La Lettera

Per Terre Sconsacrate, Attori E Buffoni

Governo denunciato

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L’ho fatto. L’avevo scritto, l’ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la “notitia criminis” concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie … continua »

Dire, fare, mangiare

E la chiamano cellulite

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L’estate ci mette a misura con il nostro corpo. La maggior parte delle donne si confronta con il problema della cellulite. Premesso che la cellulite è molto diffusa e non si può prescindere da una predisposizione personale ad averla o … continua »

Berlusconi - Il prete e il cardinale »

I tempi della profezia sono maturi

Lettera agli amici

09-06-2009

di

Nella Bibbia quando Dio vuole mandare un castigo al suo popolo, gli toglie “la Parola” e la siccità diventa sinonimo di mancanza di profeti e profezia. Quando invece vuole benedire il suo popolo, manda i profeti e la Parola scorre come la pioggia e ne impregna tutta la terra. Il profeta Gioele (sec. IV a.C.) annuncia che l’era messianica vedrà una abbondanza straordinaria di profezia: “Sopra ogni carne effonderò il mio Spirito. I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani vedranno visioni”(Gl 3,1). Questo testo non distingue tra Israeliti e non Israeliti (credenti e atei), ma afferma che lo spirito di profezia sarà effuso su tutti: “su ogni carne”.

Pensavo a queste parole profetiche, quando lessi l’e-mail di Maurizio Chierici il quale mi comunicava che oltre tre mila persone in quattro giorni avevano letto la mia “Lettera aperta al cardinale Angelo Bagnasco: “Senza la profezia rimane la complicità”". Sono rimasto colpito dalla valanga di adesioni e ho sentito immediatamente la mia responsabilità aumentare. Oltre al sito del settimanale “Domani”, (http://domani.arcoiris.tv/?p=602), la lettera è stata ripresa dal sito di Paolo Moiola (http://www.paolomoiola.it/) e del Tafanus (http://iltafano.typepad.com/il_tafano/) e so che moltissimi l’hanno mandata ai loro contatti e conoscenti. Veramente la rete è uno strumento di democrazia e di libertà.

Con la mia lettera aperta non ho compiuto un atto di coraggio, né ho voluto cercare consensi a buon mercato, ma ho adempiuto un voto di coscienza, cioè un obbligo interiore che mi deriva dal mio essere cittadino di uno stato democratico e laico e di essere al tempo stesso un credente che svolge la funzione di prete nella Chiesa Cattolica. Parlare di coraggio e di paura è fuorviante, oggi è sufficiente essere solo se stessi per emergere in un oceano di servilismo e di omertà. Io non rappresento la Chiesa e non intendo essere un capo popolo, ma nello stesso tempo non posso rinunciare ad essere me stesso e solo me stesso: perché valgo soltanto per il grado di autenticità nella verità che sono capace di dare con la mia vita, la mia dirittura e il mio disinteresse. Non temo le conseguenze di alcun genere perché non ho mai avuto mire di carriera, e oggi sono parroco di una parrocchia senza territorio e senza parrocchiani, mentre don Milani stava meglio: era parroco di 40 persone.

Credo in Dio e il mio Dio ha il volto di Gesù Cristo che ha sempre preso le distanze da ogni forma di potere, che ha messo in guardia dall’esercizio del potere, basato sullo sfruttamento e ha imposto ai suoi discepoli un comportamento e scelte diametralmente opposti. Gesù non ha cercato il compromesso con l’esistente, non è venuto a patti con il potere, né civile né religioso, ma ha indicato le responsabilità e le connivenze, additandole al disprezzo della coscienza illuminata dalla Parola di Dio a favore del principio invalicabile che è la persona umana. A questo scopo non ha esitato a schierarsi contro “il sabato”, come dire che ha negato la ragione stessa dell’esistenza della religione. Davanti ai nostri occhi, gli atei travestiti da laici e gli psudo-credenti, travestiti anche da vescovi e cardinali, stanno facendo scempio delle regole della convivenza sociale e umana, basata sui bisogni dei più piccoli e incapaci di badare a se stessi. Costoro contrabbandano i principi e i cosiddetti “valori” con gli affari e le convenienze, con gli intrallazzi e i tornaconti.

E’ tempo della Parola e delle parole di senso: in un mondo seppellito da “morte parole”, facciamo sentire il suono e la musica della Parola che libera la coscienza e impegna la volontà per fare argine davanti al degrado politico, sociale, istituzione e religioso in cui stiamo affondando perché abbiamo permesso che un pazzo “malato” di egotismo andasse al governo per guidare l’intera Nazione verso l’abisso della decadenza. Non si può più restare muti senza diventare complici. E’ l’ora che i credenti non chierici e i laici custodi dell’autonomia dello Stato, sorgano dalle loro comode poltrone, e rompano il silenzio di rassegnazione di fronte all’emergenza educativa che sta attanagliando il nostro Paese, divenuto zimbello del mondo intero a causa di un presidente del consiglio che si comporta e agisce come un malato mentale assetato di narcisismo auto celebrativo. I cattolici e in modo particolare i vescovi non possono tacere di fronte a questa deriva che ha toccato livelli da sub-basso impero, senza sentire la colpa di essere responsabili “in solido” di quanto sta accadendo.

I vescovi possono parlare di emergenza educativa, ma solo se ammettono la loro responsabilità di avere sostenuto un uomo indegno di governare il nostro popolo e a condizione che si assumano la responsabilità piena delle conseguenze del loro sostegno. Il governo sta compiendo scelte scellerate nel più totale disinteresse rassegnato: il decreto sicurezza che ripropone le schedature dei bambini, dei senza fissa dimora, ecc., riportandoci indietro alle schedatura di stampo nazifascista che credevamo finita per sempre con l’avvento della democrazia e la costituzione dell’Europa. Non possiamo tacere di fronte ai poveri che affrontano l’esodo della salvezza verso la Terra Promessa del benessere, senza dimenticare che l’occidente, mèta dei diseredati, è colpevole dello sfruttamento dei paesi da cui essi scappano. Abbiamo depredato l’Africa da oltre due secoli per il nostro benessere (materie prime) e per il sollazzo di pochi imbecilli (safari), stiamo ammazzando l’Africa con le scorie radioattive, vendiamo armi alle bande in permanente guerra, succhiando l’anima all’intero continente e abbiamo anche il coraggio di respingere il barconi della disperazione. L’aggravante sta nel fatto che tutto avviene anche per opera di un governo che si dichiara ispirato ai principi cattolici, appoggiato dal mondo cattolico e sostenuto dai vescovi, i quali di fronte all’immoralità dilagante si girano dall’altra parte come il prete e il sacrestano della parabola del Samaritano (Lc 10,30-33).

Il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in occasione dell’80 anniversario del Patti Lateranensi (11 febbraio 2009) ebbe a dire che mai le relazione con un governo in Italia erano state così eccellenti come con l’attuale governo. Dopo i fatti degli ultimi mesi, dopo le accuse della moglie, dopo gli eventi di Casoria, su cui il capo del governo ha giurato sulla testa dei figli, dando nei giorni successivi quattro versioni differenti dello stesso fatto, commettendo così uno spergiuro imperdonabile per la morale cattolica, di fronte alle bugie sistematiche ammannite come verità, il cardinale segretario di Stato e il presidente della Cei, a mio avviso, se avessero avuto un minimo pudore evangelico, avrebbero dovuto parlare apertamente e dire: noi come Chiesa rescindiamo unilateralmente il concordato per indegnità morale di un governo che opera palesemente l’ingiustizia, per un presidente del consiglio dichiarato da un tribunale “colpevole di corruzione di testimoni” e responsabile attivo del degrado morale dell’intera nazione con i suoi comportamenti privati, con il suo esempio tracotante, con le sue bugie manovrate come verità, per il suo disprezzo delle istituzioni statuali, per lo spergiuro con cui ha condannato se stesso e i suoi figli: un uomo che spergiura sulla testa dei suoi figli non è degno né della paternità né tanto meno del governo della nazione perché sta scritto: “Non giurate: né per il cielo né per la terra né con qualunque altra forma di giuramento, ma il vostro sì sia sì, il vostro no sia no, in modo da non cadere nel giudizio ” (Giacomo 5,12). I vescovi avrebbero dovuto chiedere ad una sola voce le dimissione del governo e avrebbero dovuto dire ai cattolici che non è loro lecito sostenere un megalomane del genere che tutto deforma e inquina a proprio vantaggio, incurante del bene comune dell’intera nazione.

La gerarchia, se vuole proporsi come guida morale, deve distinguersi dai sistemi immorali di governo e ancora di più dalla politica amorale e senza alcun riferimento etico che invece di educare il popolo prospettando la complessità degli eventi e proponendo le soluzioni ragionevoli.

Vediamo minori che compiono “delitti” contro la persona “per noia”, che ricattano i coetanei per avere cellulari e denaro, minori che si spostano da una città all’altra per delinquere senza alcun problema … madri che offrono le figlie per lo “jus primae noctis”, pur di vederle apparire nude in tv e avere una particina in qualche reality per individui complessati e senza speranza. Non è questa una emergenza educativa?

E’ tempo della profezia. Torni la profezia, ma non la voce esile di un singolo che conta poco, ma torni la voce di un popolo, la voce del popolo del concilio Vaticano II, abortito appena nato, torni il laicato che è la spina dorsale della Chiesa e nessuno abdichi dal proprio servizio, dal proprio compito, dal proprio identità. In questo momento in tutta Italia stano sorgendo gruppi che celebrano il concilio come contrasto alla deriva fondamentalista di una gerarchia e di un papato che invece di guardare avanti, si voltano indietro, rimpiangendo le cipolle d’Egitto. Credo che bisogna assumersi la responsabilità in prima persona. Credo che sia urgente che i credenti e i non credenti prendano penna carta e calamaio e scrivano al Cardinale Bagnasco e al proprio vescovo, facendo sentire la propria voce. Se qualcuno non riesce ad esprimere i suoi sentimenti, copi la mia lettera, vi scriva due parole di accettazione o di rifiuto, di condivisione o di contestazione e la spedisca a titolo personale. Se duemila contatti scrivessero duemila lettere sono duemila segni e duemila parole, autentici sassi che rompono il virus “tacere”, autentico strumento di connivenza e di malaffare.

Verrà un giorno in cui la Storia ci chiederà conto se c’eravamo e se abbiamo avuto sentore dei “segni dei tempi” e se siamo stati capaci di viverli e di difenderli con la nostra vita e con le nostre parole del cuore. In caso contrario ci additerà ai posteri come complici indegni del nostro tempo.

Genova, 7 giugno 2009

Paolo Farinella, prete

SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITA’

Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco nel centro storico di Genova in una parrocchia senza parrocchiani e senza territorio. Dal 1998 al 2003 ha vissuto a Gerusalemme "per risciacquare i panni nel Giordano" e visitare in lungo e in largo la Palestina. Qui ha vissuto per intero la seconda intifada. Ha conseguito due licenze: in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche e Archeologia. Biblista di professione con studi specifici nelle lingue bilbiche (ebraico, aramaico, greco), collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Con Gabrielli editori ha già pubblicato: "Crocifisso tra potere e grazia" (2006), "Ritorno all'antica messa" (2007), "Bibbia. Parole, segreti, misteri" (2008).
 

Commenti

  1. silvia

    Complimenti per la lucidita’ dell’analisi.
    Dobbiamo fare qualcosa contro la decadenza dei nostri tempi!!!!

  2. Idamo

    Caro don Paolo tu dici le cose che io padre di famiglia ho sempre pensato, ho anche scritto a papi, vescovi ( in occasione del funerale di Pavarotti, a lui onori ad altri uguali nemmeno in chiesa ), credevo che ormai ci dovevamo rassegnare a questo decadimento, al barattare i corpi e le coscienza all’altare di un uomo e una classe politica che rappresenta il disonore dell’onesto popolo italiano.
    Solo che non sono bravo per scritto a mettere tutto il mio sdegno, tu lo hai fatto per me. GRAZIE

  3. Roario Amico Roxas

    Sono ormai 2000 anni che la fede del popolo “salva” la Chiesa permettendo la realizzazione dell’antica promessa “Non praevalebunt”.
    Quando le alte gerarchie vaticane si ritrovavano impegnate nella lotta per le investiture, nell’amministrazione dello Stato Pontificio (Ma il mio regno non è di questo mondo… che fine ha fatto ?), nelle crociate, nell’Inquisizione, fu “L’imitazione di Cristo” che segnò l’itinerario della Fede; fu il monachesimo che nutrì la fede dei popoli.
    Quella Fede che dilagò nel mondo quando la testimonianza esigeva sacrificio, anche finendo il pasto ai leoni.
    Oggi la connivenza adulterina tra vertici del Vaticano e politica del mercato ha capovolto le condizioni, presentando un cattolicesimo aggressivo, elitario, selettivo, dispensatore di “radici” di un albero che produce frutti velenosi. Un cattolicesimo che della Fede si serve, anche per raccattare consensi e diventare parlamentare europeo come l’apostata Magdi Allam. Un cattolicesimo da mercato che vuole divorare anche i leoni.
    Ma è la fede stessa che torna nella sua sede naturale, tra la gente semplice, per trarre conforto da quel Cristo che indica nei più bisognosi i suoi figli prediletti.
    Abbiamo anche sentito il cavaliere chiedere di poter “fare la comunione”, per poter esaltare l’apparenza di un gesto, che rimane vuoto di significato senza la testimonianza del “Credo”; quel voler “fare la comunione” esalta solo l’ignoranza peccaminosa, perchè ignora che la Comunione non si “fa” senza “essere” in comunione con Cristo nell’umiltà dell’Amore verso il prossimo.
    Grazie don Paolo.

  4. Ennio Borrelli

    Carissimo d. Paolo,

    con il cuore in tumulto ho letto queste Tue parole piene di indignazione e di ribellione verso questo tempo caratterizzato da così tanta spocchia e dimentico degli interessi (materiali e spirituali) di larga parte dei bisognosi.
    Sono tuttavia profondamente sconcertato dal fatto che altrettanta parte (anzi di più) si lasci abbagliare dalle lusinghe di simili “sirene”. Come è possibile?

    Condivido, ovviamente, le Tue considerazioni e Ti sono solidalmente vicino con fraterna amicizia.

  5. Italo Sodini

    Grazie don Paolo,
    Condivido quanto dici e mi unisco alle tue parole indirizzate a tutta la gerarchia della Chiesa.
    Continua!
    Ti abbraccio.
    Italo Sodini

  6. Mario Parodi

    Lucida visione della realtà, lontanissima dal mare di parole inutili e false con le quali qualcuno crede e continua a credere che questo paese possa tirarsi fuori dal declino morale, civile, politico ed economico nel quale è stato fatto precipitare.
    A chi pensa che una volta arrivati sul fondo, si possa solo risalire, mi permetto di ricordare che questo non è vero: si può anche decidere di mettersi a scavare. A questo stiamo arrivando.
    Se verremo fuori dall’attuale crisi, lo sarà perché c’è e ci sarà gente (cattolici e non) che smetteranno di mentire ad altri e a se stessi, faranno vere scelte di vita, si rimboccheranno le maniche e si rimetteranno a lavorare davvero, invece di continuare a parlare.
    Grazie, Don Paolo.
    In questa resa generale, qualcuno resta in piedi ad indicare la via, l’unica percorribile.
    Questo era, è e sarà il compito dei profeti.
    Grazie della speranza.
    Mario

  7. Santino

    Personalmente condivido quanto ha scritto don Paolo Farinella e per questo ho inviato una e-mail al Presidente e ai tre Vicepresidenti della Cei.

  8. elena

    La mia condivisione al suo pensiero è totale.
    Finalmente un uomo di chiesa si schiera contro questa immoralità che è accettata anche dai Vescovi, che sembra abbiano due morali, una per le persone normali ed una per i detentori di potere e di ricchezze.
    Si discostano troppo dalla linea del Vangelo.

    PER LA REDAZIONE:
    NON HO GLI INDIRIZZI DEL CARD. BAGNASCO NE’ QUELLO DEL VESCOVO A CUI FA RIFERIMENTO LA CITTA’ di ALESSANDRIA. MI POTETE AIUTARE?

  9. federico bancheri

    Pregiatissimo Padre Farinella, finalmente parole di conforto in questa Italia che ricorda più Sodoma e Gomorra che un paese civile! Da diversi anni cerco di far comprendere, con notevole fatica, alle mie due figlie che la Chiesa non è un monolite e lei, con la sua lettera aperta, mi ha finalmente confortato. Ieri sera l’ho letta, stampata ed inviata via e-mail a tutti gli amici e parenti. E naturalmente ne abbiamo discusso a casa (con moglie e figlie). Ritengo oramai che il re (leggi Berlusconi) sia nudo. Con gli ultimi scandali che si sono susseguiti a ritmo battente, il Presidente del Consiglio non potrà più nascondersi dietro una maschera giacché una crepa irreversibile l’ha mandata in frantumi. Le sue parole, reverendo, oltre a svegliare una Chiesa (o meglio il clero) assopita (dal denaro!), denunciano lo scandalo a cui tutti noi cittadini italiani siamo pienamente coinvolti: l’assenza di morale (ovvero di un etica)! La ringrazio di cuore per questo suo gesto coraggioso, in momenti così difficili e degradanti per l’anima, ho accolto la sua lettera come vera speranza di un nuovo inizio. Suo stimatissimo, Federico Bancheri – Udine

  10. daniela

    Faccio solo presente che anch’io do regolarmente notizia delle posizioni di don Paolo Farinella dal mio blog e altrove, p. es. qui: http://www.cdv.splinder.com e da molte altre parti. Al Bagnasco e alla sua cricca scriverei, ma qual è l’indirizzo? Paolo lo conosce senz’altro, magari glielo chiedo.

  11. Tony

    Mons.Helder Camara vescovo di Recife scriveva : “Se noi vescovi siamo i successori degli apostoli , dove sono i successori dei profeti e dei dottori ?”. Senz’altro tu don Paolo sei profeta ! Grazie del tuo coraggio , come quello che avevano i profeti dell’Antico Testamento, o come Francesco d’Assisi.
    Grazie!

  12. cinzia

    Mi stupirebbe molto leggere la risposta del Cardinale Bagnaso, o di qualunque altro principe della Chiesa, su quanto espresso da don Farinella.
    La Chiesa, come macchina politica e burocratica, ha un peso e una potenza che per mantenersi in funzione opera scelte per nulla ispirate o profetiche.
    Tutto si muove seguendo interessi economici e personali.

  13. Tony

    Dopo aver letto sull’approvazione della legge D’Alia ….è stato introdotto l`articolo 50-bis,”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
    Mi resta solo dell’amaro in bocca.
    Scusa don Paolo ma quando scrivi :Veramente la rete è uno strumento di democrazia e di libertà. E’ finita anche quella!

  14. peppino orlando

    In vari modi sul secolo xix e sul mio blog ho mostrato i limiti del discorso dell’amico Farinella.aa fedeltò al vangelo esige molte cose no dette a quanti irridono e violano la Legge di Dio,seguendo lo spirito del mondo e non il Santo Spirito di Cristo.

  15. Paolo Farinella, prete

    PER ELENA
    L’indirizzod el Vescovo di Alessandria è il seguente:

    Monsignor Giuseppe Versaldi
    Vescovo di Alessandria
    Palazzo Inviziati
    Via Vescovado, 1 – 15100 Alessandria
    Tel. 0131512203 – Fax 0131252767

    Quello del cardinale Bagnasco è il seguente:

    Card. Angelo Bagnasco
    Curia Arcivescovile
    Piazza Matteotti, 4
    16123 Genova

    Per tutti gli amici e le amiche che sono stati gentili da lasciare un commento di comunione. NOn mi sento diverso da prima: da tutta una vita dico le sstesse cose e le scrivo, quindi sono abituato anche ad eventuali conseguenze. Resta un fatto: ho compiuto solo il mio dovere e sarei stato un traditore se non l’avessi fatto. Dovevo ubbidire alla mia coscienza e questo non fa di me un coraggioso o un eroe. Beato il mondo che non ha bisogno di eroi, ma di uomini e donne seri, liberi e responsabili di tutto, sapendo che pososno fare molto poco.
    Vi voglio bene tutti e tutte con affetto
    Paolo Farinella, prete
    paolo_farinella@fastwebnet.it

  16. Giovanni

    Egregio Prof. e Don Farinella, ho letto con attenzione viscerale la sua lucida analisi sulla situazione morale e spirituale della chiesa italiana. Spero che la sua profezia possa colpire le coscienze di tutti coloro che sono alla sincera ricerca di Dio. In Italia più che in ogni altro paese c’è bisogno di un ritorno ad una vera conversione di cuore, come diceva il profeta Zaccaria: tornate a Dio, e Dio tornerà a voi. Questo tema del ritorno a Dio, ripreso anche da altri profeti vedi Malachia:è l’impellenza più grande e urgente che ogni creatura necessiti. In questa conversione tutti siamo chiamati: uomini di stato, religiosi, imprenditori o semplici cittadini. La chiesa che dovrebbe essere l’esempio, la guida per milioni di persone continua a dire “noi abbiamo Abramo come padre”, abbiamo le tradizioni dimenticando che Gesù non solo ha condannato le tradizioni, ma non ha mai cercato un potere terreno: il mio regno disse Gesù non è di questo mondo. Spero vivamente che uno spirito di santità cristiana invada la nostra Italia. La chiesa si assuma le sue responsabilità, per secoli ha tenuto nascosto la Verità del Vangelo e oggi peggio di ieri continua a diluire il messaggio di Cristo a forza di compromessi con l’idolo dei nostri giorni “l’Iddio Mammona”. Se vogliamo una vera riforma che riforma sia iniziando dal potere ecclesiastico. Spero che ogni credente nel suo piccolo sia una voce profetica perchè realizzi il desiderio di Cristo espresso nella preghiera del Padre Nostro: Padre nostro….venga il tuo regno. Chissà che lei non sia stato chiamato per un tempo come questo (Ester4:4)

    PS: Nella sua lettera lei dice che è abituato a eventuali conseguenze. Non si preoccupi, il Signore le è accanto insieme a molti sinceri credenti. E mi lasci dire chi ama Gesù può dire: il vivere è Cristo morire guadagno. Non sono i discepoli di Cristo che devono temere, ma tutti coloro che si vantano di Cristo senza averlo nel cuore.

    Dio la benedica
    Giovanni Pilla da Milano

  17. Roario Amico Roxas

    C’è un commento su tellusfolio di don Luciano Marrucci,

    http://www.tellusfolio.it/index.php?comandoindex=commento&valcommento=1&did=8879

    che merita di essere letto e anche commentato a sua volta.
    ******************
    Considero il tuo scritto un documento formidabile (formido in latino uguale paura) dunque qualcosa di tremendo, una denuncia tremenda.
    Personalmente considero la tua posizione in gran parte condivisibile anche se non penso che quanto sappiamo del personaggio ci autorizzi a considerarlo un pedofilo. Capisci che questa accusa sporge davvero sull’ idea che ci possiamo costruire di quest’uomo.
    Tu sembri aggredire il tuo cardinale; io non lo fare mai.
    Proprio noi sacerdoti a cui è dato talvolta penetrare nei fondali della coscienza umana attraverso il sacramento della riconciliazione dobbiamo rispettare il sigillo che chiude le labbra ogni volta che si tratta di giudicare o di condannare persone che hanno creduto al nostro riserbo.
    Ebbene a quanto giudico, a noi non è dato chattare sul comportamento del prossimo in quanto che chiunque potrebbe sospettare che abbiamo usato impropriamente di una fonte cui per il nostro ministero abbiamo avuto esclusivo accesso.
    “no lite iudicare” si applica prima di tutto a noi. A volte può parlare in nostra vece proprio il nostro silenzio. A volte anche se può sembrare ridicolo caro Don Farinella provo la strana impressione che le mie labbra rimangano chiuse da una specie di doppio piercing, in questo caso devo dirtelo sono dalla parte del cardinale che è tuo ed ora anche mio.
    Don Luciano Marrucci

    *********************
    Egr. Don Luciano Marrucci, ho voluto farmi promotore presso i 650 aderenti alla mia rubrica mail, della divulgazione della nobilissima e coraggiosa lettera di don Paolo Farinella e solo in questa veste mi permetto di intervenire, non certo in difesa di don Paolo, ma a sostegno del diritto alla verità.
    Il suo non è semplicemente un invito allobbedienza acritica, ma al silenzio rispettoso, strisciante; quel silenzio che ammorba laria, pur fingendo che essa sia limpida, ma contiene i germi della menzogna.
    Si può mentire anche tacendo, nella mia Sicilia, questo tipo di silenzio si chiama omertà e se ne servono i mafiosi per nascondere le malefatte e continuare ad apparire ( sta qui il dramma dellattuale cronaca) tutto ciò che non sono. Dissento dalla sua interpretazione che vorrebbe attribuire alla lettera di don Paolo un tentativo di aggressione al suo cardinale (che lei non farebbe mai perché ?); don Paolo ha esercitato il dovere della verità, e il diritto di informare e contestare, con dignità e coraggio.
    Sono interpretazioni come la sua che hanno alimentato i temi tanto cari allInquisizione, che non inquisivano i fatti alla ricerca della verità, ma allaffermazione di una verità precostruita, cieca e troppo spesso prepotente.
    Stiamo precipitando nellautoritarismo politico, Dio non voglia che si verifichi anche un autoritarismo religioso !!!
    Oggi noi cattolici (ed insisto nel sottolineare NOI) viviamo la nostra Fede in Cristo, rinunziando a tante espressioni della gerarchia vaticana, perché non riconosciamo in essa la testimonianza più genuina che Cristo elevò nella Croce. Quanti parroci di modeste parrocchie, adusi alla confessione e, quindi, a contatto con le miserie e le grandezze delluomo, sanno testimoniare la Fede in Cristo molto più credibilmente del cardinale che esalta i rapporti con un governo che mortifica le fasce più bisognose e più fragili della popolazione, e nello stesso promuove lo scempio dei valori nei quali NOI cristiani crediamo, pur notando e riflettendo sul silenzio omertoso del vaticano ?
    Riempirei troppe cartelle solo per citare le attuali contraddizioni che emergono proprio da quel Vaticano che dovrebbe rappresentare la Stella Polare dei credenti: lontana, distante, irraggiungibile, ma guida certa e sicura per i viandanti in cerca della meta.. Don Paolo non ha utilizzato il mistero della confessione, anche perché certa gente è ben lontana dal confessare i propri crimini, ha svegliato le coscienze dal torpore dellipnosi mediatica, fornendo quella testimonianza che fortifica e restituisce quelle certezze che giorno dopo giorno ci vengono sottratte.
    Rosario Amico Roxas
    E mi professo: Ateo, per grazia di Dio.

  18. andrea

    Le giunga il mio ringraziamento più sincero.
    In questo buio che ci circonda lei con la sua parola porta parole illuminanti.
    “..la verità verrà urlata dai tetti…” e così appunto sta accadendo.
    Non dobbiamo avere paura…hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi…ma io sono con voi, sino alla consumazione dei tempi…”.
    GRAZIE.

  19. Carla Zironi

    Per me è musica. Caro don Paolo ci fu una comunità cristiana i Catari che vennero sterminati dai papisti al grido Uccideteli tutti Dio riconoscerà i suoi. Un milione e mezzo di occitani. Più che di eresia si trattava di “bottega”. e di un comportamento morale in linea col dettato di Gesù che strideva col comportamento della Curia. Spero che anche in questi tempi bui Dio riconosca i suoi e le sue parole ci fanno ben sperare perchè indicano che le nostre coscienze non soffrono la solitudine e il silenzio. Lei interpreta bene il pensiero e il malessere di chi possiede il sentimento religioso e non lo baratta con l’ossequio formale alle gerarchie genuflesse sul potere temporale.
    Dio non si compra, non è in vendita e chi porta la tonaca non dovrebbe fare il piazzista al miglior offerente.
    Mai una parola, una bella lezione teologica che trascenda la materia e apra lo spirito. Questa società italiana imbarbarita e sempre più devota al teorema di basso calibro mentale, cibo,sesso e marcatura del territorio, avrebbe bisogno non di moralismi ma di lezioni altamente spirituali che la riportino in un contesto cosmico, che la costringano a guardare di nuovo la volta stellata e il mistero che racchiude sentendosene partecipe. Guardano in alto e vedono riflesso solo il vuoto che è in loro. Grazie don Paolo sono con Lei.

  20. franz

    Caro don Paolo: 2 cose!
    1: un parrocchiano ce lhai!! IO !! Mi sento tuo parrocchiano virtuale fin da ora, pur senza conoscerti di persona.
    2: GRAZIE!! E grazie solo a preti come TE che le persone come ME riescono ad avere ancora un briciolo di fiducia e di speranza!!

    Un abbraccio fraterno
    Franz

  21. gianni Pastro

    Caro don Paolo,
    ho letto la tua lettera che condivido in tutto e per tutto.
    L’ho segnalata ad un teologo che vive negli Stati Uniti.
    Sei stato di una lucidità unica.
    Purtroppo, con Bagnasco ma soprattutto con Tarcisio Bertone (lo conosco da molto tempo)non ti risponderanno mai.
    Un abbraccio. Hai una mail?
    ciao.
    Gianni

  22. francesco

    Caro Don Paolo,
    dici di non avere una parrocchia reale creati una parrocchia virtuale con un sito internet; saremmo felici di ascoltare le tue prediche su internet, magari con dei filmati youtube;
    guarda per esempio questo sito http://www.padrebergamaschi.com/ che si rifà ad un cappuccino di reggio emilia scomparso da due anni. Un fraterno saluto

  23. Marco Don

    Caro Don Paolo Farinelli,

    un breve commento alla tua lettera aperta, voce nel deserto italiano sommerso da lazzi, grida, schiamazzi, bugie, vanagloria, narcisismo, supponenza e tronfieria.

    Come accettare tutto questo spettacolo se non con il senso di una evoluzione spirituale umana che sollecita il singolo individuale pensare e sentire umano e lo chiama ad un risveglio tutto personale?

    Come altrimenti giustificare ed accettare il brutto e il cattivo se non come necessari strumenti per l’”esercizio” delle facoltà umane buone e belle ma ancora latenti e potenziali?

    Come non accorgersi soltanto con l’aiuto della degenerazione sempre più marcata dell’abisso nel quale si tende il passo dell’omissione dell’azione dovuta, del passaggio del “kairos” del momento giusto per fare e per non rimanere inerti?

    Il mio scrivere cerca il conforto forse filosofico di una utilità necessaria dello scempio intorno a noi. Cosa altro ancora sembra il cittadino italiano ancora attendere per scuotersi dal torpore che lo circonda?

    Grazie per il tuo scuotimento, ti seguirò online con piacere e con attenzione.

    Marco

  24. Giuseppe Trentin

    Caro don Paolo,
    la tua lettera al cardinale Bagnasco prima e ora ” I tempi della profezia sono maturi” mi hanno aperto il cuore e riavvicinato alla Chiesa autentica ,praticata da don Lorenzo Milani.
    Grazie e non stancarti di denunciare le deviazioni delle gerarchie.
    Giuseppe

  25. Andrea

    Caro Don Paolo, ti ammiro profondamente per il tuo coraggio e la tua lucidità, hai gettato un sasso nella palude che ci circonda e il risultato è sotto gli occhi di tutti, lentamente (ma forse nemmeno tanto) ci stiamo rendendo conto che non possiamo assistere inerti, a quanto avviene. Dobbiamo prendere posizione e gridare con forza che non vogliamo essere rappresentati da persone, i cui valori sono quelli a cui assistiamo quotidianamente. Grazie ancora Don Paolo

  26. carmela vella girgenti

    Solo per caso,ho avuto oggi copia della lettera del padre Farinella.
    Sono profondamente commossa e final-
    mente felice che qualcuno abbia avuto
    il coraggio di urlare la verità.
    Voglio sperare che siano tantissimi
    a leggerla e farla propria.Ma dubito
    molto,per triste esperienza,che Santa
    Madre Chiesa si svegli.
    Con profonda stima
    Carmela

  27. Claudia Gambadori

    Che piacere sentire un prete che espone il suo pensiero liberamente, convinto del fatto che basti essere uomo per esercitare il pensiero e la parola! “Siamo uomini o caporali?” diceva Totò in uno dei suoi film più famosi. Lei ha dimostrato di essere uomo e uomo di fede che ama la verità. Abbiamo sempre bisogno di eroi, non di quelli armati di fucile, ma di quelli che si indignano, si ribellano e richiamano anche i loro fratelli(vescovi compresi) quando li vedono camminare per una strada pericolosa che li porterà alla perdizione. Continui a scrivere, per favore!

  28. Paola

    Finalmente una voce nel silenzio assordante… ritrovo la mia Chiesa, quella fatta di uomini colti e riflessivi e non di clericali indottrinati ed ottusi (o fintamente tali). Vorrei che la Chiesa si facesse sentire, aspetto, ogni giorno… ma arriverà mai un’onda bianco-gialla? questo silenzio non manda forse un segnale di debolezza e sottomissione alla politica? O che segnale vuol mandare questo silenzio? Forse: “rivotatelo?”

  29. Maury

    Meno male che all’interno della chiesa vi è ancora qualcuno che trova dentro di sè il coraggio per dire che il re è nudo. Un grazie dal profondo del cuore

  30. elvira

    La ringrazio anch’io per le sue riflessioni e il suo coraggio. Sono una ex ragazza degli anni settanta e mi chiedo se tutta la passione che abbiamo profuso nella lotta per ottenere alle donne pari diritti e dignità doveva concludersi con questi risultati!
    Anche se, forse, non poteva che andare così!
    Ogni volta che ad una donna intelligente e preparata è stato preferito un uomo solo perchè uomo, ogni volta che una donna è stata dileggiata e mortificata quando, tra mille sacrifici riusciva ad esprimere giuste ambizioni sulla base delle sue qualità, ogni volta che di una donna si è sottolineato l’aspetto fisico in luogo dei suoi meriti, si è aperta la strada alle scorciatoie del baratto tra successo nella vita e favori sessuali.
    Ogni volta che si sono sprecati denari pubblici invece che investirli in servizi sociali, si sono private le donne di quell’aiuto che, solo, avrebbe loro consentito di dedicarsi al lavoro fuori casa con serenità. Alcune delle nostre figlie, di fronte alla fatica improba del farsi strada per il proprio valore e, nel contempo, del reggere il peso delle famiglie, dei giovani e degli anziani,hanno preferito vie più brevi, le solite, le più antiche.
    Anche la battaglia per vivere una sessualità libera, fatta di scelte autonome e responsabili, si traduce oggi in uno squallido “uso il mio corpo per gli scopi che credo più opportuni” senza che vi sia neppure il problema di una riprovazione morale.
    Cosa pensano le madri e i padri di queste ragazze?

  31. lucrezia

    “Nel momento in cui non si pensa e non si discute più insieme del mondo che ci circonda, la società diventa sempre più conflittuale e impaurita. Muore lentamente.”
    Cito Michela Marzano- filosofa italiana espatriata in Francia- per dire che ognuno di noi PUO’ far sapere agli altri come la pensa- ….senza per questo espatriare.

  32. daniela

    Anch’io ho ricevuto tramite mail, solo oggi, copia della lettera scritta da Don Farinella al Card. Bertone, mi ha sconvolta, alla fine avevo le lacrime, mai sentito un Uomo di chiesa esprimersi così apertamente in nome di una Vertà omessa da TUTTI. Grazie Don Farinella, Lei si è comportato come Cristo anzichè come un cristiano.Grazie di cuore, non sono mai stata così fiera e orgogliosa di essere cristiana come oggi.

  33. Annamaria

    Sento il bisogno e il dovere di ringraziare Don Paolo per le sue coraggiose parole: ha interpretato il sentire di molti, nella Chiesa! Speriamo che qualcosa – qualcuno- osi ancora, e la sua voce sia ascoltata dalla Gerarchia. Suor Annamaria

  34. Paola

    Solo l’altro ieri ho “scoperto” sul web la lettera aperta al Card. Bagnasco, che condivido pienamente. Sono cattolica praticante, ma non ho mai condiviso certi comportamenti della gerarchia e soprattutto non comprendo come tanti cattolici possano farsi influenzare nelle loro scelte di vita, e quindi anche politiche, da chi predica bene e razzola male. E poi ci lamentiamo per la mancanza di valori! A questo link: http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=1703&nome=prima
    si può trovare un’altra voce fuori dal coro.
    Grazie Don Paolo, ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà. Continuerò a seguirla e, per quanto possibile a diffondere i suoi scritti.
    Paola

  35. pino

    Caro Don Farinella, ho letto la sua lettera al cardinal Bagnasco e, non solo sono d’accordo con tutto quello che scrive, ma la considero un saggio sull’argomento che tutti dovremmo avere ben chiaro in mente.
    Debbo anche dire che tengo alla privacy mia e degli altri ma qui esiste ostentazione di sè e quindi non si viola assolutamente nulla.
    Complimenti per la sua totale mancanza di peli sulla lingua, nella speranza di leggerla ancora su questo ed altri argomenti interessanti, un cordialissimo saluto.

  36. GabrieleD

    Ha sbagliato mira Don Paolo

    Egregio Don Paolo,
    ho appena finito di leggere la sua lettera al Cardinale Bagnasco in merito alla posizione ed alle azioni che la Chiesa riserva al nostro Presidente del Consiglio e ne sono rimasto davvero impressionato.
    Sono impressionato dal fatto che un prete sia così poco diplomatico ed “allineato” da esprimersi nei termini in cui lei ha scritto.
    Nutro però il sospetto che tanto dissenso rispetto alla linea ufficiale dei vescovi Italiani, in questioni di politica che comportano, come lei dice, un importante do ut des sia a livello economico sia a livello normativo, sia non solo inutile ma anche mal indirizzato.
    Sottoscrivo quanto lei dice non tanto in quanto cattolico (da anni credente ma poco praticante) ma soprattutto in quanto persona civile, dotata di senso morale.
    Ma mi permetto di farle notare almeno un argomento, che non considero trascurabile e che mi fa affermare che lei ha sbagliato mira, che la sua indignazione grande per i comportamenti di Berlusconi dovrebbe essere totalmente sovrastata dal una indignazione ben più grande per altre nefandezze di governo, per altre omissioni o dilavamenti dell’azione dei Vescovi.

    Primo e principale elemento che caratterizza la fede cattolica, prima ancora della temperanza e della morigeratezza dei costumi, molto più in alto dei giudizi sulla libertà sessuale e sull’obbligo che un cattolico avrebbe di non mentire c’è, ritengo, il concetto stesso di Carità.
    E’ la Carità che ci permette di dire, senza tema di smentita, che il cattolicesimo è religione superiore ad altre confessioni. “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente…Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22, 37-39b).
    Ora questo imperativo per i cattolici è apertamente contraddetto e contrastato dal programma di una forza politica attualmente al Governo, che il prossimo suo, soprattutto se extracomunitario, non solo non lo ama ma lo osteggia apertamente.
    E trova consenso.
    Influisce sulla società civile italiana con leggi e propaganda che emargina i diseredati e i più deboli, quasi che fossero umani di serie B, produce e si alimenta di xenofobia e razzismo. In una parola niente oggi in Italia fa più danno ai principi della Chiesa della Lega Nord.
    E’ vero che i Vescovi e la Chiesa tutta hanno sollevato qualche obiezione. Ma è poca cosa, sono voci flebili e per niente consone a quello che riterrei essere il dovere della Chiesa: una condanna aperta ed esplicita a programmi che sminuiscono o annullano la carità cristiana. Un anatema forte a chiunque tradisca i principi cattolici aderendo alle seduzioni egoistiche della Lega.
    Se la morigeratezza dei costumi dei cattolici, minata dall’esempio e dalla politica di Silvio Berlusconi è in pericolo e viene costantemente erosa, quanto più importante sarebbe che il principio stesso dell’uguaglianza e dell’accoglienza che ogni cattolico dovrebbe avere ormai scritto nel proprio DNA, venisse preservato con tutti i mezzi dalla Chiesa?
    Se il richiamo alla morale cattolica viene esplicitamente richiamato dai vescovi ai politici per temi importanti come la procreazione assistita, la difesa della vita, la struttura eterosessuale della coppia con dovizia di mezzi e grande forza, quanto più forte ed importante dovrebbe esserlo per il principio base del cattolicesimo nell’amore per il prossimo?
    In fondo, rispetto per la vita sarebbe anche non rimandare indietro dei disgraziati che tentano di raggiungere la cattolicissima Italia.
    Forse è per queste incongruenze, sempre taciute ma evidenti per molti, che la fiducia nell’azione pastorale dell’apparato ecclesiastico allontana molti dalla Chiesa. Come me tanti dicono di credere ma di non essere disponibili a seguire i Pastori: una emorragia che prosegue e che, a ben vedere, è più che giustificata.
    Richiamino i Vescovi i politici e i cattolici tutti al principio dell’amore per il prossimo, condannino con chiarezza chi calpesta questo principio e maggiormente chi ne fa il suo stesso programma di attività politica e nel sociale e, forse, qualcuno potrebbe tornare a considerare l’ipotesi di riannodare il filo di fiducia con la Chiesa. Non vorremmo tornare al tempo in cui il potere politico era così potente che la Chiesa, pur aiutando qualche ebreo, non ebbe la forza di richiamare questo stesso principio ad alta voce…
    Di questa lettera, Don Paolo, faccia quello che vuole, la mandi al suo Vescovo se pensa che possa servire (e se non riceve punizioni per la sua precedente presa di posizione).

    La prossima volta che vuole, legittimamente, sollevare una obiezione sull’azione dei Vescovi però, ne tenga conto perchè quanto fanno Bossi, Maroni, Calderoli e compagni è mille volte peggio delle piccole e grandi porcherie e bugie del nostro Presidente del Consiglio.

    Cordialità

  37. emanuela medoro

    Grazie a don Paolo Farinella per le sue parole che condivido in pieno. Non ho il dono della parola e non si esprimermi, specialmente nel parlato, per cui mi capita di incassare in silenzio,incapace di difendermi, tantissime arroganti, ignoranti, avvilenti affermazioni che in coscienza laici,cattolici,credenti e non credenti non possono condividere. Capisco però che tacere significa farsi complici, è proprio vero.Dunque questa mia adesione al suo pensiero ed alla sua parola, caro don Paolo, è liberatoria di tante frustrazioni accumulate in una città,L’Aquila, che vota il berlusca con una maggioranza strepitosa, nonostante false promesse, chiacchiere vuote, e pose per fotografi affamati di notizie su di lui.Emanuela

  38. angelica

    Grazie,don Paolo.
    Le Sue parole sono una liberazione!

  39. PAOLO

    Caro don Paolo oggi, per caso, sono venuto a conoscenza della sua lettera a Bagnasco. Devo dire che sono, anzi siamo (io e mia moglie), rimasti senza parole. Infatti mia moglie ha detto: “ma sta dicendo le stesse cose che pensiamo noi e lui è pure un prete!”. Purtroppo queste riflessioni circolano un po’ di nascosto. Una lettera come la sua la dovremmo trovare in primo luogo all’interno di giornali cattolici (Avvenire, Famiglia Cristiana, etc) e invece la troviamo dentro giornali che facevano parte solo qualche decina di anni fa di un mondo di “scomunicati”.

    Mi piacerebbe sapere come la nomenclatura della Chiesa la guarda e se esercitano su di lei delle pressioni per parlare un po’ meno liberamente.
    Saluti e tante grazie per le sue lucide e serie analisi.

    Paolo

  40. Vito Lucarelli

    Soto ateo, ma sono sempre attento al pensiero delle chiesa, la sue parole finalmente chiare e senza reticenze, mi riempiono il cuore e confermano quello che ho sempre saputo e pensato, un prete libero può essere un vero “rivoluzionario”. Grazie

  41. Marco Santachiara

    Caro don Paolo sono davvero positivamente colpito dai tuoi interventi e dal desiderio di autenticità e di verità che mi arriva dalle tue lettere. La lotta per essere se stessi senza se e senza ma in un’epoca di mistificazione e di uso ipocrita della parola mi accomuna a quanto scrivi, soprattutto sento quanto ti è caro il valore dell’essere persona fino in fondo e tutto ciò mi risuona come reale necessità e auspicabile possibilità di cambimento per un mondo realmente più umano. Le tue lettere toccano una questione importante – non credo che si tratti soltanto di una questione personale relativa al nostro Presidente del Consiglio – quanto invece ci mettono in guardia rispetto al rapporto che abbiamo col potere. Qualunque potere che rischia di legarci le mani se non riusciamo davvero a renderci conto del fatto che ci sono cose non negoziabili, e questo è proprio il nostro essere umani. E allora sento anche quanto mentre nomini le istituzioni corrotte e colluse ci tiri di fatto in ballo, anche se non lo affermi esplicitamente, e te ne ringrazio perché a ben pensarci il potere che deleghiamo è proprio un atto su cui siamo noi in primis responsabili. Come penso per un bel po’ di atti che costituiscono, in fin dei conti, la nostra vita. Il disagio espresso è un ottimo e sano modo per ricominciare a vedere e a dire quello che va messo a posto e che non quadra:in questo stai dando voce ai sentimenti di molte persone, me compreso. Mi auguro che a ciò segua da parte di ognuno di noi un ulteriore passo, ossia una maggiore presa di responsabilità che si incarni in un modo di essere più genuino e autentico. Non credo che esista carità autentica senza senso di responsabilità.
    Dott. Marco Santachiara

  42. don Sergio Andreoli

    Manca qualcosa in questo passaggio della Lettera agli amici di don Farinella?

    La gerarchia, se vuole proporsi come guida morale, deve distinguersi dai sistemi immorali di governo e ancora di più dalla politica amorale e senza alcun riferimento etico che invece di educare il popolo prospettando la complessità degli eventi e proponendo le soluzioni ragionevoli.

  43. mirella

    Spero che la lettera di Don Farinella al cardinale Bagnasco venga letta da moltissime persone. La Chiesa è sempre stata con il potere soprattutto quando questo potere è forte. Io sono battezzata, ho frequentato la chiesa e ho lavorato per la chiesa in associazioni come l’azione Cattolica. Adessol’8 per mille lo dò alla chiesa valdese. Quando vedo apparire il papa alla TV cambio canale e quando sono stata a Roma, per la prima volta alcuni anni fa, non ho messo piede in Vaticano. mirella

  44. paola casa

    Ieri sono venuta a conoscenza della lettera sua don paolo, lo fatta leggere a mio marito, ed il conforto di leggere pensieri che condivido pienamente, scritti da un sacerdote mi fanno sentire ancora parte di una chiesa che, io credo fondata su Cristo e sul Vangelo e che in tutti i modi cerco di mettere in atto giorno per giorno nella mia famiglia, nel luogo di lavoro, e nella comunità parrocchiale dove sono catechista. grazie don Paolo. Paola

  45. Mario Giacompolli

    Cari redattori
    complimenti per il vostro coraggio.
    Vorrei avere l’indirizzo E-mail di don Paolo Farinella, che non sono riuscito a trovare in rete.
    Abito nei pressi di Milano e ritengo che non si possa più andare in ordine sparso: occorre un coordinamento che attraversi la chiesa, per tentare di contrastare chi s’è messo con mammona e non permette che ci si opponga a questa tragica prassi: togliere voce a chi non è uno uno di loro.

  46. margherita smeraldi

    caro don Paolo che cosa pensa di don Verzé ?

  47. Risi

    E se pensi che (secondo john Dear, giornalista jesuita) Giovanni paolo II aveva firmato l’ordine di rimuoverlo come vescovo di Salvador lo stesso mattino del suo martirio!!

  48. Blealergo

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