La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Lettere »

È la debolezza nazionale: in delirio per le guerre di Mussolini, per il decisionismo di Craxi. Capisco il sollievo per la liquidazione di un Berlusconi impresentabile perfino agli occhi dei suoi “impiegati”. Ecco il sospetto: politica disegnata dal Vaticano. Festeggiamo i 150 anni d’Italia sotto il segno del Papa re. Pensare che da prete volevo morire in uno stato laico

Paolo FARINELLA – Questo governo era necessario, ma come fanno gli italiani ad applaudire prima che Monti apra bocca?

28-11-2011

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 Da anni dico, e nel 150° anniversario dell’unità di Italia ho proposto, di sciogliere il parlamento, abolire il governo e «annettere l’Italia la Vaticano». Avremmo il papa re d’Italia come ai bei tempi e molti vantaggi: saremo clericali evidenti e non sottobanco. Leggi e decreti verranno stilate direttamente in latino preconciliare, come la Messa concessa ai lefebvriani. In tutti i luoghi pubblici, oltre al crocifisso, sarà obbligatorio avere il quadro del Sacro Cuore di Maria, la statua di Padre Pio e quella di Wojtyła. Tre volte al giorno in tutti gli uffici e luoghi pubblici e parapubblici (chiese, oratori, conventi, casa di Vespa, sede della Cei, ecc.) bisognerà cantare l’Alleluja in gregoriano. I funzionari pubblici maschi avranno il titolo di «Monsignore», le funzionarie donne si chiameranno «Madonna mia bella».

  1. Il Vaticano è una ipoteca eterna sull’Italia. Non ce ne libereremo mai. Ciò premesso:

  2. Risparmieremmo alla grande, sapendo che mangerebbero solo i preti e i laici clericali.

  3. Avremmo il vantaggio di sapere dove siamo e con chi avremmo da fare.

  4. In caso di necessità, un’assoluzione e via!

Il governo Monti nasce non targato Vaticano, ma in Vaticano: tutta l’impostazione ministeriale sembra pensata al di là del Tevere. La prima uscita, infatti, è stata quella del segretario di Stato Bertone Tarcisio. Dichiara: «E’ un bel governo!» che tradotto in dal liturgico al popolare significa: vi abbiamo fregato tutti. Con questa benedizione, Monti e colline andranno «per pascoli erbosi e acque tranquille» perché Berlusconi potrà fare il gradasso ma non è stupido e non si metterà di traverso contro il Vaticano.

Ho dovuto aspettare 60 anni dalla fine della guerra di Liberazione, per vedere i fascisti al governo e ora il ritorno del Vaticano al governo. A questo punto spero che cambino anche l’inno nazionale e ripeschino l’antico inno dell’Azione Cattolica: «Bianco Padre che da Roma ci sei mèta, duce e guida; su noi tutti tu confida un esercito a marciar». L’82% degli Italiano appoggiano il neo governativo Monti, senza nemmeno aspettare i provvedimenti che prenderà. Gli Italiani sono sempre  «preventivi»: lo sono stati con Mussolini, con la guerra, con il Tappo di Arcore e ora con Monti. Santo Iddio, aspettate almeno che cominci a belare, non dategli credito in bianco perché in bianco resteranno le vostre facce terrorizzate. Sono allibito dal vedere passare da un governo all’altro senza nemmeno una pausa di dubbio, di assestamento. Anche i terremoti si assestano per almeno un anno, noi no. Passiamo da Berlusconi a Monti senza soluzione di continuità. Da Berlusconisti a Montiani, con la stessa passione, la stessa stupidità.

Nulla fare, noi siamo fatti così. Ora aspettiamo che il papa faccia la visita pastorale in tutti gli otto mila e passa Comuni per rafforzare i fedeli nella «religione Monti». Speravo di morire in una Italia laica, dovrò forse rassegnarmi a sopravvivere in un Paese, colonia perenne del Vaticano.

Ciò che non si vuole capire è che la crisi non è la conseguenza di speculazioni (è anche questo), non è frutto della globalizzazione (è anche questo), non è il risultato dell’incapacità dei governi di fare scelte «sapienti» (è anche questo), non è per l’Italia la condanna per la goffaggine di un governo corrotto figlio di un macigno di conflitti d’interessi (e ci mancherebbe altro che non fosse anche questo), ma è la crisi «interiore» di un sistema, del sistema capitalistico che, a 22 anni esatti dalla caduta del muro di Berlino, si sta schiantando su se stesso perché non può più reggere, essendo immorale nell’anima, se mai ne ha avuta una.

Il capitalismo di stampo americano ha potuto reggersi in piedi perché, paradossalmente, dall’altra parte c’era il comunismo becero dell’Unione Sovietica che non ha mai conosciuto né Marx né la filosofia del comunismo ideale, ma si è assestata su un capitalismo di Stato/partito finendo per essere il fondamento dello sviluppo del capitalismo oligarchico dell’Occidente. Sono i superficiali hanno potuto cantare vittoria alla caduta del Muro, emblema del fallimento del comunismo come storicamente si è realizzato nei Soviet.

«Simul stabunt, simul cadent!» dice il proverbio latino: «Insieme stanno e insieme cadranno». Così è. Caduto il comunismo di stampo sovietico, in Italia crolla da DC e il sistema dei partiti scomparsi sotto le macerie di Tangentopoli, rimpiazzati da un piazzista magliaro e corrotto che ha ereditato il peggio di prima a cui ha aggiunto il peggio di dopo, mettendo in piedi una colossale schifezza che si presenta con una maschera facciale e trapianti di plastica. Berlusconi è la plastica riciclata del craxismo e della peggiore Dc, non a caso nelle sue stalle sono confluiti tutti gli animali della prima repubblica, compresi i fascisti.

Il capitalismo è peggiore del comunismo sovietico, perché questo garantiva la miseria abbastanza uguale per tutti, quello invece crea la miseria delle masse per garantire la ricchezza ad un gruppo ristretto di debosciati oligarchi che fanno quello che vogliono. La conseguenza tragica è il «mercato», parola magica che serve per giustificare tutte le ignobili scelte in qualsiasi campo e settore. Il dio che tutto muove è il «mercato» che è il sistema attraverso cui i ricchi schiacciano i poveri e li costringono a pagare il costo della loro esistenza di rapina. Il mercato dovrebbe essere emulazione, concorrenza, confronto, con condizioni uguali per tutti, ma quando è corrotto da chi lo annuncia e lo esige, quando è manipolato da chi se ne fa scudo, quando è deviato da conflitti di interessi micidiali, allora il capitalismo è una bolgia infernale che uccide i deboli e ingrassa i forti e violenti e degeneri e ladri.

Se si vuole uscire dalla crisi che è «crisi di sistema», bisogna porsi su un altro piano: ridistribuzione equa delle ricchezze. In un mondo decente non dovrebbero esserci «stock options», e dislivelli di retribuzione nel rapporto di 1/517 come avviene con il sig. Marchionne che prende una paga pari a 517 volte quelle di un suo operaio. Questa è la chiave della riforma e fuori di essa ci sarà il diluvio, l’apocalisse perché quando scoppierà «la collera dei poveri», tireremo giù il sole e incendieremo la terra inondandola di una luce nuova e di un nuovo orizzonte, dove tutti saranno veramente uguali, come vuole il Vangelo, come lo esige la dignità.

Sì, lo ripeto, questo governo era necessario, ma non mi piace lo stesso e voglio dirlo perché non dovendo rendere conto ai cittadini farà scelte e imporrà pesi che pagheranno sempre  e comunque i soliti noti. Certo che farà «equità», cioè darà un contentino riducendo di qualche punto l’irpef o concedendo qualche detrazione tisi cuccia e malferma in salute e lo farà per tappare la bocca «a chicche e sia». Come può esserci «equità» tra diseguali? Quelli che dovrebbero diventare «equi» da che mondo è mondo non hanno mai pagato un cent e ora anche se li obbligassero (la vedo dura!) a pagare di più, sarebbero sempre noccioline che avanzano dal superfluo.

Vorrei indignarmi che me stesso, con chi legge, con gli Italiani che accettiamo tutto quello che passa il convento, senza colpo ferire, senza batter ciglio, ma lasciandoci battere e lasciando infilzare come tordi. Questo al mio paese si chiama «masochismo». Né di più né di meno. Non faremo sconti, ma vigileremo con occhio di lince, sebbene cecata.

Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco nel centro storico di Genova in una parrocchia senza parrocchiani e senza territorio. Dal 1998 al 2003 ha vissuto a Gerusalemme "per risciacquare i panni nel Giordano" e visitare in lungo e in largo la Palestina. Qui ha vissuto per intero la seconda intifada. Ha conseguito due licenze: in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche e Archeologia. Biblista di professione con studi specifici nelle lingue bilbiche (ebraico, aramaico, greco), collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Con Gabrielli editori ha già pubblicato: "Crocifisso tra potere e grazia" (2006), "Ritorno all'antica messa" (2007), "Bibbia. Parole, segreti, misteri" (2008).
 

Commenti

  1. bianca formiconi

    Grazie !

  2. Maria Pia

    Bellissimo articolo! Lo diffonderò su FB.

  3. amilcare acerbi

    disperatamente vero!

  4. Enzo

    La chiesa(minuscolo non per errore) si salva grazie a preti come don Gallo Farinelli e l’Isolotto se no’ per il resto rimangono solo i mercanti del Tempio.

  5. annamaria janin

    Concordo, ma lo inviterei cortesemente a non definire “animali”
    quelle “bestiacce” che ci continuano a s-governare.
    (deus sive natura, diceva se non sbaglio un grande scomunicato come Spinoza) -
    A.J., spinoziana convinta

  6. luca mattioli

    Giusto. Ma c’è dell’altro : i signori del denaro credono
    di poter rimettere il treno sui binari spaventando tutti
    con la recessione, l’inflazione, ovvero togliendo o immettendo liquidità nel mercato.
    Mi dispiace per loro ma non funzionerà perchè il sistema è fallito. Ciò che continuerà a funzionare e crescere sarà la solidarietà, l’equità, la tolleranza, l’integrazione delle culture e tutto ciò sarà più forte
    di qualunque forza atomica.
    Finalmente saremo liberi.

  7. Lorenzo G.

    Gli applausi non erano per l’arrivo di Monti, ma per l’uscita di Berlusconi(mi auguro per sempre).

  8. annamaria janin

    P.S.

    Nella foga della difesa dei miei amici animali, mi è

    sfuggito di complimentarmi vivamente con Paolo

    Farinella, di cui apprezzo moltissimo l’umorismo.

    Rido sempre di gusto ai suoi interventi

    A.J. animalista distratta

  9. giusi

    La solita analisi di chi crede in un Cristianesimo comunista in politica e in etica. Il bersaglio principale è ovviamente sempre il Vaticano. L’analisi non tiene conto di un fattore, a mio avviso, fondamentale per spiegare la crisi del capitalismo occidentale: la concorrenza dei paesi cosiddetti economicamente emergenti ( Cina, India, Europa dell’Est, ecc.)dove i lavoratori sono in condizione di semi schiavitù. Anche Marchionne e non solo lui è attratto da questa manodopera. Se non si affronta adeguatamente la situazione, anche con misure protezionistiche e di affermazione decisa a difesa di diritti universali di tutti gli esseri umani, è davvero la fine della civiltà occidentale.

  10. Mauro Matteucci

    Questo governo nasce con un’antinomia: da una parte risponde al ritorno a un’etica primaria (non se ne poteva proprio più di certi figuri!) dall’altra è naturalmente predisposto a misure ossequienti ai signori delle banche e della finanza.

  11. sergio o'kalod

    Mi fa tanta tristezza che persone come l’autore di questo patetico articolo continuino a definirsi preti. Forse non hanno capito che se per disabile si è arrivati a dire diversamente abile, i cretini non possono chiamarsi diversamente sacerdoti…

  12. marco s

    @giusi: ma la globalizzazione è attivata per volontà divina?
    @l diversamente triste: sei proprio un triste esempio di come, quando mancano gli argomenti, avanza l’imbecillità.

  13. Sara Simonetti

    Posso contribuire al dibattito dicendo che…ho letto solo qualche riga qua e la…perchè chi ha cose vere da dire, non insulta. Non vale la pena perdere tempo a leggere ferneticazioni,insultanti. A me non fa ne ridere ne sorridere. Il mondo è di chi più ama e meglio sa darne la prova.Non è di chi chiacchiera. Per quanto riguarda questo governo non ho ancora un’ opinione chiara. Posso dire che sembra meglio di quello uscente, e a me non disturba che ci siano cristiani dichiarati ….. Io non credo che riesca a fare granchè comunque.Concludo dicendo ….viva l’Italia!
    Evviva gli Italiani!

  14. giovanna galeazzo

    Il pensiero di ciascuno di noi, le nostre interpretazioni della storia passata e presente risentono inevitabilmente della nostra esperienza. Non voglio dire se sono o non sono d’accordo sui pensieri espressi da don Paolo, anche se alcuni li posso capire e condividere. Dico però, per chi non lo sapesse, che don Paolo Farinella è l’unico parroco che ha voluto pagare l’ICI allo stato italiano, nonostante la Chiesa ne sia esente. Spinto da retta coscienza, da coerenza evangelica, da spirito di solidarietà e questo lo rende credibile come cittadino onesto e come prete. Scomoda la sua scelta. I fatti, e questo è un fatto notevole, non si possono dusquisire, si vedono e basta. Grazie don Paolo per il tuo esempio. La fede e qualche buon amico ti sostengano. Giovanna

  15. [...] tratto da Arcoiris TV del 28 novembre [...]

  16. Luigi Consonni

    “Bianco Padre che da Roma ci sei mèta, duce e guida; su noi tutti tu confida un esercito a marciar”.
    Correggo la citazione: “un esercito ha l’altar”…perchè appunto l’altare ha bisogno di essere difeso da un esercito, ahinoi!

  17. DANIELA BARILLARI

    chissà perchè chi non condivide le sue idee deve quasi sempre esprimere il proprio disaccordo con invettive e risposte offensive?
    quest’ultimo ventennio ci ha tolto anche la capacità di parlare, dialogare, ascoltare…………….
    mi auguro di poterla leggere ancora a lungo
    daniela barillari

  18. mirandapiazza

    monti per me è cambiamento non ne potevamo più e non riuscivamo toglierlo da quella poltrona quel piccolo Re pieno di vizi e senza virtù, non tolleravo più la sua arroganza ele bugie……io ho molta stima e fiducia nel nostro amato NOPOLITANO e se lui ha scelto MONTI vuol dire che è sicuro di aver dato all’Italia un uomo onesto ed è per questo che credo in lui. Io sono ATEA dei preti della chiesa e del vaticano non mi interesso, mi sento libera e felice e leggera come una farfalla da quando seguo solo la mia coscienza… sorrido sempre a tutti e se posso aiuto chi ne ha bisogno