La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Lettere »

Noi che siamo autorizzati ad esportare libertà e democrazia, oltre la guerra potremmo fare altre cose: regolare con giustizia e pace i rapporti fra le nazioni, ma se le nazioni non hanno petrolio e solo disoccupati, sinceramente non ci interessano. E se i disoccupati vengono qui…

Raniero LA VALLE – Noi che abbiamo diritto a fare le guerre

04-04-2011

di

I monarchiani erano quegli eretici dell’antichità cristiana che per affermare l’assoluta unicità di Dio si opponevano alla nascente elaborazione teologica trinitaria; contro i diversi modi di intendere la distinzione tra il Padre e il Figlio incarnato, proclamavano: “monarchiam tenemus”, donde il nome di monarchiani. Da lì derivarono tutte le eresie monistiche: monofisismo, monotelismo, monoenergismo (una sola natura in Cristo, una sola volontà, una sola energia); vedendo una sola cosa quegli eretici non riuscivano a vederne e a concepirne altre, cioè non riuscivano a vedere il cristianesimo; erano maniaci di una sola cosa, non teisti, ma idolatri.

Anche gli statisti moderni sono monarchiani, conoscono una sola cosa, sanno fare una sola cosa, sono maniaci di una sola cosa: la guerra. Ci vuole il petrolio, bisogna allargare i mercati, c’è un dittatore, i diritti umani sono violati, un Paese è invaso, gli insorti sono repressi? Subito è pronta la risposta, quella “fretta della guerra” che è stata denunciata all’inizio dell’intervento contro la Libia dal vescovo Giudici presidente di Pax Christi; la monocultura della guerra non sa produrre altra idea che questa. Così avvenne con l’Iraq, così con la Iugoslavia, così con l’Afghanistan, così con la Georgia, per non parlare dei mille conflitti dimenticati che fanno della guerra un “continuum” nel succedersi delle stagioni.

È vero che la sovranità moderna nasce con questo segno di identificazione: sovrano è chi ha il diritto di guerra, gli Stati sovrani sono quelli che fanno la guerra; però non è questa la sola e unica cosa che potrebbero fare, potrebbero inventare e fare dell’altro, soprattutto da quando la guerra è stata messa al bando dal diritto internazionale, e la Carta dell’ONU ha prescritto tutte le cose che si dovrebbero fare invece della guerra per mantenere la sicurezza e per costruire un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni, come dice anche la Costituzione italiana.

Anche questa volta, insorto il problema con la Libia, la coalizione dei volenterosi non ha saputo fare altro che la guerra; e siccome questa volta non c’era l’America, la confusione, l’improvvisazione e il caos sono stati ancora maggiori. Anche l’Italia è corsa alle armi; il 36° stormo, di stanza a Trapani Birgi, ha potuto finalmente dare sfogo all’odio contro Gheddafi al quale era stato addestrato, come potemmo vedere con la Commissione Difesa della Camera in occasione di una visita che molti anni or sono facemmo a quella base. Eppure se c’era un Paese al mondo che non avrebbe dovuto fare guerra alla Libia, nemmeno la guerra più sacrosanta, se pur ve ne fosse una, questo Paese era l’Italia, per la vergogna e il pentimento di ciò che essa in passato aveva fatto alla Libia, assoggettandosela e violentandola come colonia; e tanto meno avrebbe dovuto farla Berlusconi, che a Gheddafi aveva giurato amicizia eterna, e con la Libia aveva stipulato un patto con cui aveva promesso pace, non aggressione, non ingerenza, rapporti di uguaglianza sovrana, rispetto del suo diritto ad avere il proprio sistema politico, sociale, economico e culturale, e aveva assicurato che non avrebbe permesso l’uso delle basi italiane contro di lei; promesse in cui ne andava dell’onore del Paese e del futuro del Mediterraneo, non come le promesse di fare un campo da golf e un casinò a Lampedusa, o di ridipingere le facciate delle case.

Però, si obietta, c’era la questione degli insorti, la minaccia del dittatore libico di sterminarli, l’esigenza di un intervento umanitario. Anche il centrosinistra si è pronunciato perciò a favore dell’azione militare, e perfino Ingrao, che pure è noto come pacifista. Ma se l’unica risposta è la guerra, che fare quando altri popoli insorgeranno, quando altri Stati vorranno reprimere ribellioni e secessioni, quando altri patrioti e resistenti rischieranno di soccombere? E perché non scendere in guerra per andare a liberare i territori palestinesi occupati, cosa per cui pur si potrebbe fare appello a centinaia di risoluzioni delle Nazioni Unite?

Con l’idolatria della guerra, nascostamente penetrata anche nella cultura democratica, e con il giustificazionismo umanitario che ha sopito le reazioni, altre volte veementi contro la guerra, anche di uomini di Chiesa, il futuro si presenta assai tormentato. Gli assetti del mondo stanno infatti cambiando, nuove potenze emergono, altre declinano, popoli nuovi si affacciano sulla scena, perfino le coordinate geopolitiche di Oriente e Occidente, Nord e Sud del mondo, stanno sfumando in nuove combinazioni e contrapposizioni. Ci vorranno molte decisioni nuove, molte risposte inedite a problemi mai finora conosciuti. Guai se continuerà a dominare la monocultura della guerra, guai se le risposte non verranno trovate nella politica, nel diritto, in un nuovo costituzionalismo internazionale. E bisognerà cominciare col dare attuazione, nelle parti ancora inadempiute, al cap. VII della Carta dell’ONU, per garantire che eventuali interventi armati condotti in suo nome non siano fatti per interessi di parte e non giungano mai alla distruttività della guerra; e, dopo l’esperienza del Giappone, bisognerà che la stessa comunità internazionale sia fatta responsabile dei beni comuni e degli interessi generali della intera famiglia umana.

Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’amore finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.
 

Commenti

  1. silvestro anselmi

    Perfettamente daccordo in linea teorica ma, vi rendete conto che quei popoli asiatici, africani sono politicamente e socialmente come eravamo noi europei ed italiani piu’ di un millennio fa’! Vai a parlare ad un feudatario medioevale…ci sono volute guerre, imperi,dittature, regni fatti e disfatti, olocausti… per arrivare ad una “democrazia” ancora incompiuta, una condivisione almeno dei beni comuni ancora non realizzata e forse mai realizzabile…si, vai a convincere con le parole che almeno “la dichiarazione dei diritti umani” ogni stato debba rispettarla!!!!!!!!Lo so, ci vorranno centinaia di anni, forse non un millennio, ma, purtroppo ancora ci vorranno guerre, morti, sangue, vite umane distrutte…non vedo alternative…comunque lottiamo con le parole anche e sempre!!!!!

  2. Giulliana Zanelli

    Dal profondo del cuore, la mia condivisione.

    Questa smania di guerra, questa fregola di sorvolare e bombardare, questo credere (o far finta di credere) nelle scorciatoie della violenza…
    Una malattia da cui l’uomo non sa guarire.
    Ma la Terra sarà mai delle persone miti?
    Sono giorni che inseguo parole che consuonino con il mio sentire.
    Ne trovo troppo poche.
    Giuliana Zanelli

  3. adriano marco

    Ma quale democrazia vogliamo esportare?Un ridicolo paravento,uno sgangherato fondale di palcoscenicodell’avanspettacolo!!!Stati e governi sono pupi manovrati dalle multinazionali del malaffare finanziario,dei capitali mafiosi, della globalizzazione.Predatori dell’economia reale,avvelenatori di cibo,acqua,aria,campioni nel privatizzare i profitti e nel socializzare le perdite,sono le CORPORATIONS gli avamposti del neocolonialismo.Ecco a che cosa servono stati e governi delle (AH!AH!)democrazie occidentali:ad
    esportare democrazia(si legga:armamenti)in cambio di
    risorse energetiche e materie prime.
    Insomma tocca sempre a noi occidentali esportare la nostra civiltà ,una volta con le crociate,una volta con la religione dei conquistadores,ora con la democrazia.Sarà perchè ci siamo sempre sentiti gli eredi naturali dell’imperialismo di Roma o cos’altro ci affligge con l’eterno complesso di superiorità?
    MA ci siamo accorti del declino rovinoso che ci sta travolgendo?declino etico,demografico,economico che si
    complica in un degrado psichico,sociale,culturale e politico.I giovani egiziani antiMubarak,e i tunisini e altri ancora in nordafrica e Mediooriente vogliono la separazione tra Islam e politica,sono giovani sono tanti,mi danno speranza.Sì ,dal mediterraneo può cominciare una nuova alba di civiltà! A che prezzo?
    Non lo so,ma qualcosa lo posso immaginare.

  4. Anna Casu

    Mi chiedo quanto siamo capaci di dialogo. Anche qui gran confusione. Recentemente ho sentito una bella definizione di dialogo, che condivido: dialogo con te quando rivelo a te la bellezza, la luce della tua persona. Forse siamo debitori di questo ai paesi che consideriamo meno progrediti.
    A.C.

  5. Carlo Mascarino, IDV Argentina

    Egregio sig. Raniero La Valle, con tutto il rispetto che mi ispira il suo curriculum, trovo che anche Lei è monarchiano, vale soltanto ciò che Lei pensa, e fino alle estreme conseguenze (nel caso libico, il massacro dei concittadini di Gheddafi che non la pensano come lui).
    L’argomento del perché allora non scendere in guerra a favore dei palestinesi ( e di chissà quante altre minoranze vittime di oppressione o addirittura di genocidio ) lo vedo come un sofisma, una sua scappatoia da tribuna : di questi dobbiamo parlare, ha ragione, ma oggi stiamo parlando dei libici, che sono vittime oggi di un genocidio messo in opera ciecamente da un loro stesso concittadino.
    Deferenti saluti.

  6. cristiano trapletti

    Miiiiinkia! Ci ho messo un istante a leggere le [biiiiip] che avete scritto. Studiate! Leggete Lenin. Leggete libri di storia.
    Ci sono secondo me due opportunità:
    1) mettersi comodi e godersi lo spettacolo, come fo io, bevendo anche qualche birra. Tanto non ho figli (PORCODIO!);
    2) difendersi dai subumani che fanno le guerre e sfruttano il prossimo. Li si può deportare in Siberia, su un altro pianeta, fucilare, persino rieducare. Basta leggere il libro 1 de _Il capitale_. Il resto è intellettualismo inutile, se non volete essere dei dirigenti.
    Forse mi sbaglio? Non ho ancora trovato un umano capace di convincermene.
    Bonne chance!
    Cristiano Trapletti (exekrand@yahoo.it)

  7. MIMMA DI MARCANTONIO

    http://www.emigrazione-notizie.org
    HAVEZ: Respingiamo l’ingerenza U.S.A. e la minaccia di invasione militare. Lavoriamo per la pace.
    Share SHARE – Inserito il 03 marzo 2011 alle 18:24:00 da redazione-IT. IT – POLITICA INTERNAZIONALE

    GHEDDAFI ACCETTA LA PROPOSTA CHAVEZ. LA LEGA ARABA SI IMPEGNA A DISCUTERLA.EQUADOR E SPAGNA SONO D’ACCORDO.

    Il Presidente venezuelano ha respinto l’interferenza degli Stati Uniti e la minaccia di un’invasione militare ed ha proposto:
    “Invece dei marines e carri armati e aeroplani, perché non inviare una commissione di Paesi Amici e di buona volontà per aiutare e così evitare che continuino ad ammazzarsi in Libia? Sono nostri fratelli!
    Attorno alla Libia sembra tessersi una campagna di bugie, come si tesse nel 2002 contro il Venezuela.
    Nonostante le informazioni contrastanti riguardo la Libia, sembra ripetersi lo stesso caso del Venezuela, quando dissero che Chávez aveva massacrato i manifestanti dell’opposizione.

    Facendo un appello all’azione politica sulla crisi che travolge la Libia, il presidente Chàvez ha respinto l’ingerenza militare degli Stati Uniti sulla nazione africana ed ha proposto ai capi di Stato del mondo la costituzione di un comitato di Buona Volontà, con il quale, nell’attuale situazione, si possa collaborare fungendo da intermediari tra l’opposizione ed il governo libico.

    “Con molto rispetto e, con molta umiltá invito a non lasciarsi travolgere dai tamburi di guerra, perché gli Stati Uniti, sono sicuro, stanno esagerando e travisando le cose per giustificare l’invasione della Libia, e la stanno annunciando”.

    LIBIA, APPELLO: NO ALLA GUERRA. NO A QUALUNQUE GUERRA
    Share SHARE – Inserito il 04 aprile 2011 alle 21:06:00 da redazione-IT. IT – POLITICA INTERNAZIONALE
    Indirizzo sito : Per aderire invia una e-mail a: paceinlibia@gmail

    ITALIANI IN AMERICA LATINA LANCIANO IL SEGUENTE APPELLO CON RICHIESTA DI SOTTOSCRIZIONE E DIFFUSIONE

    NO ALLA GUERRA IN LIBIA – NO AL CINISMO DI COLORO CHE LA DEFINISCONO “UMANITARIA” QUANDO TUTTI SAPPIAMO CHE È SOLO PER RUBARE:

    - IL PETROLIO;

    - I MILIARDI DI EURO E DI DOLLARI DELLE RISERVE INTERNAZIONALI DELLA LIBIA DEPOSITATI NEL SISTEMA BANCARIO FALLIMENTARE EUROPEO E STATUNITENSE E CHE, INFATTI, HANNO IMMEDIATAMENTE PROVVEDUTO A CONGELARE;

    -I PACCHETTI AZIONARI CHE LA LIBIA POSSIEDE NELLE GRANDI AZIENDE DEI PAESI OCCIDENTALI, COME, AD ESEMPIO, L’UNICREDIT, LA FIAT, LA FINMECCANICA , LA JUVENTUS ECC..

    NO ALLA SFACCIATA, VERGOGNOSA TRAGICOMMEDIA CHE HA COME PROTAGONISTI I BUROCRATI DELLE ORGANIZZAZIONI MULTILATERALI COME L’O.N.U., CHE VOGLIONO FARCI CREDERE CHE NOI, CITTADINI DEL MONDO, SIAMO TUTTI RIMBAMBITI E NON SAPPIAMO COSA STIANO FACENDO.

    NO ALLA FACCIA DI PIETRA DEI GENERALI U.S.A. CHE NELLE CONFERENZE STAMPA PARLANO DEI BOMBARDAMENTI COME SE STESSERO RACCONTANDO UNA STORIELLA AI COMPAGNI DELLE LORO TRADIZIONALI “BARBECUE”.

    NO ALLA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ETICA E DELLA DEONTOLOGIA DEI CODICI PROFESSIONALI DA PARTE DI GIORNALISTI, COMMENTARISTI TELEVISIVI E CORRISPONDENTI DEI VARI TELEGIORNALI CHE CONFONDONO INFORMAZIONI CON OPINIONI, CHE RACCONTANO MEZZE VERITÀ, CHE TRAVISANO LE NOTIZIE SECONDO GLI INTERESSI DEI LORO “PADRONI”. CHE NARRANO LA GUERRA COME SE SI TRATTASSE DI UNA FESTA PATRONALE E COME SE I BOMBARDAMENTI FOSSERO SOLO FUOCHI ARTIFICIALI.

    NO A OBAMA, IL “PREMIO NOBEL DELLA PACE” DI QUESTO MONDO A ROVESCIO, TRASFORMATOSI IN COSÌ POCO TEMPO DA UNA SPERANZA AD UNA DELUSIONE, CHE SOMIGLIA OGNI VOLTA DI PIÙ AD UN PUPAZZO NELLE MANI DEI VAMPIRI DELL’UMANITÀ E DEL PIANETA, CHE, QUALI VENTRILOQUI, PARLANO ATTRAVERSO LA SUA BOCCA.

    NO ALLA FACCIA TOSTA DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO DEI PAESI OCCIDENTALI CHE IN UN BATTER D’OCCHIO HANNO SMESSO DI FARE LA FILA PER INCHINARSI DI FRONTE A GHEDDAFI, ABBRACCIARLO, BACIARGLI LE MANI ED HANNO COMINCIATO A FARE A GARA NEL COMUNICARE IN DIRETTA TELEVISIVA E VIA SATELLITE LA QUANTITÀ DI AEREI, NAVI, SOMMERGIBILI, MISSILI “INTELLIGENTI” ED ARMI DI OGNI GENERE CHE SONO DISPOSTI AD APPORTARE ALLA COALIZIONE. TUTTO IL POTERE MILITARE DELLE LORO NAZIONI, LE PIÙ “SVILUPPATE, DEMOCRATICHE, CIVILI” DI QUESTO MONDO NELLA MACABRA CORSA PER DISTRUGGERE UN PAESE CHE HA MENO DI SEI MILIONI DI ABITANTI.

    NO, PER LA PRIMA VOLTA, ALLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE NAPOLITANO.

    SI AL PRESIDENTE DEL VENEZUELA, HUGO CHÀVEZ, E DEI CAPI DI STATO DELL’ALLEANZA BOLIVARIANA PER L’AMERICA LATINA, SI ALL’UNIONE AFRICANA, CHE PROPONGONO LA ORGANIZZAZIONE DI UNA COMMISSIONE DI BUONA VOLONTÀ PER MEDIARE TRA I RIBELLI ED IL GOVERNO LIBICO ALLA RICERCA DI UN CAMMINO DI PACE.

    Mimma Di Giovanni Di Marcantonio (Caracas – Venezuela)
    e altre/i italiani in America Latina.
    22 marzo 2011

    PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO:

    paceinlibia@gmail.com

  8. Mapi

    Cara Giuliana Zanelli, capisco ciò che provi perchè anch’io mi sento gelata da tanti signori padroni dl mondo che capiscono cosi’ tanto il bisogno della guerra da accettare l’uso più che profuso di bombe al fosforo che genererà bambini malformati per molte generazioni e che lascerà, non troppo lontano da noi, una gran quantità di radioattività per interi decenni. La passione per la guerra non conosce limiti, nè lealtà. Quanti sono i paesi che combattono la Libia? Lo sanno che è un paese di pochi abitanti per mettersi in 30 contro uno? Se odiano il rais lo sanno che ha aperto scuole un paesi poveri dell’Africa? Lo sanno che ha portato, unico paese in Africa l’acqua dolce in tutte le case, realizzando il + grande acquedotto al mondo? Sanno che le donne separate per legge hanno diritto alla casa e il marito diversamente da tutti i paesi mussulmani deve uscire? Hanno letto la sua lettera all’ONU? Ma per condannare non c’è bisogno di letteratura, anche se ha salvato l’Italia dal rischio ormai prossimo di diventare come la Grecia. Questa è la giustizia che colpirà tutti i paesi con il petrolio o altro appetibili alle multinazionali. Chissà se in casa nostra la democrazie è così veritiera da essere esportata. Con tristezza!

  9. Eugenio Fava

    Ogn’uno giudica parzialmente,perchè conosce parzialmente.
    La luce viene progressivamente,e se ti metti contro la luce ne resti abbagliato.
    Dunque devi metterti dalla Parte della luce…
    Allora Vedrai chiaramente.
    Questo per tutti i vari commenti è una Risposta.

    Ogn’uno Giudica Parzialmente,ma chi Opera non è parziale,poi può parlare.

    Chi siamo noi per Giudicare l’opera di un’altro.?

    Chi agisce lo fà non credendo di essere qualche Cosa o qul che d’uno.

    Ma agisce,ora dobbiamo stabilire se l’azione è Giusta.

    Ecco perchè chi agisce non è parziale,ma imparziale.

    Perchè si può stabilire se giusto o ingiusto.

    Gli oppositori dicono di non fare il male.

    Ma chi agisce dice fate il bene.

    Ed essendo impegnati a fare il bene non farete il male.

    Il bene è bene e il male è male.

    Non è vero che esiste una punta di Bene nel
    Male..e..una punta di Male nel Bene.!

    Una cosa e Vera o Buona…o è non Buono e Falso.

    Una fonte d’acqua non può dare acqua amara e acqua dolce allo stesso tempo.

    In una stanza buia se si accende un fiammifero,c’è luce,non importa quanta ma non è più buio.

    Dunque o c’è luce…o…Tenebre…Non credete?

    Mi faro beffe di voi che scambiate la vera giustizia
    in ingiustizia,e l’ingiustizia per giustizia.

    Il popolo zoppica su due questioni…
    Tutti dovremo decidere,e non esiste astensione..
    (Es.io non voto da oltre 27 anni,anch’io dovrò decidere)

    Non c’è opzione alle due. o una o l’altra.

    La creduloneria il ripetere frasi fatte,scimiottare
    chi dal punto divista del mondo ha successo,coltivare e vantarsi pubblicamente sbandierando la propria nudità,…una volta comportava mancanza di dignità.
    Oggi e di successo mostrare le proprie aberrazzioni.

    La luce è venuta nel mondo ma l’umanità ha preferito le tenebre.

    Risposi a Collanino,parlando poi degli aerei Militari.

    Chi ha Luce agisce ed è imparziale.

    Poco,pochissimo,ma è sempre buono non dimenticare i piccoli inizi che possono incendiare il mondo.

    La Fiamma di YHA.(Il Regno e la sua Giustizia)

    Non darà a nessun altro il Merito..!

    Tutti possono concorrere e felici del risultato
    continuando fino in fondo la corsa.

    Ma non dipende da noi l’avvenire delle cose.

    Allora mangiamo e beviamo che domani moriremo.

    No ma come il catalizzatore che attiva le due parti reagenti,senza cambiarne la sostanza.

    Noi siamo catalizzatori,elettrodi dello spirito.
    Che viene da Lui.

    L’Anima senza forma alla nascita,via via nella vita si Modella,fatta di esperienze,gioie,dolori,esperienze
    insomma tuto il nostro IO è l’Anima…

    Noi non abbiamo un Asino Siamo Un Asino…! Comprì.

    Ogn’uno faccia come crede,ma non menta a se stesso…

    Tu sostieni ciò che credi o che hai sentito dire o che altri ti hanno detto o che hai sentito…
    Un cieco che guida un’altro cieco avrà più fortuna.

    FATE UNA RICERCA E SCOPRITE CHI NON HA IMPARATO A FARE LA GUERRA DA 100 ANNI A QUESTA PARTE.

    I DIMENTICATI DALLA STORIA.
    Bibelforscer e il Nazzismo. 1933-1945-
    Edizioni tiresias.
    Silvie Graffard è Leo Tristan- Relatori della raccolta storica di documenti e testimonianze.

    Impariamo da Loro e non avremo disubbidienza sociale…
    Impariamo da loro,non ci sarebbero fabbriche di armi.
    Impariamo da loro,a non dare il voto a falsi rappresentanti dello Stato.
    Stato inteso come Estensione di pensiero di tutti gli uomini di buona volontà,messo per un’ordine non un disordine.
    Lo stato ideale è essere Uno e cosi DIO allora agirà
    essendo UNO.

    Impariamo da loro,già organizzati in 235 Paesi,in oltre 110.000 Postazioni o congregazioni,che permettono di distribuire informazioni di vitale importanza,nella Distribuzione di oltre 70.000.000
    Di Riviste quindicinali…in 120 Lingue.

    Non hanno capi,ma solo la meritocrazia,e la guida di chi la sa più lunga nella realtà.

    Dunque del superiore,dunque di DIO.

    Chi è lo schiavo fedele e discreto che da cibo spirituale a suo tempo…FELICE quello schiavo se quando il suo signore tornerà,lo troverà ad aver cura dei suoi averi,lo costituirà su tutti i suoi averi. (o su tutta la sua Casa)

    Ognuno è in una condizione d’agire AGISCA.
    Uno è in una condizione di indegenza,si curi..

    Siamo in querra spirituale e ci sono due possibilità..

    Veramente una Possibilità.

    Di scegliere…

    Saluti…………….Eugenio Fava