HAITI 2 / La nostra portaerei debutta in società
19-01-2010
di Giorgio Beretta
Sta navigando verso Haiti la portaerei Cavour. Ancorata dallo scorso giugno al Muggiano (La Spezia) per mancanza di carburante, la nostra “prima vera portaerei” aveva finora dato notizia di sè per aver ospitato il lancio pubblicitario della Fiat Punto Evo. Non poteva perciò mancare all’appuntamento con le colleghe navi da guerra degli Usa. Quale miglior occasione, infatti, per il “battesimo operativo” dell’ammiraglia se non il soccorso alle vittime del terremoto? Un’occasione anche per mostare la “versatilità” di questo gioiello della Marina Militare e, non da ultimo, per ricordare ai partner commerciali che la nostra tecnologia militare sa navigare anche in tempi di crisi.
Giorgio Beretta, membro del board della Rete Italiana Disarmo, svolge attività di ricerca sui temi del commercio di armamenti sui quali ha pubblicato diversi studi per l’Annuario Armi-Disarmo e per l’Annuario geopolitico della Pace, oltre che numerosi contributi per varie riviste e per il sito www.unimondo.org di cui è caporedattore.
Con i discorsi si puo cambiare tante cose…purtroppo con i fatti si fa poche cose….l’unica nazione che non ha portato aiuti a Haity esclusa Cuba sono i paese Comunisti…..grazie Cina…..grazie Russia…..
Con i soldi che spenderanno per carburante, migliaia di persone a bordo avrebbero potuto ricostruire un paese di Haiti, ma vogliamo mettere la dimostrazione di muscoli e di vanità, di un governo che ( sn. e dx. ) manda la sua inutile portaaeri insieme a Bertolasodove passa lui non cresce più l’erba saprà ben dirigere le operazioni dal ponte di comando, chissà se sà quala é la poppa e la prua????
Come rideranno i comandanti della flotta USA…..
Ho seguito in TV la partenza della nostra portaerei, il commento entusiasta del nostro ministro La Russa quasi che si trattasse di dimostrare che l’Italia c’è, grazie al miracoloso governo in carica (oggi Berlusconi criticava i ritardi nei soccorsi alle popolazioni haitiane…). Ora qualcuno avvisi le vittime di resistere, resistere, resistere (se ancora vive sotto le macerie) che tra una settimana (tempo permettendo) arriverà la poderosa portaerei con tutte le attrezzature per scavare e rimuovere le macerie e, se va bene, arriverà anche (nientepopodimeno) Bertolaso. Nel frattempo, le macerie del terremoto in Abruzzo, sono ancora lì, a L’Aquila, nella “zona rossa” in attesa di un prossimo miracolo berlusconiano.