficili e degradanti per l’anima, ho accolto la sua lettera come vera speranza di un nuovo inizio. Suo stimatissimo, Federico Bancheri – Udine

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