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NUOVI REFERENDUM – I Comitati Dossetti vogliono cambiare la legge elettorale

23-06-2011

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I Comitati Dossetti per la Costituzione aderiscono ai referendum sulla legge elettorale promossi da Stefano Passigli, Gianni Ferrara, Massimo Villone ed altri illustri esponenti della civiltà politica italiana, volti a ristabilire una vera rappresentanza parlamentare e a riscattare il sistema elettorale italiano dagli snaturamenti introdotti dalla riforma Calderoli. I referendum mirano infatti a restituire al popolo sovrano il diritto di eleggere i suoi rappresentanti, senza sovvertimenti maggioritari, senza reprimere il pluralismo politico in coalizioni forzate, e senza la abusiva investitura presidenzialistica di un capo che possa trasformare il mandato ricevuto in un diritto divino a governare in nome di una legittimazione populistica non più revocabile, come è avvenuto con Berlusconi.

I Comitati Dossetti per la Costituzione sosterranno il Comitato per il referendum e concorreranno alla raccolta delle firme.

Nel caso che il popolo sia chiamato alle urne prima che i referendum vadano a buon fine, i Comitati Dossetti per la Costituzione richiamano la loro proposta volta a realizzarne ugualmente gli obiettivi, attraverso la formazione di una larga coalizione di forze costituzionali, più ampia della coalizione necessaria a governare, capace di conseguire un risultato elettorale tale da vanificare e rendere inoperanti i meccanismi manipolatori previsti dalla legge vigente.

Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’amore finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.
 

Commenti

  1. Alessandra Chiappini

    Personalmente cerco di nutrire la speranza che, nel caso ipotizzato dal Prof. La Valle, l’eventuale auspicata coalizione “larga” si ispiri davvero e profondamente ai valori democratici fondanti la nostra Costituzione, sull’esempio, appunto, dei Padri Costituenti, che seppero davvero lavorae insieme con onestà adamantina nell’ottica del bene comune. Quello che purtroppo comunque temo è che il clima sia molto diverso e le coscienze risultino meno motivate e disponibili alla difesa strenua di tali valori al punto da rinunciare nel nome di essi a quote di potere personale o di gruppo,o all’immagine individuale. Ma, ripeto, per salvarsi occorre davvero sperare, sacrificando ogni forma di diffidenza nel nome della Speranza, anche a dispetto della ragione (Gramsci insegna…).
    Alessandra Chiappini, Ferrara

  2. salvatore salzano

    sono pienamente d’accordo. Proprio oggi ho pubblicato questo post: http://salvatoresalzano.wordpress.com/2011/06/23/legge-elettorale-e-manovre-gattopardesche/

  3. Franco Ciccarelli

    Mi permetto candidarmi, insieme ad amici già consultati,alla raccolta delle firme. Grazie

  4. giovanni fiata

    antonio gramsci è un comunista

    quindi che cosa c’entra con il vangelo?

    dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei

    il vangelo cosa c’entra con la politica ?

    con l’ antropologia ?

    la sociologia’ ?

    avanguardia e retroguardia ?

    si prega spiegare e documentare

    san paolo e’ fascista o comunista ?

    grazie

  5. marco sirotti

    Calma e sangue freddo: dovrebbe essere il tempo dell’analisi, ora. E della vigilanza. Analisi sulle condizioni che hanno consentito il successo elettorale dei referendum: condizioni sociali, politiche, economiche a tutti i livelli, individuali, collettivi, locali e complessivi. Analisi sulle prospettive politiche che si aprono, con la gestione dei servizi locali di rilevanza economica(non solo acquedotti!!!) tolta dal mercato ma non riconsegnata forzosamente all’amministrazione locale: una nuova regolamentazione si rende necessaria, il Forum per l’Acqua Bene Comune ha gia’ presentato una legge d’iniziativa popolare sul tema, insabbiata nei meandri di montecitorio da un certo Domenico Scilipoti.
    Analisi sul tema energetico, a partire dalla complessita’ del tema, dalla necessita’ improcrastinabile di stendere un Piano Energetico Nazionale all’altezza delle possibilita’ che la tecnica ci offre e della volonta’ di decisione in prima persona che il referendum ci consegna.
    Analisi sul tema della gestione del Potere e della persona che lo detiene pro-tempore.
    e questo e’ il punto: su questo tema il dato referendario parla di eguaglianza sociale, afferma esplicitamente il rifiuto della formalizzazione della “casta”. Un tema se volete pre-politico: di dignita’ di ciascuno.
    Abolita una regola occorre farne un’altra: abolita questa legge elettorale, quale forma dovra’ avere la prossima? e soprattutto CHI avra’ la possibilita’ di discuterne e prendere parte al processo di ideazione?
    La volonta’ di partecipazione manifestata il 12e13 giugno credo vada ben oltre la forma nella quale si e’ data.
    di legge elettorale occorre parlarne in maniera larga e diffusa, abolirla e lasciare in mano alla partitocrazia scilipotista la questione significa far perdere definitivamente la speranza e quindi la volonta’ di “cambiare lo status quo” in questo Paese, in questa Europa.
    Legittimo proporre il referendum: necessario farlo alla luce di una proposta reale. Che allo stato attuale manca all’ordine del giorno del dibattito pubblico.

  6. salvatore salzano

    @marco sirotti: sono d’accordo, in generale, con la tua osservazione sulla cautela in questo momento, ma vorrei sottolineare che il referendum sulla legge elettorale non ci lascia senza legge, anzi è il contrario: se il referendum passasse ci ritroveremmo con un modello proporzionale puro con sbarramento al 4%, qualcosa di simile al modello tedesco. Sarebbe un ottimo punto di (ri)partenza per la nostra povera Italia. Si potrebbe andare a votare ottenendo una reale rappresentanza degli italiani e con quella aprire veramente una stagione di riforme istituzionali. Una prova dell’importanza di questo referendum sta nel fato che i soliti noti di destra e sinistra hanno già cominciato a criticarlo in tutti i modi possibili.

  7. Salamina Amedeo

    Sono d’accordo, questa legge elettorale va modificata perchè massacra la democrazia. Io ci sono, raccoglierò le firme perchè ritengo che il “VOTO” sia un grande bene comune che va difeso per garantire a tutti una rappresentanza Parlamentare.