La Lettera

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Lettere »

Smantella il sistema delle regole con l'obbedienza della Camera, dove il presidente del Consiglio non si vede mai. Processi che scadono come medicinali quando la malattia non è guarita. Trasformazione della giustizia e della magistratura in opere del regime

Raniero LA VALLE – Se tutti sono corrotti non si può fare nulla (quando il governo dà una mano ai ladri)

22-02-2010

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L’editorialista del “Corriere della Sera” aveva appena finito di scrivere che il problema della corruzione in Italia non è politico, perché tutta l’Italia è corrotta, anzi “la corruzione italiana appare invincibile; rinasce di continuo perché in realtà non muore mai, dal momento che a tenerla viva ci pensa l’enorme serbatoio del Paese”, che subito il Procuratore generale della Corte dei Conti è sembrato dargli ragione. Ha detto infatti nella sua relazione annuale che le denunzie per corruzione sono salite del 229 per cento nel 2009, e del 153 per cento quelle di concussione, che aumentano le citazioni in giudizio per danno erariale, che si sprecano risorse pubbliche e si lasciano in asso opere già iniziate, che dilaga l’arbitrarietà e “opacità” degli appalti, si moltiplicano spese inutili per la sanità e si lamentano “dazioni illegittime corrisposte per la determinazione e revisione del prezzo delle medicine”, e via delinquendo.

Tuttavia il quadro dell’Italia che risulta dalla severa denuncia del Procuratore non convalida l’analisi del giornale lombardo, secondo cui se tutti sono corrotti non ci si può fare nulla, perché in Italia ci sarebbe poca legalità, molto anarchismo e troppe famiglie; e le ultime inchieste che hanno distrutto il mito benefico della Protezione civile nonché le intercettazioni prima, durante e dopo il terremoto, non consentono di dire che la causa della corruzione non è la politica, e che i politici non sono peggio degli altri, uguali come sono tra destra e sinistra.

Non è così, perché i reati indicati dalla Corte dei Conti sono tutti occorsi nella sfera pubblica, e se non ci fosse stato il concorso per azione o omissione della politica, non sarebbero stati possibili; e se corruzione e concussione sono aumentate in modo esponenziale da un anno all’altro, vuol dire che in quell’anno è successo qualcosa nelle regole, nelle pratiche e nel codice etico del governo; e il governo non è “la politica” ma è, nell’Italia di oggi e nel sistema che ci siamo dato, una gestione politica seccamente di parte, e più propriamente della destra al potere.

Ora la questione non è affatto che ci sia più moralità a sinistra e più lassismo a destra. Questo statisticamente può anche essere vero, ma se funzionasse un sistema di norme, di limiti, di controlli e di garanzie, ciò arginerebbe la corruzione e terrebbe alto il livello della moralità pubblica, indipendentemente dal colore politico dei ladri e dei corrotti, che pur singolarmente continuassero ad esserci.

Al contrario l’attuale governo persegue precisamente il programma di smantellare il sistema delle regole. Con l’approvazione alla Camera della legittima latitanza per il presidente del Consiglio e i suoi ministri, con i processi che in futuro scadranno come i medicinali, col voler coprire di vergogna ogni inchiesta penale riguardante i propri amici, quello che Berlusconi e Alfano stanno cercando di fare, ben al di là della tutela personale del premier, è la trasformazione della giustizia e della magistratura in un’opera del regime. In questo senso la Tangentopoli del terzo millennio, come la chiama Ignazio De Magistris, non è come quella degli anni 90; quella segnava un inizio, questa potrebbe segnare una fine; perché come la prima Tangentopoli fu possibile perché la rottura della compattezza del regime democristiano liberò la magistratura e permise che essa tornasse semplicemente a fare il suo dovere, esercitando il controllo di legittimità, così l’attuale Tangentopoli potrebbe essere l’estrema prova di vitalità prima che ogni inchiesta sia impedita da un nuovo vincolo di regime. Ma nello stesso tempo è una prova di resistenza, a dimostrazione del fatto che nonostante tutto la Costituzione resiste, resistono i magistrati e resiste la Corte Costituzionale.

Che il pericolo sia grande è dimostrato dal fatto che scoperchiando il vaso di Pandora della Protezione civile, in cui si è trovato di tutto, dai terremoti alla festa del santo patrono, si è anche messa in luce la vera natura politica dell’azione di governo in corso. Essa consiste nello sprofondare la democrazia in un perenne stato d’eccezione, che di per sé reclama la decisione di un potere sovrano; di qui il precipitare della “governabilità” verso una sistematica decretazione d’urgenza, un esercizio del potere in deroga a vincoli e controlli, la proliferazione di autorità “extra ordinem” che operano discrezionalmente e operano per mezzo di ordinanze, sottratte alle regole vigenti per tutte le altre fonti normative. Come hanno detto i Comitati Dossetti per la Costituzione, che ora rilanciano la loro azione, “al di là della debolezza degli uomini un sistema così arbitrario costituisce un naturale terreno di coltura di corruzione e di prostituzioni Statali, oltre a far cadere le difese contro l’invadenza della criminalità organizzata”.

La conclusione è che la corruzione si può combattere, se si corregge e riforma il sistema politico, e si riprende la grande strada del costituzionalismo, che vuol dire regole, diritti e libertà.

Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’amore finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.
 

Commenti

  1. antonio marchi

    Condivisibile l’analisi di La Valle su un quadro tutt’altro che entusiasmante dell’Italia che però non può essere del tutto imputabile al popolo italiano.
    La cialtroneria e la truffa abita in sedi ben note e distinte nelle quali entrano ed escono i sedicenti rappresentanti del popolo che osano chiamarsi “onorevoli”. L’unico pecca è che resiste ancora la speranza che nell’esercizio del voto si possa cambiare. Questi sapranno farsene una ragione solo se cacciati da una rivolta di massa.
    Antonio Marchi
    p.s. sui libri pubblicati da La Valle: NON “prima che l’anno finisca”, MA “prima che l’amore finisca”.

  2. Rosario Amico Roxas

    Le intercettazioni telefoniche rappresentano il mezzo più efficace per snidare latitanti, sventare anche attentati (come a Gela o Caltanissetta, solo per citare gli ultimissimi esempi), scoprire ricatti, truffe, falsi, e reati di vario genere; ecco… appunto… rappresentano il mezzo…. mentre la causa che le mette in moto è rappresentata dal variegato mondo, amorevolmente definito dal cavaliere presidente del consiglio “birichini”, “casi isolati… che accadono anche nei carabinieri !”.
    Ma nel panorama variegato dei reati c’è sempre un responsabile, che si innervosisce se le sue birichinate vengono messe in piazza, analizzate, valutate, indagate, per essere poi giudicate dalla magistratura; allora, seguendo una ben precisa istruzione proveniente dalla fonte stessa del metodo di autodifesa, si dichiarano perseguitati politici, vittime della giustizia ad orologeria, tormentati dall’accanimento giudiziario, minacciati di finire nel “girone infernale di un processo”, dove “un plotone di esecuzione” è pronto a condannarli ingiustamente.
    La causa non può quindi venire aggredita, perché si tratta di galantuomini del PdL.
    Ecco scattare l’escamotage che permette di salvare la capra del cavaliere e i cavoli dei suoi giannizzeri: colpire il mezzo, le intercettazioni telefoniche, neutralizzarle, smontarle, impedire che vengano adoperate (anche perché potrebbero vanificare i reati di imminente programmazione)

  3. Paola

    Come singoli ci sentiamo lontani
    e impotenti di fronte a tutti questi soprusi e sopratutto c’è una parte di cittadini che sono ignari di cosa si sta perpetrando a loro carico ed è molto difficile spiegar loro il male che stanno facendo al loro e al nostro Paese. Io credo, ad oggi, che ci ritroveremo Berlusconi Presidente della Repubblica con maggiori poteri e forse al Governo qualcuno in suo potere. Naturalmente mi auguro di sbagliare.

  4. Paola

    Come singoli ci sentiamo lontani
    e impotenti di fronte a tutti questi soprusi e sopratutto c\’è una parte di cittadini che sono ignari di cosa si sta perpetrando a loro carico ed è molto difficile spiegar loro il male che stanno facendo al loro e al nostro Paese. Io credo, ad oggi, che ci ritroveremo Berlusconi Presidente della Repubblica con maggiori poteri e forse al Governo qualcuno in suo potere. Naturalmente mi auguro di sbagliare.

  5. piero deola

    La possiamo girare come si vuole ma la responsabilità per questa non repubblica e ricettacolo di melma quotidiana,è esclusiva colpa degli italiani gli stessi che eletto Mussolini,poi lo hanno appeso a piazzale Loreto.Pertanto zitti tutti che parlare adesso è troppo tardi.

  6. elias

    Perchè tutto questo succede in una nazione che si definisce con profonde radici cristiane,dove le città sono piene di chiese cattoliche,dove l’insegnamento della religione è inculcato da ben 23000 insegnanti sin dall’infanzia,dove ogni avvenimento pubblico è presidiato da qualche prelato,dove ogni giorno il Papa è presente in TV con la sua opignone,dove in ogni ufficio pubblico e ogni aula scolastica o giudiziaria è presente un crocifisso,dove ogni giorno del calendario è scandito da “santi” che dovrebbero ispirarci ad una vita più coerente alla fede che diciamo di professare………?Riflettiamo un po’,con profonda onestà e scevra da ogni preconcetto….

  7. Antonia

    Sono profondamente delusa. Sembra che nel nostro paese la gente mangi e beva solo televisione, reality ed idolatri personaggi costruiti. Non si ragiona più con la propria testa, non ci si documenta, non si valutano i fatti, non si protesta più.Perchè non si riunisce il popolo degli intellettuali, degli operai, degli studenti, dei girotondi, della scuola, dell’informazione, dei viola ecc., non siamo stanchi di essere presi in giro, di essere trattati da imbecilli? Cosa diremo ai nostri figli o ai nostri nipoti quando consegneremo questa Italia? La delusione è tanta ed è altrettanto grande la sfiducia nella politica, ma non è con l’apatia che si vincono le battaglie. La storia ce lo dimostra!

  8. Domenico Falconieri

    Caro Deola, rimpiange Mussolini? Forse è lei troppo in ritardo! Zitti, gli italiani, perche? Per chinare, come sempre, la testa, ed accettare tutto lo schifo, la melma che quotidianamente siamo costretti a sorbire? Mai, se lo incida bene nella mente, mai! Resistere, resistere, resistere!

  9. Margerita

    Condivido la delusione di Antonia e il senso di impotenza che abbiamo come singoli individui,penso comunque che per cambiare le cose bisogna agire e non solo lamentarsi,ci sono molte persone che come noi si sentono impotetenti di fronte a questo”REGIME”e di fatto come singoli lo siamo,abbiamo bisogno di qualcuno che coordina manifestazioni anche plateali in modo da indurre la gente a pensare,e capire come stanno realmente le cose in italia,e rinnovare tutta la classe politica e fare spazio ai giovani che secondo me sono più coerenti, leali, semplici e credono nelle istituzioni al di sopra delle parti,ci sono molti giovani in Italia che potrebbero fare qualcosa per il nostro Paese,se ne avessero la possibilità,mandare via tutti gli onororevoli,senatori ecc indagati ma che stanno al governo da sempre( secondo me solo a prendere lo stipendio che paghiamo noi con le tasse)e lasciare il posto a persone fresche che hanno veramente voglia di cambiare “il mondo”.

    Margherita

  10. Margerita

    Condivido la delusione di Antonia e il senso di impotenza che abbiamo come singoli individui,penso comunque che per cambiare le cose bisogna agire e non solo lamentarsi,ci sono molte persone che come noi si sentono impotetenti di fronte a questo\\"REGIME\\"e di fatto come singoli lo siamo,abbiamo bisogno di qualcuno che coordina manifestazioni anche plateali in modo da indurre la gente a pensare,e capire come stanno realmente le cose in italia,e rinnovare tutta la classe politica e fare spazio ai giovani che secondo me sono più coerenti, leali, semplici e credono nelle istituzioni al di sopra delle parti,ci sono molti giovani in Italia che potrebbero fare qualcosa per il nostro Paese,se ne avessero la possibilità,mandare via tutti gli onororevoli,senatori ecc indagati ma che stanno al governo da sempre( secondo me solo a prendere lo stipendio che paghiamo noi con le tasse)e lasciare il posto a persone fresche che hanno veramente voglia di cambiare \\"il mondo\\".

    Margherita

  11. Margerita

    Condivido la delusione di Antonia e il senso di impotenza che abbiamo come singoli individui,penso comunque che per cambiare le cose bisogna agire e non solo lamentarsi,ci sono molte persone che come noi si sentono impotetenti di fronte a questo\\\\"REGIME\\\\"e di fatto come singoli lo siamo,abbiamo bisogno di qualcuno che coordina manifestazioni anche plateali in modo da indurre la gente a pensare,e capire come stanno realmente le cose in italia,e rinnovare tutta la classe politica e fare spazio ai giovani che secondo me sono più coerenti, leali, semplici e credono nelle istituzioni al di sopra delle parti,ci sono molti giovani in Italia che potrebbero fare qualcosa per il nostro Paese,se ne avessero la possibilità,mandare via tutti gli onororevoli,senatori ecc indagati ma che stanno al governo da sempre( secondo me solo a prendere lo stipendio che paghiamo noi con le tasse)e lasciare il posto a persone fresche che hanno veramente voglia di cambiare \\\\"il mondo\\\\".

    Margherita