Francisco Gonzales Ledesma, Non si deve morire due volte, traduzione di Paola Tomasinelli, Giano
A ottantatré anni suonati, il barcellonese González Ledesma – nome da cui non si può prescindere quando si parla di “romanzo criminale” – continua a offrirci testi di singolare forza drammatica e di rara ironia. Anche questo “No hay que morir dos veces” è infatti una storia nera, nerissima, anzi, più di una storia: una bambina che vive in una casa isolata e che riceve “troppe visite”; un uomo che, appena uscito di prigione, accetta l’incarico di tornare ad ammazzare; una sposa che uccide il futuro marito nel bel mezzo delle nozze… Ma cosa hanno in comune queste tre vicende? Ce lo spiegherà l’ispettore Méndez, il disilluso e un po’ bolso “eroe” delle storie di Ledesma, accompagnandoci in un viaggio negli abissi dell’animo umano tra le strade – per niente turistiche – di una Barcellona dura e feroce, e dove il confine tra la vita e la morte si fa sempre più sottile e indefinibile.
Umberto Eco, Sulla Letteratura, Bompiani
Una raccolta di scritti del nostro più importante e noto semiologo sulla letteratura, o meglio, sul problema della letteratura. Da Nerval a Joyce, a Borges, a Dante, a Cervantes per raccontare in modo piacevolissimo la funzione che la letteratura ha avuto sulla storia, sul narrare, sul concetto di spazio e di tempo, sulle biblioteche, sullo stile, la poetica, l’ironia… E non solo, ma anche spunti di riflessioni su di sé e sulla sua attività di scrittore di romanzi di successo. Un esempio – bellissimo – tra i diciotto scritti raccolti in questo volume, è rappresentato dal saggio dal titolo “La forza del falso”: un dettagliato e a volte spassoso viaggio tra quei libri inesistenti – dalla “Lettera del Prete Gianni” ai testi rosa-crociani, dal “Constitutum Constantini” ai “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” – che sono però stati il motore di molti eventi della storia. Storia che, come sottolinea Eco “è stata in gran parte il Teatro di un’Illusione”.
Marcello Fois, Sangue dal cielo, Einaudi
Uscito nel 1999 da Frassinelli, “Sangue dal cielo” ripropone la figura dell’avvocato – e poeta – Satta (quello del precedente, bellissimo “Sempre caro”) questa volta alle prese con un nuovo complicato – e misterioso – caso di suicidio in una Sardegna fradicia di pioggia: “getti possenti d’acqua ostinata andavano a schiantarsi contro la crosta granitica ammuffita di cespugli grassi”… Un’indagine difficile, e buia così come il cielo che sovrasta minacciosamente l’isola, guidata da una scrittura tersa e tagliente. Marcello Fois è riuscito a portare il genere del romanzo poliziesco “al limite dell’indagine intimistica”, ha scritto il compianto Manuel Vázquez Montalbán, ed è pure riuscito, da questi suoi primi romanzi fino alla produzione più recente, a nobilitare, come ben pochi altri scrittori italiani o stranieri, un genere normalmente ritenuto “minore”.
Paolo Collo (Torino, 1950) ha lavorato per oltre trentacinque anni in Einaudi, di cui è tuttora consulente. Ha collaborato con “Tuttolibri” , “L’Indice” e “Repubblica”. Ogni settimana ha una rubrica di recensioni su "Il Fatto Quotidiano". Curatore scientifico di diverse manifestazioni culturali a Torino, Milano, Cuneo, Ivrea, Trieste, Catanzaro. Ha tradotto e curato testi di molti autori, tra cui Borges, Soriano, Rulfo, Amado, Saramago, Pessoa.