Un biotestamento al giorno e tolgo i morti (per bombe) di torno
28-04-2011
di don Paolo Farinella
Temendo di non avere i voti necessari, nonostante gli Scilipoti di turno, Berlusconi ha tirato fuori dal cilindro il coniglio clericale: il biotestamento che vuole fare approvare in tutta fretta per comprare i voti dei cosiddetti «cattolici» di supporto. Così pensa di comprare certi vescovi, i quali incassano e tacciono e i cattolici delle salmerie che portano nutrizione e idratazione assistete al governo, sono indotti a votare in favore della guerra in Libia e di tutte le altre porcate. E’ evidente che a Berlusconi e al suo governo nulla importa del testamento biologico, nulla importa della scelta dei malati, delle famiglie e dei medici; a lui importa di venire fuori dai casini che lui stesso ha creato con la sua pazzia e la sua demenza scellerata.
Se i Vescovi accettano questo baratto e se i cattolici gli vanno dietro barattando bombardamenti e fine vita, sono complici e responsabili delle morti dei libici come di quelle degli italiani negli ospedali e nelle case. A questo punto, avremmo la prova provata che Dio non esiste, che è solo un corollario di potere, una frustra per imporre visioni e morali per esercitare il governo con oscenità, senza etica e senza decenza.
Tutto è lecito, tranne l’indecenza del baratto che usa tragedie individuali e di famiglie intere pur di racimolare un consenso parlamentare da postribolo. Guai ai vescovi che si lasciano illudere da un giocoliere senza scrupoli che li deruba anche della loro dignità, comprandoli a così poco prezzo! Se cadono nel tranello, hanno rinnegato Cristo e perduto ogni loro onestà, se mai ne hanno avuta una! Berlusconi usa anche i moribondi pur di stare a galla. Vescovi, se siete ciechi, aprite almeno le vostre mitrie e spalancate i vostri cappelli per rendervi conto che continua a comprarvi, come se foste uova di Pasqua. A guardarvi conciati come siete, sembrate proprio uova pasquali infiocchettati. Come ai vostri colleghi del sinedrio, Gesù dice: Avete ricevuto la vostra ricompensa.
Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco nel centro storico di Genova in una parrocchia senza parrocchiani e senza territorio. Dal 1998 al 2003 ha vissuto a Gerusalemme "per risciacquare i panni nel Giordano" e visitare in lungo e in largo la Palestina. Qui ha vissuto per intero la seconda intifada. Ha conseguito due licenze: in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche e Archeologia. Biblista di professione con studi specifici nelle lingue bilbiche (ebraico, aramaico, greco), collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Con Gabrielli editori ha già pubblicato: "Crocifisso tra potere e grazia" (2006), "Ritorno all'antica messa" (2007), "Bibbia. Parole, segreti, misteri" (2008).
questo significa parlar chiaro!!!! Se ci fossero più parroci come don paolo molti si riconcilierebbero con la religione cattolica!!!!!! ma se lo stesso papa Wojtila alla fine ha rifiutato l’accanimento terapeutico per morire in pace, perchè devono costringere le persone comuni a sopravvivere contro la loro volontà solo per calcoli politici??? E’ una vergogna!!!!!!
Il comportamento di molti porporati mi dà molta tristezza. Non resta che pregare, come dice il cardinale Martini. Ciao
Ogni giorno di più questi porporati confermano di essere non dei pastori, ma dei mercenari che si vendono al lupo che sbrana il loro gregge: don Farinella fa bene a ricordarcelo.
“Sia il vostro parlare sì sì, no no, il di più viene dal maligno”. (Matteo 5,37)
mi pare che Don Paolo abbia fatto suo questo insegnamento.
che Dio la benedica.