Lampedusa, sanità ultimo atto quando la sanità pubblica viene abbattuta per far posto a quella privata. Complimenti. Dal mio piccolo vedo e sono stupita, mi mancava l’ultimo atto della saga del “modello Lampedusa” proprio quello preso ad esempio dalla Comunità Europea. Dopo aver quasi azzerato la sanità, eliminato l’unico laboratorio di analisi pubblico tagliando i nostri posti di lavoro di medici pubblici, entrati con regolare concorso, graduatoria, legge. Adesso si parla di voler incrementare…
Certo, io non dirigo nulla, sono proprio una piccola persona, solo un medico. Non mi sono mai venduta, anzi ho lottato sempre per il giusto. Stupida, lavoro gratis per chi ha bisogno. Che vergogna. Era giusto cacciarmi via da Lampedusa. Però, per non dare troppo nell’occhio, se guardi il sito con le indicazioni, a oggi, io sono ancora lì, nella pagina con le attività sanitarie presenti nell’isola. Ma io sono stata mandata via, sbattuta 5 giorni su 5 in montagna, con una anzianità invidiabile. Mi è stato anche detto: ora si becca Lercara, il paesino (fra l’altro delizioso e con gente affettuosa e accogliente) di montagna, distante 74 chilometri dalla mia città.
Titolare dal 1987, magari sono pure senza sponsor alle spalle e senza un passato degno di gloria, nessun partito di quelli che adesso vanno di moda. Solo un po’ di ricerca. E allora magari è giusto così. Eppure, da sola, senza sponsor, senza trascorsi politici, ho richiesto un brevetto e l’ho dato in beneficenza, sono stata in Uganda e in Bangladesh su invito di Muhammad Yunus e collaboro con la Grameen. Adesso sono sono in partenza per tornare in Bangladesh con il Pime (Pontificio Istituto Missioni All’Estero) per fare formazione.
Già. Io non vado a fare il medico, io formo i giovani mentre lavoro, in modo da lasciare un miglioramento. Il Who a marzo pubblicherà il metodo che ho ideato e pubblicato e portato avanti con Eduardo Missoni, coordinatore del Gruppo di ricerca sulla salute Globale Cergas della Università Bocconi (uno dei massimi esperti del Mae, capo dell’Osservatorio Globale e del Movimento scout Mondiale) sul compendio delle tecnologie innovative rivolte ai problemi di salute pubblica.
Fortunatamente il Who, un Nobel e nei paesi in via di sviluppo capiscono cosa vuol dire dare assistenza, cosa vuol dire “health care”. Altrimenti, senza il mio posto di lavoro (che era peraltro a tempo indeterminato), mi sarei annoiata troppo. Meno male, che almeno la spesa sanitaria del macroaggregato pubblico si è azzerata. O no? Qui c’è solo da aspettare, ormai, e fra qualche anno, grazie alle tendenze attuali, potremo riportare la sanità nel Paese che state creando, nell’ottica di una globalizzazione all’inverso.
Così Lampedusa, l’isola dell’amore, diventerà anche l’isola dei sogni. I suoi abitanti, come adesso quelli che vi arrivano disperati, sogneranno di andar via, verso un paese dove i diritti non sono calpestati. Complimenti.