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Giancarla CODRIGNANI – Abbiamo scelto la democrazia

13-06-2011

di

Evviva, evviva, evviva! Sentite ancora i boatos? Diciamo che davvero abbiamo capito e fin da subito non ci neghiamo, soddisfatti, esaltati, finalmente ottimisti, di pensare. Nel numero di giugno di ‘Altreconomia’ Roberto Mancini scriveva di un’emozione “che non resta effimera, fine a se stessa. Perché invece è l’impulso del risveglio che porta a scoprire la passione per la democrazia. I referendum hanno finalmente diffuso nel Paese la sensazione che si possa cambiare, che i cittadini possano contare intanto per fermare i progetti più deliranti. Questa percezione è decisiva: l’iniquità, che sembra vincente e insuperabile, in verità non è necessaria, può essere sconfitta. Sorge da qui l’emozione della libertà, che si dispiega divenendo passione, ma anche esercizio di intelligenza e di creatività civile.

Mancini individuava nelle tre tematiche – il nucleare, l’acqua e l’eguaglianza di tutti dinanzi alla legge – un unico filo di collegamento: “il gelo del cuore chiuso dall’avidità è infatti riconoscibile chiaramente alla radice del desiderio perverso di fare affari gettando il Paese contemporaneamente nella trappola del nucleare, nell’assurda privatizzazione di un bene naturale e universale come l’acqua, nonché nella pretesa di monopolizzare il potere esecutivo del governo ponendolo al di sopra di ogni legge. Se la democrazia fosse immaginabile come un albero, provvedimenti del genere somiglierebbero a letali colpi di scure”.

Il ritorno alla partecipazione che si è manifestato in questi giorni non va perduto. E’ stato necessario scoprire che non è vero che non ci sono rimedi, che il cittadino è impotente, che tutti sono uguali. Adesso bisogna che la “passione referendaria” diventi passione politica. Non basta dire no ai disastri annunciati quando l’acqua arriva alla gola (e alla privatizzazione): bisogna “prevenire” senza antipolitica. I partiti hanno commesso errori, certamente; infatti la società civile inascoltata li aveva avvertiti non solo di scelte incomprensibili, ma anche dei sentimenti via via più ostili nei confronti delle loro inadempienze valoriali. Tuttavia anche la società ha proprie responsabilità: forse non è tutta individualista, ma certo fa della propria frammentazione un dato identitario e non la ricerca di possibili unità. Per capirci, alle municipali bolognesi ci sono state 17 liste, a quelle torinesi 27 e alcuni segnali indicano la propensione a ritenere che “l’esserci” di ciascun frammento costituisce ragione di riesumazione del mai dismesso manuale Cencelli.

Adesso abbiamo molto da fare, rioccupando gli spazi pubblici, con il voto, con la presenza in tutte le agorà, nella voglia di capire per meglio sorvegliare gli interessi generali. Anche cercando di guidare i partiti ad essere, come debbono, il luogo in cui la partecipazione diventa rappresentanza democratica non solo delle persone, ma degli interessi del popolo, “sovrano” non per modo di dire.

Il popolo sovrano, non “la gente” adesso deve dire se e con quali risorse rifare la rete idrica tutta fessurata da secoli e come riaggiustare le normative con gli enti locali. Deve dire che la cancellazione del programma governativo sul nucleare non incide sulla ricerca a cui sono stati tolti i fondi e che questo è il vero problema. E deve rifondare ogni discorso democratico sull’uguaglianza. Ma deve anche dire se la banche debbono diventare un potere così importante da non rispettare regole e diritti e far pagare ai contribuenti pasticci e fallimenti. La ristrutturazione del debito pubblico, cresciuto ad opera del governo e che costerà una grossa stretta della cinghia per rispettare i parametri richiesti dall’Europa, ma non tutti i possibili governi lo faranno con uguali priorità e uguali costi. Siamo l’unico paese Ocse che non ha visto crescere il reddito: il danno resta senza rimedio, ma la qualità delle riforme va assunta con la massima serietà da lavoratori, sindacati, imprese. Si taglieranno le spese: impediamo che siano a detrimento dei diritti, della scuola (l’anno prossimo avremo 22.000 insegnanti in meno con una popolazione scolastica crescente e con più alta percentuale di stranieri), della sanità, della cultura, dell’assistenza. Anche l’informazione: quello che è successo in questi anni nel sistema pubblico è intollerabile: inventiamo scioperi dell’audience, lotte nonviolente, riempimenti delle caselle postali ed elettroniche dei responsabili.

Avete visto l’ambulante di Modena che si è fatto carico personale delle offese che Berlusconi ha continuato a rivolgere alla magistratura e ha denunciato il presidente del consiglio di vilipendio? Anche una persona sola, intelligente e generosa, può fare la sua parte.

Teniamo in piedi questa bella reazione civile e se anche i giovani ci daranno più inventiva e coraggio, forse integreremo quel senso dello stato che né il Risorgimento né, almeno in parte, la Costituzione sono riusciti a darci.

NOTA BENE: Non vorrei che nessuno dimenticasse che per prime hanno alzato la testa le donne. Non per amore di medaglie, ma per non ritrovarci tutte casalinghe.

Giancarla Codrignani, docente di letteratura classica, giornalista, politologa, femminista. Parlamentare per tre legislature
 

Commenti

  1. gaetano mineo

    lucida analisi che condivido

  2. Titti Fabiani

    è vero, è cominciata in piazza della Scala con le sciarpe bianche la ribellione!!!

  3. Giuliano Lorenzetti

    Si! Abbiamo vinto la battaglia del referendum! Ma attenzione ai facili ottimismi. Berlusconi sa che se lascia la politica con tutta probabilità verrà condannato per concussione, corruzione, prostituzione minoriole, evasione, appropriazione indabita, ecc., ecc., ecc..
    Quindi lui tenterà con tutti i mezzi di rimanere incollato alla sua poltrona – con tutti i mezzi, anche quelli che podco hanno a che fare con una democrazia.o

  4. Daniele Patelli

    Vorrei ricordare a TUTTI dopo i facili entusiasmi che l’Onorevole Giancarla Codrignani fa parte del Partito Democratico, lo stesso partito che ha irriso i referendum, non ha IN ALCUN MODO coadiuvato la raccolta delle firme e che solo oggi è sceso in Piazza Maggiore a Bologna con la passerella del suo stato maggiore per mettere cappello su quanto costruito da movimenti e asociazioni ed in NESSUN MODO dal cosiddetto Partito cosiddetto Democratico, quindi prima di applaudire guardiamo BENE da chi arriva il commento, io ho raccolto le firme al freddo e alla pioggia e non ho mai visto l’Onorevole Giancarla Codrignani sporcarsi le mani per aiutare.

  5. Domenico Falconieri

    D’accordo con Patelli, anche se voglio pensare che nel PD(menoelle) qualcuno sia stato a favore dei referendum, ma sia stato “costretto” a non remare contro e chissà che non sia stata anche la Codrignani. Però già quel ricordare “l’antipolitica” fa tornare alla mente la spocchiosa insofferrenza con cui i “politici” hanno sempre visto i movimenti dei cittadini, delle liste civiche, quelli dal basso ed attraverso la rete. Tacciare di “antipolitica” significa avere la prosopopea di sentirsi “unti dal Signore” e di capire solo loro quali siano le realtà dalla politica. Purtroppo, quest’arroganza chiude completamente gli occhi ai “politicastri”, facendoli sentire avulsi dalla realtà, che dovrebbero governare, dei loro datori di lavoro. Ma i “nodi vengono al pettine” e la realtà viene loro sbattuta in faccia. Senza troppi riguardi!

  6. Augusta De Piero

    Condivido l’analisi e la gioia che viene dal constatare episodi in cui si manifesta l’assunzione della responsabilità personale.
    Nello stesso tempo però provo una pena grande: un popolo ha affidato la propria speranza di futuro a istituzioni dove spesso ritrovo persone incapaci di cogliere il sisgnificato del loro ruolo, adattate a una politica intenta solo al successo comunque raggiunto, incapaci di pensare un progetto e di proporlo con consapevolezza, determinazione. trasparenza, reaponsabilità. E questo purtroppo da ogni parte politica.
    Sarò influenzata da ciò che vedo e conosco a livello locale ma oggi riesco a vivere la speranza solo come un difficile dovere.

  7. rosa iade

    qualcuno ha ricominciato a rivendicare meriti,che non metto in dubbio, a scapito di , per ora, una gioia comune e , subito dopo, di un necessario lavoro comune. Per favore non fatelo!|

  8. Sara De Prà

    Il merito E’ SOLO DI NOI CITTADINI. Il PD e il PDL devono restarne FUORI! Nessuno di loro sosteneva questo referendum e in particolar modo il PD ha cominciato a cercare di “cavalcare l’onda” da quando siamo passati al ballottaggio alle comunali. No, no, e NO! Questi partitelli rovina-paese devono chiudere i battenti!
    Grazie a Di Pietro abbiamo potuto votare contro il Legittimo impedimento, e GRAZIE A TUTTI NOI CITTADINI POSSIAMO RIVENDICARCI COME POPOLO UNITO CHE PARTECIPA E LOTTA PER LE COSE GIUSTE!
    SOLO NOI ABBIAMO IL MERITO COME CITTADINI E BASTA! Scusate se mi ripeto ma deve entrare in testa a tutti questa cosa. L’era del bipolarismo deve finire e la nuova generazione se ne sta’ accorgendo!
    GRAZIE FRATELLI!

  9. Mauro Matteucci

    Condivido l’analisi. come al solito rigorosa e incisiva della Codrignani, purché non ricompaiano i soliti veltroni e dalemoni, che tanto male hanno fatto alla sinistra, loro che di sinistra non hanno mai detto né fatto niente. Ripartire dalla giustizia e dall’uguaglianza e restituire la speranza ai giovani, che troppi hanno contribuito a soffocare: le loro energie fresche e creative possono rendere quella progettualità da troppo tempo smarrita.

  10. giancarla codrignani

    Giancarla Codrignani non commenta quasi mai i commenti perché crede alla libertà di pensiero. Si rammarica quando legge cose non vere: non è mai stata iscritta a partiti (che restano organi della partecipazione secondo la Costituzione che mi auguro nessuno intenda riformare nei suoi principi) e, avendo 80 anni, pensa di aver fatto abbastanza banchetti – e non solo – nella sua vita.
    p.s. Se mai si dovesse andare presto ad elezioni, facciamo in modo di non perdere.

  11. antonio alferi

    non capisco come sia possibile chesi possa rinunciare alla sovranita’popolare e dar cosi agio a banche,agenzie di rating e associazioni a delinguere come f.m.i. o b.m. o b.c.e.il nostro futuro e quello dei nostri figli.non capisco come degli onorevoli buffoni possano chiedere il nostro voto per tagliare la sanita’,la scula,svendere cio’ che con grandi sacrifici e’ stato nazionalizzato.penso che noi tutti dobbiamo dire che questo debito pubblico e’ stato contratto contro la nostra volonta’,che non ce ne faremo carico. pagassero i ns politici,i banchieri,e tutti quei farabutti che hanno sempre speculato sull’ignoranza e sui bisogni del popolo.