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Raniero LA VALLE – Nel tramonto (tragico e farsesco) di Berlusconi uniamoci per salvare la Costituzione

02-09-2010

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Allo stato dell’arte (un po’ tragedia e un po’ farsa) Berlusconi ancora non se n’è andato. La crisi politica di fatto si è aperta, la sua maggioranza è implosa, il suo conflitto con la giustizia e con tutti gli altri poteri dello Stato (salvo il presidente del Senato) si è fatto acutissimo, l’opposizione incalza, ma tutto ciò non si traduce in una crisi di governo, e il Paese è bloccato. In nessuna democrazia tale inerzia politica sarebbe possibile; da noi accade perché le istituzioni della Repubblica sono state snaturate, per responsabilità dei riformatori di destra e di sinistra, in modo tale da chiudere tutte le vie d’uscita e da lasciare che il potere fosse il solo giudice di se stesso. Il “sovrano del popolo” creato dalla legge elettorale vigente contro ogni legittimità costituzionale, è stato costituito sovrano anche della crisi, come colui che decide lo “stato d’eccezione”.

Perciò solo Berlusconi può decidere di andarsene, oppure solo la sua maggioranza potrebbe abbatterlo con un clamoroso voto in Parlamento, cosa che però Fini e i finiani non sembrano decisi a fare. Giustamente Fini può temere per il suo futuro politico; però quando si ha in mano un potere esso deve essere giocato, anche senza rete, perché spesso in politica la cosa veramente importante da fare si presenta una volta sola; e ciò che di veramente importante c’è ora da fare in Italia è chiudere quella fonte di massimo pericolo che è diventato il potere berlusconiano.

Al suo crepuscolo questo potere ha sferrato un durissimo attacco alla Costituzione, pretendendo immunità penale e superiorità rispetto a ogni altro potere. Così si è creato un vero stato d’eccezione, e massimo interesse pubblico è ora che esso non sia deciso da un sovrano illegittimo.

Finalmente la Repubblica ha dato segni di risveglio. Il capo dello Stato ha rivendicato il potere costituzionale di gestire la crisi, fino a sfidare la maggioranza a lanciargli l’impeachment; le opposizioni, dentro e fuori il Parlamento, hanno posto come priorità assoluta il cambiamento dell’oscena legge elettorale che è all’origine dell’attuale disastro; e il partito democratico ha avanzato una grande proposta di aggregazione di tutte le forze disponibili a salvare la Repubblica, secondo due ordini o “due cerchi” di alleanze: il primo per battere la coalizione berlusconiana e ristabilire condizioni di agibilità democratica, e il secondo, più ristretto e più omogeneo, per governare. La proposta di Bersani ha avuto una favorevole accoglienza, mettendo fuori gioco sia la reiterata ricetta di Veltroni, che quando toccò a lui volle affrontare le elezioni senza alleanze e combattere Berlusconi senza mai pronunciarne il nome, sia le fantasiose autocandidature di Vendola e di Chiamparino.

È chiaro infatti quello che ora dobbiamo fare. Anzitutto cercare le convergenze per fare una nuova legge elettorale, che può essere proporzionale o uninominale, purché essa ristabilisca la rappresentanza, ripristini il pluralismo, riporti in Parlamento gli esclusi e favorisca la formazione di maggioranze attorno ai partiti più forti. A questo fine sia il modello tedesco che la vecchia legge Mattarella avrebbero bisogno di importanti correzioni. Una buona soluzione potrebbe ispirarsi alla vecchia legge per il Senato: collegi uninominali maggioritari, ma che scattano solo per i candidati che abbiano raggiunto la metà più uno dei voti, tutti gli altri collegi venendo attribuiti col metodo proporzionale.

Se questo non sarà possibile, e si dovesse andare a nuove elezioni con la legge attuale, dovrebbe essere formata una larghissima “costellazione democratica”, che dovrebbe essere in grado di conquistare alla Camera più dei 350 deputati che col premio di maggioranza l’attuale legge elettorale assegna al partito che ha più voti, anche se con uno scarto minimo di suffragi rispetto al secondo arrivato. In tal modo la truffa della legge elettorale, che trasforma una minoranza in maggioranza assoluta, sarebbe sventata, la costellazione democratica batterebbe il partito di Berlusconi e i seggi sarebbero assegnati su base proporzionale; i partiti della coalizione vincente riprenderebbero poi la loro autonomia in Parlamento, restando tuttavia solidali nella difesa della democrazia e dello Stato di diritto, e tra quelli di loro che fossero in grado di convergere in un programma comune si formerebbe l’alleanza di governo. Ci sarebbe dunque una larga maggioranza parlamentare di tipo costituzionale, e una più ristretta e coesa maggioranza politica e di governo.

Questo con le forze disponibili possiamo riuscire a farlo. La prospettiva è quella di una uscita dal bipolarismo, del ritorno a una democrazia parlamentare e rappresentativa, del ripristino della dimensione pubblica come forma della vita collettiva, della ripresa di una cultura politica, e di un programma di governo di ripresa economica, di centralità del lavoro e di estensione delle garanzie e dei diritti. E allora avremmo anche di nuovo in mano uno strumento, l’Italia, per operare sul piano internazionale, prenderci la cura e la responsabilità del mondo, e concorrere a costruire, come dice la Costituzione, “un ordinamento di pace e di giustizia tra le nazioni”.

Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’amore finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.
 

Commenti

  1. [...] da http://domani.arcoiris.tv/nel-tramonto-tragico-e-farsesco-di-berlusconi-uniamoci-per-salvare-la-cost... [...]

  2. Romolo Cappola

    Pienamente condivisibile questo articolo.
    Anche l’invito a ritornare di fatto ad una piena Repubblica Parlamntare. E qui non sono d’accordo con Bersani che insiste sul Bipolarismo.
    Il Bipolarismo all’italiana si potrà riprendere solo quando abbiamo sgombrato il campo da personaggi come il Sig [si fa per dire] B.
    No alla elezione diretta del ‘governo’, no alle indicazioni del Presidente del Consiglio. Rimettiamo al centro non le Persone ma le Idee.
    Ritengo il Bipolarismo una delle cause che hanno portato a questa democrazia populistica, mediatica, fascistica. A questa Fogna, insomma.
    Chi va da solo è politicamente un irresponsabile.

  3. Mariarosaria Marino

    per quanto capisco, sono pienamente d’ accordo: difesa della Costituzione nei due punti cardine di sistema parlamentare e rappresentatività (quindi una legge elettorale sostanzialmente proporzionale) resistendo all’inveterato imbroglio secondo cui la governabilità a tutti i costi coincide con la democrazia (ovvero che la governabilità deve distruggere la democrazia) – difesa della democrazia, e soprattutto della sua principale fonte: una società della convivenza (riconoscere che di fatto la mia vita ha bisogno della tua, perciò abbiamo tutti pari diritti) invece che della concorrenza (mors tua vita mea, il più forte decide) – ma non vedo forze politiche di rilievo su queste posizioni – e soprattutto vedo completamente sparito (credo anche dalla mente di molti politici) il dibattito politico vero: quello che verte sull’ analisi delle dinamiche sociali ed economiche e sul modello di società che si propone: si dà per scontato che il secondo sia il migliore dei mondi possibili – sembra che tutte le forze politiche di qualche rilievo più o meno tacitamente concordino su questa posizione, anche quando divergano su proposte specifiche (le modalità particolari delle famose ‘riforme’)o facciano qualche stanco commento buonista sulla solidarietà e sui diritti – ci sono milioni di trucchi retorici (a volte neanche intenzionali) con cui, nei giornali, in televisione, al cinema, nelle pubblicità, nei negozi, nei discorsi comuni, ci convincono, e ci convinciamo a vicenda che abbiamo bisogno solo di un governo ‘efficiente’: cioè che la concorrenza per il profitto sia la migliore e sola medicina per tutto (e, inoltre, cha tale concorrenza sia veramente libera)e che quindi abbiamo bisogno solo di un governo efficiente nell’ abbattere ogni ostacolo su questa via: per me è chiaro come il sole che le due cose vanno di pari passo. tante volte penso che dovrei fare la mia piccola parte (con tante lettere ai giornali, ai politici alla televisione ecc.) nello snidare questi trucchi – ma sarebbe un’ impresa titanica e come tale stupida – così mi limito a qualche lettera disperata qua e là e a piccoli sfoghi come questo, oltre che a lavorare sul linguaggio con i miei alunni – infine sì, se c’è chi vuole difendere parlamentarismo e rappresentanza, cioè l’ ABC della democrazia, io ci sono, anche se conto solo un sessantamilionesimo

  4. [...] Fonte: http://domani.arcoiris.tv/nel-tramonto-tragico-e-farsesco-di-berlusconi-uniamoci-per-salvare-la-cost... [...]

  5. filippo angileri

    Prego vivamente il prof. Raniero La Valle di interessarsi a conoscere il Santissimo Bahà’ù’llàh nei Cui scritti c’è la soluzione ai problemi, a tutti i problemi dell’umanità.
    Con stima e cordialità
    filippo Angileri