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Per ripulire la democrazia inquinata i ragazzi hanno bisogno di un giornale libero

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È abbastanza frequente che editori della carta stampata chiudano i loro giornali. Anche a me è capitato quando dirigevo “L’Avvenire d’Italia”, e oggi si annuncia una vera e propria epidemia a causa della decisione del governo di togliere i fondi all’editoria giornalistica. Ma che chiuda Domani di Arcoiris Tv, che è un giornale on line, è una notizia …

La Lettera

Domani chiude, addio

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L’ironia di Jacques Prévert, poeta del surrealismo, versi e canzoni nei bistrot di Parigi, accompagna la decadenza della casa reale: Luigi Primo, Luigi Secondo, Luigi Terzo… Luigi XVI al quale la rivoluzione taglia la testa: “Che dinastia è mai questa se i sovrani non sanno contare fino a 17″. Un po’ la storia di Domani: non riesce a contare fino …

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Teatro bene comune per il palcoscenico di dopodomani

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Teatro Municipal - Foto di Elton Melo

“Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”. Parole di Leo …

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Il governo Berlusconi non è riuscito a cancellare l’articolo 18, ci riuscirà la ministra Fornero?

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Roma 23 marzo 2002: l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati al Circo Massimo

Il governo Monti ha perso il primo round con Susanna Camusso che fa la guardia alla civiltà del lavoro, fondamento dell’Europa Unita. Sono 10 anni che è morto Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Br. Si sentiva minacciato, chiedeva la scorta: lo Scajola allora ministro ha commentato la sua morte, “era un rompicoglioni”. Rinasce l’odio di quei giorni? Risponde Cesare Melloni, …

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La morte del prossimo: i cattolici che votano Lega appoggiano le minacce al Vaticano?

27-08-2009

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Nel nord della Lombardia civile furbizie di una certa Sicilia: minacce che sono avvertimenti. “Rivedremo il Concordato” e nelle trame dei vecchi copioni subito la smentita ma il messaggio è arrivato. O con noi a tutti i costi o contro di noi, e allora si vedrà. Oramai l’intolleranza della Lega ha superato la legge terrena e sta cozzando contro la legge divina. Da norma discriminatrice, negatrice di un diritto cosmopolita alla vita e alla dignità personale, la legge sulla sicurezza ha aperto le maglie del razzismo, del cinismo, della violenza, dell’indifferenza e in certi casi anche della persecuzione. Ha sancito la morte del prossimo e dunque la morte di Dio. Perché non c’è Dio senza il prossimo e non c’è il prossimo senza Dio: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questo. (Mc 12. 29-31).

L’ultima tragedia del Mediterraneo molto di più di un dramma del naufragio di miserabili in cerca di pane, in cerca di vita. la sfida suprema al comandamento divino che si posa sul volto del prossimo e afferma l’esistenza di Dio. Voltarsi dall’altra parte, rinnegare il comandamento dell’amore, evadere dalla responsabilità di riconoscere nel prossimo il volto di Dio, vuol dire molto più di bestemmiare, vuol dire irridere la legge divina, oscurare il cielo e perderlo per sempre.

Ecco perché il conflitto con la Chiesa istituzionale sta tracimando e spaccando l’argine diplomatico sempre così ferreo e rigidamente composto. Non è un caso che monsignor Vegli, presidente del Consiglio pontificio per i migranti, abbia incalzato il ministro Calderoli con parole di fuoco dicendo di sentirsi offeso dalle affermazioni del politico leghista e sottolineando di parlare non a nome personale ma a nome della Santa Sede: “Come capo dicastero ho il grande onore di fare dichiarazioni a nome della Santa Sede”.

E non è un caso che l’Avvenire abbia fatto ricorso all’orrore della Shoa per denunciare la morte dei migranti del Mediterraneo. Nell’editoriale Marina Corradi ha scritto: Quando, oggi, leggiamo delle deportazioni degli ebrei sotto il nazismo ci chiediamo: certo, le popolazioni non sapevano; ma quei convogli piombati, le voci, le grida nessuno li vedeva e sentiva? Allora erano il totalitarismo e il terrore, a far chiudere gli occhi. Oggi no. Una quieta, rassegnata indifferenza, se non anche una infastidita avversione. L’Occidente a occhi chiusi”. La Padania minaccia: “Pronti a rivedere il concordato”. Famiglia Cristiana risponde: “Mare Monstrum”.

Perché la Lega  è diventata l’interprete più scandaloso della morte del prossimo che si affaccia in Occidente come esito conclusivo della modernità. Lo psicanalista Luigi Zoja ha da poco scritto un libro sull’implosione religiosa del nostro tempo (La morte del prossimo, Einaudi). Dopo la morte di Dio, la morte del prossimo la scomparsa della seconda relazione fondamentale dell’uomo. Scrive Luigi Zoja: “L’uomo cade in una fondamentale solitudine. E’ un orfano senza precedenti nella storia. Lo é in senso verticale – morto il suo Genitore Celeste – ma anche in senso orizzontale: morto chi gli stava vicino, orfano dovunque volti lo sguardo. Circolarmente, questa è la conseguenza ma é anche la causa del rifiutare gli occhi degli altri: in ogni società, guardare i morti causa turbamento.”

Lo scontro fra la Lega e il Vaticano potrebbe avere effetti devastanti per il governo. La preoccupazione è palese tanto da impegnare il ministro La Russa in un tentativo di mediazione debolissimo e rischiosissimo. La Chiesa, ha detto il ministro cercando di mediare sul diverbio Calderoli-Vegli, ha il dovere di predicare la carità, l’accoglienza, la compassione. La politica ha il dovere di fare le leggi per il bene della collettività. Come dire: l’etica non può avere implicazioni con la politica. Ma sul versante dell’amore per prossimo il comandamento divino non è un esposto metafisico, ma politico, è un comandamento che lega il cristiano ad una scelta concreta di schieramento contro la legge che vorrebbe rifiutare, emarginare, negare il volto altrui. E in questa ottica si apre una domanda drammatica per la coscienza del cattolico militante leghista: aver fede nel partito mettendo tra parentesi il fulcro del cristianesimo, oppure credere nell’Evangelo e scontrarsi con il cuore nevralgico della politica leghista?

Nel ributtare indietro il prossimo senza riconoscergli i diritti fondamentali che sono poi quelli dell’amore, la Chiesa si accorge che viene travolto il comandamento supremo per cui la fede ha un senso, la comunità dei fedeli ha un suo fondamento, il rito domenicale dello spezzare il pane un suo significato simbolico. E’ in questo donare il corpo e in questo distribuire a tutti il sangue della vita che la comunità ecclesiale ha un suo esito terreno. Tutto il resto è ideologia ed esercizio del potere, anche nella Chiesa stessa. Se non si passa dentro questo evento ultimo rappresentato dalla condivisione della vita e della morte di Cristo, ogni racconto teologico diventa un racconto parziale, insufficiente. E allora la condivisione, la convivialità delle differenze, come diceva il vescovo don Tonino Bello, diventa accoglienza, compassione, gratuità. Insomma, l’amore per il prossimo.

Ribaltando questo amore per il prossimo nella morte del prossimo anche in senso ludico con giochini virtuali incentrati sul respingimento e addirittura l’uccisione dell’altro – come se la relazione con il prossimo fosse un sentimento freddo, inerte, totalmente inumano – la Lega scardina la radice evangelica del cristianesimo e offende lo spirito di accoglienza dello straniero presente in tutti i libri sapienziali delle grandi religioni.

Resta da capire, anche nell’ottica laica perlustrata da Zoja, che fine ha fatto quell’imponente pensiero etico che nella seconda metà del Novecento ha posto fortemente il problema dell’Altro come opzione di crescita pacifica e solidale della comunità internazionale. Quella grande massa critica di intellettuali usciti dalla tragedia della seconda guerra mondiale che ha originato un pensiero plurale, aperto al prossimo, tutto incentrato sul dovere morale di accogliere lo straniero dove andata a finire? A 64 anni dall’orrore di Auschwitz dobbiamo amaramente constatare che fra la spinta unitiva di Eros e quella distruttiva di Thanatos, ha sovente la meglio quella di Thanatos. E che l’indifferenza davanti al volto sofferente e morente del prossimo richiama quella becera e orrida esperienza del volto ebreo preso a schiaffi, torturato, maciullato dai nazisti nell’assoluto silenzio e nella complicità generale del popolo tedesco degli anni Trenta. Ma anche allora si pose il problema di Dio, un dubbio chiaramente descritto in quella stupenda pagina de La notte dello scrittore ebreo premio Nobel per la pace Elie Wiesel: “Tre condannati salgono insieme sulle  seggiole della forca. I loro colli vengono avvolti contemporaneamente da nodi scorsoi. “Viva la libertà!” gridano i due adulti. Il piccolo tace. “Dov’è il buon Dio? Dov’è?” domanda qualcuno dietro di me. A un cenno del capo del lager le tre seggiole vengono tolte. Silenzio assoluto. All’orizzonte il sole tramonta.  “Scopritevi!”, urla il capo del lager. La sua voce era rauca. Quanto a noi, noi piangevamo. “Copritevi!”. Poi comincia la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora… Più di una mezz’ora resta così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti. Dietro di me udii il solito uomo domandare: “Dov’è dunque Dio?”. E io sentivo in me una voce che gli rispondeva: “Dov’ é? Eccolo: appeso a quella forca”.

Riconoscimento del volto questa la pace, rifiuto del volto, questa la guerra. In fin dei conti il punto di snodo fra il credere e il non credere sta proprio qui. E il cattolico leghista rischia di restarne bloccato per sempre. La Chiesa non può tollerarlo. Credere non enuncia un principio astratto. “Chi crede in Dio ma sceglie la logica della guerra (del rifiuto ndr) é un bestemmiatore, e chi ateo ma sceglie la pace (l’accoglienza ndr)  è uno che prega” ( Ernesto Balducci, Il vangelo della pace).

Error: Impossibile creare la directory /ha/web/web/domani.arcoiris.tv/www/sito/uploads/2017/06. Verifica che la directory madre sia scrivibile dal server!Francesco Comina (1967), giornalista e scrittore. Ha lavorato al settimanale della diocesi di Bolzano-Bressanone "il Segno" e ai quotidiani "il Mattino dell'Alto Adige" con ruolo di caposervizio e a "L'Adige" di Trento come cronista ed editorialista. Collabora con quotidiani e riviste in modo particolare sui temi della pace e dei diritti umani. È stato assessore per la Provincia di Bolzano e vicepresidente della Regione Trentino Alto Adige. Ha scritto alcuni libri, fra cui "Non giuro a Hitler. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser" (S. Paolo), "Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti" (il Margine), con Marcelo Barros "Il sapore della libertà" (la meridiana) e con Arturo Paoli "Qui la méta è partire" (la Meridiana). Con M- Lintner, C. Fink, "Luis Lintner. Mystiker, Kämpfer, Märtyrer" (Athesia), traduz. italiana "Luis Lintner, Due mondi una vita" (Emi). Ha scritto anche un testo teatrale "Sulle strade dell'acqua. Dramma in due atti e in quattro continenti" (il Margine). Coordina il Centro per la Pace del Comune di Bolzano. 
 

Commenti

  1. Ascanio

    Sarebbe bello a questo punto che qualche cattolico leghista prendesse la parola. Secondo voi cosa direbbe?
    Secondo me i cattolici praticanti filogovernativi sono soprattutto pdllisti. Qualche leghista cattolico è senz’altro integralista e quindi critico con il Vaticano perchè troppo aperto, quindi trova nella lega quello che cercava.
    Da parte mia in Balducci trovo tutto. La mia identità transita per alcuni valori fondanti, più che nei sacramenti (che pur rispetto) e nelle chiese dove ogni tanto timidamente faccio capolino.

  2. Paolo Bill Valente

    Al di là del discorso sulla competibilità tra il Vangelo e la Lega, l’attuale scambio di colpi tra esponenti ecclesiastici e leghisti pone almeno due questioni che riguardano tutti.
    Primo. La comunità cristiana ed i singoli cristiani hanno o non hanno il compito di leggere la realtà (sociale, culturale, economica, politica) alla luce della loro fede e dei valori del Vangelo? E, di conseguenza, hanno il dovere di agire e di parlare “da cristiani” che rispondono, in tal modo, all’imperativo dell’amore del prossimo? La mia risposta è sì, il cristiano ha il dovere di valutare la situazione sulla base del Vangelo ed ha la responsabilità di dire e fare ciò che è in suo potere per cambiare in meglio la situazione.
    Però per farlo con autorevolezza la comunità cristiana (la chiesa) deve imparare a distinguere tra il bene comune e i propri (pur legittimi) interessi, ovvero tra la tutela dei diritti di tutti e la difesa della propria posizione (pur legittima), del proprio potere (pur legittimo), dei propri beni (pur legittimi) ecc.
    Seconda questione. Se dunque la chiesa interviene nella società per il “bene comune”, anche la società dovrà imparare a tollerare questi interventi senza parlare di “interferenze” e “intromissioni” ogni volta che si sente qualcosa che non garba all’una o all’altra parte politica. La società non è obbligata a “fare ciò che dice la chiesa”, ma ascoltare è quasi un dovere… Si può poi dissentire o applaudire, ma non ridurre al silenzio.

  3. daniela tuscano

    Sul mio blog ho scritto diversi post riguardanti i cattolici (e la gerarchia ecclesiastica) che appoggiano la destra e sono sostanzialmente indifferenti alla tragedia dei clandestini. L’ultimo in ordine di pubblicazione è il seguente http://dimelaltra.blogspot.com/2009/08/fuori-tempo-massimo.html , più antichi si trovano qui http://dimelaltra.blogspot.com/2009/07/che-punto-e-la-notte.html e qui http://dimelaltra.blogspot.com/2009/06/benvenuti.html . Tracce consistenti anche nel mio ultimo post http://dimelaltra.blogspot.com/2009/08/non-siamo-tutti-uguali.html . Spero riusciate a leggerli, se volete potete anche pubblicarli. In ogni caso, se volete il mio parere, non mi faccio (più) illusioni: è vero, adesso c’è qualche scintilla tra il Vaticano e la Lega, ma l’alleanza con la destra continuerà. Quanto ai “cattolici” del Pdl, è solo gente legata alle vecchie tradizioni municipaliste, la “sua roba”, la domenica a Messa perché s’è sempre fatto. Del Vangelo se ne sono sempre strafregati e non l’hanno mai preso sul serio.

  4. Paolo

    Quando nel 1995 Bossi diede vita alla Lega, viveo in Brianza ed in casa mi ritrovai con moglie e figli leghisti… dopo qualche breve discussione, nel 1996, mi ritrovai “silenziato” dai tre e feci “silenzio stampa” per tre anni e mezzo, fino a qualdo andai a lavorare in Liguria. Fine di un matrimonio, almeno per quello che concerne i rapporti interpersonali. Mia moglie non sapeva rispondere al mio sempre più frequente quesito: “Come concili le posizioni razziste e xenofobe di Bossi con il Vangelo?”… Attendo ancora una risposta!

  5. Francesca

    Parlo da pacifista laica, non credente.
    La morte di Dio l\’ha già annunciata Nietzsche più di 100 anni. Ma ero un Dio laico, una parola come un\’altra per indicare il valore supremo della moralità. Ora, come morte del Prossimo, intendo soprattutto la prevalsa dell\’inividuo sulla collettività. Nel caso della tragedia dei profughi degli ultimi giorni, è la collettività benestante, benpensante che prevale su chi muore in un mare di speranza. Il prossimo è chi stà al di là del benessere.
    Che la Lega fosse razzista lo so da sempre. Non è stato certo Monsignor Vagli ad aprirmi gli occhi sullo squallore della legislatura Berlusconi.
    Per questo trovo le prime pagine de quotidiani di oggi soprattutto \"merce attira-popolino\", che si lascia abbagliare dal Vaticano, che dall\’alto del suo pulpito condanna Bossi, ma allo stesso tempo non accoglie i profughi nelle migliaia di Chiese italiane (che ormai sono diventate un lusso turistico, visto che per la maggior parte sono a pagamento) nè spende parole per altri episodi di razzismo (vedi accoltellamento dei due omosessuali a Roma).
    Voglio dire: piuttosto che illuminare la diatriba Chiesa-Bossi, facciamo luce sull\’indifferenza umana: ma davvero doveva dircelo Monsignore che la Lega è razzista?!
    Inviterei i giornalisti a scrivere tanto delle contraddizioni politiche quanto di quelle ecclesiastiche e, più in generale, di quelle del genere umano. Non solo, ma di intendere la morte morale, l\’assassinio della dignità di uno grave come l\’uccisione fisica (e credo che il libro di Zoja si riferisse poprio a questo).
    Concludo, riprendendo Balducci e citado Nietzsche: ovvero una vita cristiana non deve necessariamente aderire ai dogmi del Cristianesimo, così come è possibile condurre un\’esistenza non cristiana, ma rispettare le leggi divine del cristianesimo. (cfr, \"L\’Anticristo\" di F. Nietzsche).

  6. Francesca

    Il razzismo della Lega e lo squallore della legislatura Berlusconi non fanno più notizia, purtroppo: ogni giorno ne esce una nuova e ogni giorno cozziamo contro il libero arbitrio del governo, assistiamo a morti fisiche e morali, ci dimeniamo in un mare di incertezza, senza approdo all’orizzonte.
    Solo che in questi giorni la Chiesa ha deciso di dire la sua circa la tragedia in mare dei clandestini, morti a largo di Lampedusa. Ne è nata una discussione tra Vaticano e Lega, che ha RIEMPITO le pagine dei quotidiani, facendo concorrenza alla morte di Ted Kennedy.
    Il problema non è smascherare l’infedeltà leghista: non avevo bisogno che Monsignor Vegli mi aprisse gli occhi sul razzismo della Lega! Perché quindi scrivere, scrivere, scrivere di questa discussione? Non è forse una trovata di marketing editoriale? Mi rendo conto che la notizia fa gola, che l’amministrazione Ratzinger, per la prima volta, si intromette nella politica contro la maggioranza di destra … ma non deve essere il litigio tra parti ad interessare, quanto più l’annientamento umano. Per questo sono d’accordo con i riferimenti al Vangelo e a Balducci, ma trovo poco originale riproporre Vegli vs Lega. Opterei, piuttosto, per qualcosa di più critico, tipo: “La Chiesa dice la sua sulla tragedia clandestina, tacciando la Lega di razzismo, ma non si è pronunciata sull’altro episodio razzista, l’accoltellamento dei due gay”. Anche quello è morte del prossimo. Anzi, ritengo che Zoja intenda piuttosto parlare di morte del prossimo come prevalsa dell’individuo sulla collettività, pur sempre considerando l’individuo come appartenente al gruppo della norma (o normale, se preferite) contro una collettività, diciamo, “deviata” (o altra, se vi piace di più). Per questo il benpensante occidentale che commercia in dollari o in euro vince sull’immigrato, che alla fine muore in mare, anzi, in un mare di speranza. Per questo i gay si ghettizzano nei gayvillage.
    Inviterei l’editoria quotidiana ad essere più polemica, finanche in un evento epocale come quello del Vaticano contro la politica di destra.
    Riprendendo Balducci e parafrasando Nietzsche, si può essere cristiani senza aderire ai dogmi del Cristianesimo, così come si può rispettare la legge del Dio cristiano, comportandoci in modo non cristiano. Perciò, non stupisca l’atteggiamento leghista: non è loro peculiarità, purtroppo!

  7. Angelo Salvatori

    La vicenda dei migranti Eritrei e la mancanza di Pietas della destra xenofoba, sta facendo venire a galla molte contraddizioni del mondo cattolico.
    La pietas è un sentimento universale che appartiene a tutta l’umanità, anche se nel secolo scorso ha rischiato di essere cancellata dalla storia del mondo (due Guerre Mondiali, Shoah, massacri a non finire…).

    Pensavamo che, con il passaggio del secolo e dopo anni di crescita culturale nel mondo occidentale, di aver acquisito definitivamente questo patrimonio culturale. Così non è. L’egoismo xenofobo del mondo occidentale sta mostrando tutta la sua potenza, fino al punto che il Vaticano, pressato dalla base cattolica, non riesce più a tacere anche di fronte a regali del Governo italiano (vedi ora di religione che, con un recente decreto, viene considerata ai fini della media scolastica.)
    Ci chiediamo: se il Vaticano e la gerarchia si vedono costretti a reagire, cosa fanno di concreto i cattolici progressisti e militanti? Perché non si mobilitano nelle parrocchie per una raccolta capillare di firme contro l’immoralità del Governo italiano e dei suoi rappresentanti, ipocritamente reduci dal Family Day?
    Se questo avverrà, ci potremo sentire un po’ cattolici anche noi laici.

  8. paolo bertagnolli

    Quando venne approvata la legge sulla sicurezza (di chi?) mandai una lettera aperta ai parlamentari ed ai senatori di ambo i sessi chiedendo loro con quale sentimento e con quale coscienza firmarono la fiducia di questo obbrobrio.
    Non ebbi risposta da alcuno; me lo aspettavo, ma insisto: se uno solo dei parlamentari, delle parlamentari, dei senatori, delle senatrici, leggessero questo scritto, sarei contento di ricevere una risposta alla domanda: dove sta il Cristo che dicono di seguire? Accanto alla Lega o accanto ai disperati che cercano una briciola del nostro ben essere?

  9. paolo bertagnolli

    Ripeto, con altre parole quanto scritto poco fa in quanto non ho capito se è pervenuto.
    Quando venne approvata la così detta \"legge sicurezza\" trasmisi una lettera aperta alle deputate, ai deputati, alle senatrici, ai senatori che dichiarano di riconoscersi nel messaggio cristiano. In questa lettera chiedevo loro di spiegarmi con che spirito avessero votato la fiducia: se l\’idolatria verso il presidente del Consiglio avesse in loro superato il messaggio cristiano o quale altra motivazione li avesse convinti a firmare questo obbrobrio.
    Non ebbi risposta, non ne rimasi meravigliato.
    oggi ripeto la domanda: se anche solo uno dei \"cattolici\" che si riconoscono nel PdL saprà darmi una risposta che non dimostri che l\’idolatria verso l\’attuale presidente del Consiglio non contrasta con il Vangelo, sarò lieto di conoscerla

  10. teresa.ben

    Scusa, forse non ho ben capito la domanda:secondo te , Francesco, un cattolico leghista…ma come è possibile definire un leghista cattolico? Essere cristiani non è una mia pensata, ha dei connotati ben precisi proposti da un certo Gesù di Nazareth: le fondamenta di questi connotati poggiano su pilastri definiti da Cristo stesso identificanti l’essere cristiani:”…da questo riconosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri…”Gv,…-”Non chi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fà la volontà del Padre che è nei cieli…” “Andate via , maledetti dal Padre mio,perchè ero forestiero e non mi avete ospitato, ero in carcere..,ho avuto fame, ho avuto sete..”Nessuno è obbligato nè a dirsi nè ad essere cristiano, certo se si accetta di “imabarcarsi”Non in questa meravigliosa avventura, le regole non siamo noi a dettarle, Cristo ci ha consegnato la strada.

  11. Giuliano

    La lega ha superato se stessa: ogni cosa peggiore l’ha tirata fuori quest’estate, anche se la lega stessa diumostra che al peggio non c’è mai fine.
    All’incultura razzista opponiamo in ogni posto di lavoro, in ogni scuola, in ogni luogo di vita momenti di solidarietà e informazione, di aiuto e di conoscenza con i migranti e tra le diverse fedi.
    Sul mio blog, accanto a una foto di don Milani, campeggia una sua frase:
    Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri. e se voi avete il diritto…di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. e almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.

    don Lorenzo Milani
    A presto
    Giuliano

  12. vittorio

    L´Italia della lega é razzista ? E i 4 milioni di stranieri che vivono da noi tranquillamente ? Qual´é la colpa della Lega ? Contrastare chi vuol venire illegalmente senza avere un lavoro, che c´entra il razzismo, con i limiti che qualunque societá umana si é data per sopravvivere. Trovo poi pietoso che queste espressioni vengano anche da Comunisti che mai hanno ospitato poveri emigranti, citatemi una volta sola che emigranti siano stati accolti in un paese a governo comunista, e ce ne sono ancora malgrado la gran parte sia affondata nella vergogna e nella miseria. La mostruositá di questa ipocrisia é la sola cosa che dia l´idea dell´infinito.

  13. franz haller

    L’essere umano e’ composta tra sorelle e fratelli.
    Il razzismo della Lega prova quanto sono ipocriti
    i loro leader.L’uomo deve combattere per trovare delle soluzione e leggi per convinvere e mai per separare e tutto questo con una forza morale che viene dall’uomo stesso. Dio e’ un idea catastrofale per l’uomo. Che sia pace ragione e buon senso e mai guerra e dio.

  14. mario

    la Lega fa riferimento al Nazionalismo, non al senso etico.
    col Nazionalismo andò al potere Adolf Hitler in un periodo di recessione economica
    la Lega è andata al potere in un periodo di recessione economica esattametne come il partito Nazionalsocialista tedesco
    NON SI VENGA A DIRE CHE NON CI SONO PARALLELISMI
    poi che non ci siano forni crematori è vero, ma se la Lega alle prossime elezioni supererà il pdl, e, cavalcando l\’emotività della gente si spingerà oltre, siamo davvero sicuri che non accadrà qualcosa del genere?
    i flussi migratori vanno controllati, ma non coi respingimenti
    domandina: CHE COSA CI STANNO A FARE I NOSTRI INDUSTRIALI NEI PAESI SOTTOSVILUPPATI?
    ci stanno a sfruttare le risorse umane e ambientali, riversando zero e pompando a casa nostra beni e derivati
    NON HANNO IL DIRITTO DI GODERE DELLE COSE DELLA PROPRIA TERRA I LIBICI O ALTRE POPOLAZIONI IN FUGA?
    e allora, se sì, che cavolo ci stanno a fare le nostre società o le multinazionali nei paesi sottosviluppati
    e noi? consumatori dei beni che industrie e multinazionali ci portano in casa col fiocco rosso, chi siamo per aggrottare la fronte quando vediamo un poveraccio che scappa dal suo paese devastato dalle nostre industrie IMPERIALISTE?

    MI RACCOMANDO, NON PONIAMOCI MAI DOMANDE SCOMODE, rispondiamo solo a domande concordate…