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Lettere »

Il cattolico che vota la destra commette un delitto morale gravissimo: diventa complice di chi senza vergogna usa il potere pubblico per interessi e passatempi privati, arricchirsi alle spalle dei meno fortunati. Come fa Maurizio Lupi (Comunione e Liberazione, vice presidente Camera) pregare ogni sera dopo aver difeso in parlamento e in tv gli affari del Cavaliere?

Paolo FARINELLA – Perché un cattolico non può dirsi di destra

07-07-2011

di don Paolo Farinella

Un’idea sconclusionata si aggira per i meandri di menti superficiali e poco acconce alla problematica politica e anche religiosa che si ritrovano in molti dibattiti, convegni, giornali. L’idea è questa: Non si tratta più di parlare di politica nei vecchi termini di destra, sinistra e centro, ma di affrontare i temi concreti. Questa affermazione è becera, ingiusta, qualunquista e fuorviante perché vuole livellare tutte le differenze ideali che stanno dietro ogni scelta politica. Non a caso l’ha fatta sua il senatore Enrico Musso, ex Pdl oggi al gruppo «fritto misto» del senato. Per lui è importante differenziarsi per racimolare voti tra i cattolici perché se non c’è più destra e sinistra, lui sta al di sopra, quindi è affidabile. Per me è il contrario.

Non è vero che oggi non bisogna parlare di politica di destra o di sinistra perché urgono i problemi concreti. Questo modo di pensare la politica uccide la Politica e la trasforma in qualunquismo del peggior stampo. Destra e Sinistra non sono etichette che si mettono e smettono come sulle cassette da frutta, ma sono «visioni» di vita, prospettive antropologiche, angoli di visuale dell’organizzazione della società.

La Destra è classista perché mira al bene di una piccola parte, quella benestante, anzi ricca. Parla di mercato, ma poi corrompe i meccanismi per alimentare la crescita finalizzata non al bene comune di tutta la società, ma solo di quella che specula finanziariamente, che accumula con gli intrallazzi e le protezioni politiche, camorristiche, piduiste e religiose. La destra parla di liberalismo e meritocrazia, ma poi fa il contrario perché ritiene i detentori della ricchezza più liberali degli altri con privilegi propri e inamovibili. Promuove solo per raccomandazione, per utilità, interessi e casta. La Destra da che mondo è mondo ha sempre fatto gli interessi dei ricchi e si è sempre servita dei poveri per accrescere la propria ricchezza con lo sfruttamento, con il lavoro, nero, con il razzismo, con la demagogia, con ogni turpe accordo con chiunque purché sia turpe e garante di risultati, non importa come si perseguono. La Destra è sempre stata la rovina dei poveri e della gente perbene.

La Sinistra (a scanso di equivoci dico subito che oggi non esiste «più») dovrebbe essere (Oh! come è bello il condizionale che almeno permette ancora di sognare sogni nobili) la prospettiva della democrazia come condizione essenziale di convivenza dove ognuno è un valore in sé, indipendentemente da quello che «possiede». La sinistra è anche prospettiva socialista perché se la democrazia è l’affermazione del diritto di uguaglianza di tutti, il socialismo non può che essere lo sforzo di rendere realizzabile questo diritto e di estenderlo efficacemente a tutti. Non a caso la Costituzione parla di «rimuovere gli ostacoli» (art. 3). La Sinistra è l’economia vista e gestita dal punto di vista del lavoro, per cui pone la persona al centro del mercato e non i beni di produzione che sono solo strumenti che cambiano con il cambiare delle condizioni.

La Sinistra dovrebbe avere cura dei più piccoli e dei più poveri, perché il suo obiettivo storico è eliminare non la sobrietà, che è e resta un valore permanente e uno stile di vita umano, ma la miseria come degrado dell’individuo e colpa di una società opulenta che ingrassa i pochi affamando i molti. La Sinistra ha come metodo la laicità che la condizione previa perché anche tutte le religioni possano trovare il loro spazio, la loro libertà incondizionata e la loro coesistenza pacifica. La Destra al contrario usa la religione paganamente e si allea con essa per interessi momentanei, passeggeri, spesso immorali. Per la Destra contano il fine giustifica i mezzi; per la Sinistra i mezzi devono essere adeguati al fine.

Non è possibile fare di ogni erba un fascio, perché se anche di giorno e non solo di notte, tutti i gatti son bigi, significa che questo o quelli pari sono e allora ci domandiamo perché fare partiti e programmi diversi, quando se non ci fosse alcuna distinzione tra Destra e Sinistra, allora tanto vale che vi sia un partito unico. Come nell’URSS che ebbe un partito unico ma non era di Sinistra, era semplicemente una Destra famelica e ignobile travestita da sinistri figuri.

In Italia Destra vuol dire Berlusconi, Fini, Casini, Bossi, Maroni, ecc. Sinistra non lo sappiamo ancora perché dobbiamo inventarla con in mano un programma intramontabile: la Costituzione italiana. Ad essa i cattolici onesti e coerenti allegano anche il Vangelo. Un cattolico non può costitutivamente votare a Destra o uomini di destra anche se professano i principi cristiani, specialmente se professano i principi cristiani perché li useranno sempre strumentalmente per i loro fini di casta e di economia di classe. La Destra cerca sempre l’appoggia della gerarchia cattolica o religiosa perché sa che la religione è un potente strumento di condizionamento sociale, un’arte per dominare le coscienze e piegarli a fini anche poco lodevoli e morali. Su tutta la vicenda Berlusconi, corrotto, corruttore, ladro, evasore, sfruttatore di minorenni, complice di tratta delle prostitute, spergiuro e immorale senza neanche l’ombra di una coscienza, i vescovi italiani hanno taciuto per viltà e vigliaccheria perché hanno preferito tutelare i loro interessi legislativi ed economici, le loro prebende. Hanno ucciso la profezia per la quale erano stati chiamati e si sono assisi sulla soglia del potente come cani a cuccia perché a libro paga.

La Sinistra dovrebbe essere tutto il contrario perché nel servire il bene comune, si dota di persone oneste, che non usano mai il loro potere per interessi particolari, escogita politiche che partano dal «basso» sociale e portare tutti non allo stesso livello, ma alle stesse condizioni di partecipazione, salvaguardando un minimo essenziale sotto il quale si deve parlare di povertà, se non di miseria. La Sinistra tutela i pensionati e gli operai, parola ormai scomparsa dal vocabolario degli usurpatori della sinistra che imperano oggi: ometti incapaci di coltivare il loro giardino e pretendono di governare il Paese. La rovina della Sinistra sono gli egoismi e le fazioni. Nessuno ha la soluzione per tutti, ma solo il popolo ha chiave per risolvere i problemi di tutti. Senza un popolo cosciente, libero, antifascista, nessuna Sinistra potrà mai avere la dignità di essere la Sinistra. Ascoltare il popolo è la via maestra per imparare a costruire la Sinistra che possa, come deve, essere alternativa alla Destra, che è la vera sciagura dell’Italia e del mondo perché la Destra è guerrafondaia, mentre la Sinistra dovrebbe perseguire la Pace come convergenza di ideali, di popoli e di culture. Senza condizioni.

Se un cattolico vota Destra, a mio parere, commette un delitto morale incommensurabile perché è complice delle conseguenze  di chi, senza etica e senza vergogna, usa la «res pubblica» in modo osceno esponendola al ludibrio e alla dissoluzione. Venti anni di fascismo hanno portato l’Italia alla guerra e quindi alla fame e alla morte, alle leggi razziali e alla negazione della libertà. Quindici anni di berlusconismo al governo hanno portato l’Italia in due guerre «preventive», cioè illegittime e immorali, hanno diffuso il senso xenòfobo in tutto il pase, hanno distrutto lo stato sociale costruito sul sangue di chi è morto nelle Resistenza, hanno impoverito i poveri, hanno arricchito i ricchi, hanno devastato le Istituzioni piegate agli interessi di un solo debosciato che ha manipolato coscienze e libertà attraverso il potere e la corruzione dei mezzi di comunicazione di massa pubblici e privati (tv, radio, giornali, rotocalchi, ecc.). Un cattolico dovrebbe interrogare la propria coscienza, illuminata dal Vangelo, e scegliere sempre il bene, mai il male, nemmeno se dal male potesse venire qualche scampolo di bene. Il posto sociale di un cattolico è certamente a Sinistra, dove dovrebbe lottare e impegnarsi perché prevalga sempre l’interesse di tutti e mai di pochi.

Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco nel centro storico di Genova in una parrocchia senza parrocchiani e senza territorio. Dal 1998 al 2003 ha vissuto a Gerusalemme "per risciacquare i panni nel Giordano" e visitare in lungo e in largo la Palestina. Qui ha vissuto per intero la seconda intifada. Ha conseguito due licenze: in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche e Archeologia. Biblista di professione con studi specifici nelle lingue bilbiche (ebraico, aramaico, greco), collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Con Gabrielli editori ha già pubblicato: "Crocifisso tra potere e grazia" (2006), "Ritorno all'antica messa" (2007), "Bibbia. Parole, segreti, misteri" (2008).

31 Commenti

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  1. 21
    giancarlo savio

    Condivido pienamente quanto scrive don Paolo Farinella, e aggiungo che chi si dichiara conservatore
    è di per sé ignobile, perchè vuole mantenere lì dov’è un mondo basato sulla globalizzazione a vantaggio di pochi, sulla miseria dei Subsahariani che affondano nei mari della loro emigrazione e un giorno dopo sono rimossi dai giornali e dalle coscienze, e, per tornare nella nostra Italietta, conserva un regime videocratico che è riuscito ad alimentarsi della P2 P3
    e P4, e ha utilizzato quamdo la Chiesa ufficiale lo ha consentito la religione come “oppio del popolo”, come ebbe a dire Karl Marx. Il Vangelo, secondo me, non contiene ricette politiche, ma intrinsecamente invita alla giustizia sociale e alla libertà della persona, che poi sta ad un certo tipo di Sinistra inverare e concretizzare, superando anche l’anacronistica barriera fra credenti e non credenti
    o credenti in altro.

  2. 20
    Gianluca Mantegazza

    Altro errore e addossare l’entrata nelle guerre a fianco die mo’ dualisti americani a Berlusconi.
    La Serbia è stata bombardata su origine americano con il beneplacito di Berlusconi e Dalema

  3. 19
    Gianluca Mantegazza

    Il problema rimane quello dello schierarsi.
    Il ruolo del Prete dovrebbe essere super partes.
    Dove stà scritto che quelli di sinistra sono per il popolo e tutti gli altri No.

  4. 18

    Ma chi dice che i preti e coloro che usano la tonaca non debbano far politica? Il solo fatto di schierarsi dalla parte dei poveri, degli indifesi, degli emarginati è far politica. Se proprio dal loro “pulpito” e dall’altare non si calassero nella realtà e nella quotidianità della vita, passerebbero da ipocriti e da chiacchieroni. Solo le persone che danno fastidio sono criticate e messe da parte…

  5. 17

    se fai un discorso da ateo va anche bene ma da credente non di sicuro. nella bibbia c è anche scritto di non rubare, ma visto che oggi c è crisi si puo rubare? o non uccidere, ma oggi è lecito? condanna l omosessualità ma solo perchè oggi va di moda per te è da tollerare? no no, la bibbia non è imterpretativa, quindi poichè viene espilicitamente detto di astenersi dalla politica sarebbe consono che almeno coloro che asseriscono di essere preti o don se ne astenessero piuttosto che schierarsi in modo fazzioso…. per il discorso dei 2000 anni fa… un credente sà chi ha scritto la bibbia e quindi non dovrebbe avere problemi a considerarla attendibile, a meno che non consideri dio un qualcosa che non sa vedere oltre i 2000 anni fa….. in questo caso se la bibbia è aggiornabile è lecito interpretarla ciascuno a modo proprio ma dunque il proprio dio diventa lui stesso ;)

  6. 16

    “mi dice dove legge nella bibbia che gesù si è occupato di politica?”
    Forse non è chiara la differenza tra il mondo di oggi e quello di 2000 anni fa. 2000 anni fa non c’era la democrazia, non c’era il diritto di tutti di dire la propria opinione e il pezzo di carta che sanciva l’uguglianza di tutti davanti alla legge avrebbe dovuto aspettare il 1789 per vedere la luce.
    Nessuno, dunque, si aspettava che l’uomo di fede di 2000 anni fa cominciasse a fare politica attiva: non avrebbe potuto farla, semplicemente.
    Oggi, invece, uno dei diritti/doveri del cittadino è la partecipazione alla vita democratica. Dunque, o il cristiano non vota perché dice “nella Bibbia non si parla di elezioni” (!), ma allora non deve nemmeno prendere il bus, perché “nella Bibbia non si parla di autobus”, oppure avere un PC, perché “nella Bibbia non si parla di PC”, oppure cerca di vivere la propria vita nel XXI secolo cercando lo spirito del Vangelo e non la lettera, dato che, da qualche parte nella Bibbia, c’è sì scritto che la lettera uccide, mentre lo spirito vivifica.

  7. 15

    probabilmente lo pagano e si vede non sanno come spenderli meglio……….

  8. 14
    Gianluca Mantegazza

    Io mi chiedo ma perchè non attacca la tonaca al chiodo e si butta in politica cosa che evidentemente gli riesce meglio

  9. 13

    don paolo mi dice dove legge nella bibbia che gesù si è occupato di politica? forse che abbia detto invece di non immischiarsi in politica? non dovrebbe lei seguire l insegnamento di gesù piuttosto che quello di bersani?!

  10. 12

    Condivido molto l’intervento di Don Paolo. Il problema é che tutti si sono allineati a svendere un patrimonio di lotte e di cultura politica. L’Italia della Resistenza e del Partito Comunista più forte dei paesi occidentali si é modernizzata a tal punto che ha permesso i fascisti al governo, un arretramento complessivo sul piano dei diritti e si é esposta senza anticorpi al virus mortifero del berlusconismo.
    Altra cosa mi chiedo come persone come Don Paolo rimangano in un’istituzione demoniaca come la Chiesa cattolica. Forse sperano di Poterla cambiare dal di dentro? illusione vana illusione. Quelli come lui saranno sempre una minoranza all’ombra della casta che detiene il potere e che si allea anche con il diavolo per mantenerlo. Quelli come lui fanno anche comodo alla Chiesa. Può sempre dire che è dalla parte dei poveri.
    Renato Galetto

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