Perfino il Maroni british fa finta di aver vissuto a Paperopoli gli ultimi vent’anni. Mai dato la mano a Scilipoti, mai salvato gli onorevoli del Cavaliere in odore di camorre. Cosa si fa per sopravvivere
PASSAVO DI LÌ – E i leghisti hanno perso la memoria: noi al governo? ma quando?
05-12-2011
di Paolo Collo
Non c’è nulla da fare. La cosa più difficile per i nostri politici è ammettere i propri errori.
Nemmeno dopo che l’Europa ha chiesto ufficialmente di cacciare il governo Berlusconi-Bossi come unica possibile via d’uscita dal collasso del nostro Paese, gli ex-onorevoli si danno per vinti.
E’ il caso del signor Maroni – l’unico, forse, presentabile del suo partito – che in televisione fa finta di non essere stato al governo per tutti questi anni ma di essere vissuto su Marte o a Paperopoli.
La Lega-Bagaglino – quella del citrullo Bossi, del rubizzo Calderoli, dell’impresentabile Borghezio e della macchietta Castelli – riesce infatti, oggi, a pochi giorni dalla “cacciata”, a sostenere tutto e il contrario di tutto.
A quanto pare si sono dimenticati di aver retto il bordone a un presidente del Consiglio preoccupato solo a difendersi dagli innumerevoli processi a suo carico e a organizzarsi serate a luci rosse con qualche infornata di baldracche.
Di non aver utilizzato il proprio tempo per “lavorare” (parola che a loro piace tanto dire ma non così tanto mettere in pratica, almeno a livello governativo) per il bene dei cittadini che rappresentano (anche per quelli della loro fantomatica, inesistente Padania).
Si vede che tra una miss Padania, un raduno di deficienti travestiti da Asterix, una suonatina di sassofono, un ridicolo e penoso battesimo con l’acqua del Po, una stretta di mano a Scilipoti, una grigliata all’aperto, un rutto, qualche barzelletta sconcia, un dito medio sollevato e il solito, democristianissimo, commercio di voti, poltrone e posti di potere, devono aver perso anche loro la memoria.
Ma non sono i soli.
Paolo Collo (Torino, 1950) ha lavorato per oltre trentacinque anni in Einaudi, di cui è tuttora consulente. Ha collaborato con “Tuttolibri” , “L’Indice” e “Repubblica”. Ogni settimana ha una rubrica di recensioni su "Il Fatto Quotidiano". Curatore scientifico di diverse manifestazioni culturali a Torino, Milano, Cuneo, Ivrea, Trieste, Catanzaro. Ha tradotto e curato testi di molti autori, tra cui Borges, Soriano, Rulfo, Amado, Saramago, Pessoa.
Non basta ricordarglielo, bisognerebbe spiegarglielo sotto forma legale e con delle conseguenze. Se Monti sta succhiando gli italiani come fossero uno stanco lecca-lecca forse si dimentica di chiedere i conti a questa gente che, dopo avere festeggiato la morte di Falcone e Borsellino, si é dedicata ad un lento e progressivo “sacco” del Paese. E i risultati si vedono…
Meno male che c’è qualcuno che glielo ricorda al buon Maroni, che da ministro degli Interni forse ha votato anche lui, o almeno non ha sollevato alcuna obiezione ai suoi che hanno votato per Ruby nipote di Mubarak!
Questi sono peggio dei democristiani, i quali almeno avevanoun minimo senso dello Stato.