Ecco i quattro punti aggiunti ieri al regolamento federale leghista: 1) E’ prerogativa del segretario federale è redigere l’elenco degli esponenti politici autorizzati a rilasciare dichiarazioni pubbliche in nome e per conto della Lega”. 2) “I segretari e/o commissari nazionali, provinciali, circoscrizionali e cittadini sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni, interviste e comunicati stampa di argomento politico, esclusivamente su temi afferenti al territorio di loro competenza. 3) Il punto due vale anche per gli eletti e non solo per i dirigenti di partito. I presidenti di Regione, Provincia e i sindaci, possono occuparsi soltanto di quanto riguarda il loro territorio. 4) ”Il mancato rispetto delle precedenti disposizioni» fa scattare la vigilanza e le sanzioni del livello territoriale superiore, come da Statuto”.
Il redattore di questi quattro aurei comandamenti ha anche disposto informalmente, nella sua lungimiranza e magnanimità, che il popolo leghista e i suoi eletti possono, senza timore di censure, flagellazioni o lapidazioni, discettare:
a) sulla storia della cassoela dalle origini ai giorni nostri;
b) sulla miglior ricetta della polenta e osei nel Nord Est;
c) sul primato della nordica “mona” sulla “patonza”;
d) sulla pulizia delle ampolle dopo le varie cerimonie;
e) sul premio da attribuire alla gara annuale di rutti nel varesotto;
f) sulla edizione in caratteri runici di un dizionario della lingua padana
g) sull’elevazione di un monumento al dito medio del capo;
h) sull’opportunità di affidare a Borghezio un corso di galateo padano
i) sui modi di comunicazione eccedenti il “manichetto”,
l) sulla liceità di limonare e copulare senza l’autorizzazione del capo,
m) sull’ufficio da assegnare al Trota in caso di crisi governativa
n) sugli interventi di chirurgia plastica atti a correggere il sorriso di Calderoli
o) sul numero di immigrati da trasformare in “leprotti” secondo la ricetta Gentilini
p) sui calci in culo da dare Tosi, il sindaco traditore di Verona
q) sulla liceità di arrestare parlamentari rei di stupro omicidio e scotennamento
r) sulla forma e misura delle corna da mettere sugli elmi
s) sul senso di “coorte”, “membranza”, “clivi”, “Solima”, ”concento” in “Va pensiero”
t) sui valori fono-simbolici dei borborigmi del capo
u) su Roma ladrona
v) sul significato di “devolussion”
z) sulle colubrine necessarie per la prossima secessione
E poi a qualche canaglia comunista avanza di dire che i leghisti non sono democratici!
Gino Spadon vive a Venezia. Ha insegnato Letteratura francese a Ca' Foscari.
Mi meraviglio da molto tempo che un simile partito non venga messo fuori legge, non per la stupidità (di cui ce n’è a tonellate), ma per l’ideologia che quotidianamente viola la Costituzione, dai tempi del nazista Miglio …
Certo che in un concorso di “magna magna! i capi leghisti otterrebbero dei punteggi stratosferici. Ho letto che il Trota, questo analfabeta, per il solo fatto di essere figlio dell’ex “ce l’ho duro” guadagna la bella sommetta di 150.000 euro all’anno. Cazzo!!! ha ragione Silvio, quando dice questo è un paese di merda. Peccato non aggiunga che a produrre tutta questa merda è proprio lui e la banda che gli fa corona
Forse un altro aromento potrebbe essere quello del patto stabilitp fra Berlusconi (l’acquirente) e Bossi (l’acquisito). Cliccato per avere qualche dettaglio su questo link
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/bossi-berlusconi-fideiussione-lega-simbolo-973696/
Straordinaria lezione di democrazia. Ecco finalmente un partito in cui si può parlare di cose serie anche se viene posto giustamente un limite alle banalità della poilitca corrente tutta fatta di parole vuote. C’ forse qualcosa di più concreto e urgente delle “cassoela” e della “polenta e osei”?