La Lettera

Per ripulire la democrazia inquinata i ragazzi hanno bisogno di un giornale libero

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È abbastanza frequente che editori della carta stampata chiudano i loro giornali. Anche a me è capitato quando dirigevo “L’Avvenire d’Italia”, e oggi si annuncia una vera e propria epidemia a causa della decisione del governo di togliere i fondi all’editoria giornalistica. Ma che chiuda Domani di Arcoiris Tv, che è un giornale on line, è una notizia …

La Lettera

Domani chiude, addio

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L’ironia di Jacques Prévert, poeta del surrealismo, versi e canzoni nei bistrot di Parigi, accompagna la decadenza della casa reale: Luigi Primo, Luigi Secondo, Luigi Terzo… Luigi XVI al quale la rivoluzione taglia la testa: “Che dinastia è mai questa se i sovrani non sanno contare fino a 17″. Un po’ la storia di Domani: non riesce a contare fino …

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Teatro bene comune per il palcoscenico di dopodomani

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Teatro Municipal - Foto di Elton Melo

“Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”. Parole di Leo …

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Il governo Berlusconi non è riuscito a cancellare l’articolo 18, ci riuscirà la ministra Fornero?

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Roma 23 marzo 2002: l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati al Circo Massimo

Il governo Monti ha perso il primo round con Susanna Camusso che fa la guardia alla civiltà del lavoro, fondamento dell’Europa Unita. Sono 10 anni che è morto Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Br. Si sentiva minacciato, chiedeva la scorta: lo Scajola allora ministro ha commentato la sua morte, “era un rompicoglioni”. Rinasce l’odio di quei giorni? Risponde Cesare Melloni, …

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Tre, quattro, cinque figli con tremila euro al mese. Cappotti rivoltati, mai vacanze, libri in prestito... La vita complicata dei ragazzi che crescono in nuclei popolati come tribù. Perché le coppie pellegrine della procreazione assistita non guardano il mondo pieno di bambini soli e randagi?

Provocazione: basta con le famiglie numerose dei talebani del cattolicesimo

07-10-2010

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Children - Foto di Josefnovak33

Confesso che, nonostante io appartenga, oramai, a un’età anagrafica preistorica, essendo comparso alla luce del sole nel remoto 1945, e a dispetto della mia appartenenza a una famiglia cattolicissima – ma non taleban-cattolica – non sono mai riuscito a comprendere e a giustificare l’affaire “famiglia numerosa”, ossia con prole strabordante, quale segno e traguardo, insieme, della vita coniugale, benedetta da Dio e dagli uomini.

Nella mia famiglia eravamo quattro fratelli, io ho cooperato alla nascita di due figlie. Non sufficit? Perché? C’è gente che, tra figli autoctoni, adottivi e in affidamento, ha deciso, secondo me, di strafare. Il troppo stroppia, dicono. Siamo uomini o animali da riproduzione coatta? Questi stakanovisti della procreazione, assistita, sì, ma solo dalla Provvidenza, si sono riuniti, in agosto, all’Aquafan di Riccione; il record apparteneva a un pensionato di Monza, con ben 15 figli. Cinque anni fa, una famiglia di Brescia aveva fondato un’associazione di difesa dei diritti delle famiglie numerose; siamo ora, giunti a diecimila iscritti, con tanto di sito web, ove operano soprattutto i Gaf, Gruppi acquisti familiari, per ammannire consigli su alimentari ed extra con cui tirar su questi squadroni casalinghi.

La riunione è stata, naturalmente, preceduta da un’immancabile Messa. Uno di questi padri di super-famiglie si lagnava del fatto che che, per ogni passaporto per l’estero, per i figli minori, deve scucire 100 euro; ma come, hai sei figli e ti permetti e pretendi anche di portarli all’estero? Vuoi la botte piena e la moglie ubriaca, oltre che sempre incinta? Naturalmente non mancano, tra i prolifici, i genitori insegnanti, un must nel campo specifico, anzi, sono esemplari tipici e numerosi. Si affidano alla Provvidenza, quasi fosse un bancomat; io trovo che sia quasi una sfida blasfema, lanciata a Dio ed al Suo intervento, preteso, più che invocato. È tutta gente che non conosce la più modesta delle vacanze, che ricicla abiti usati, che non esce mai per un film, una pizza, dove i giocattoli, anche i più modesti, sono un lusso, dove si leggono solo libri presi in prestito in biblioteca.

Loro, i genitori, si dicono appagati, ma i figli? Con tremila euro di introito complessivo, se va bene, devono tirar su sei, sette, otto figli; ma come fanno? È indispensabile, nel 2010, un’operazione del genere? Ci sono famiglie di questo genere che vivono in case popolari fatiscenti, con camere zeppe di letti a castello. Ma questi papi e mami, con superlavoro di copulazioni, solo in periodi fertili, ça va sans dire, sono contenti così, si sentono anticonformisti. Ma io continuo a chiedermi se, in un mondo non più arcaico e contadino, sia necessario imporsi e imporre, con un certo sadomasochismo, sacrifici, contrarietà, ostacoli, rinunce, da portare avanti, al giorno d’oggi, fino all’università ed oltre, dato che il tempo dell’analfabetismo o delle elementari frequentate per due, tre, cinque anni, è passato da un pezzo.

Vi sono svariate specie di genitori super-prolifici: abbiamo i Focolarini e gli affiliati all’Opus Dei si accontentano di tre, quattro, cinque. Poi ci sono gli adepti dell’Equipes Notre Dame, della Comunità di Schoenstatt, della Santa Famiglia, delle Diaconìe dei Servi di Maria. Il loro altare, l’arena dei loro sacri certamina sessuali e fedeistici, è il letto matrimoniale; ivi vanno banditi termometri e calendarii, gli strumenti di base dell’Ogino-Knaus, vade retro pure a quello. Se proprio si fa necessario, preghiera ed astinenza! Questi clan di spiritualisti sono diffusi soprattutto qui in Emilia, sull’Appennino bolognese e tra Reggio e Modena. Pur essendo, o reputandosi , cattolici esemplari, vivono, però, come gli Amish o gli anabattisti. Ora, io mi chiedo se veramente si può attribuire a Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, e, soprattutto, di noi, poveri esseri umani, la volontà sadomaso e luciferina di averci fornito di organi sessuali, per abusarne, ad libitum, solo e soltanto in vista di un incremento demografico globale.

Mi chiedo anche se qualche giornalista non abbia mai provato ad intervistare, lungi dalla presenza ossessiva dei genitori, anche i componenti figli di queste famiglie, e magari anche quelle povere madri, che non fanno che sfornare figli ogni due, tre anni al massimo, a ripetizione. Che mai penseranno veramente, questi ragazzi e le loro sorelle; o le loro madri ognor pregne, che immagino fisicamente sfondate a 30-35 anni.? Confesso, insomma, di non arrivare a comprendere queste frenesie di ripopolamento demografico coatto; forse sono un meschino egoista, egotico, egocentrico, che, comunque, già con solo due figlie, ne ha passate e viste delle belle, come in ogni normale famiglia di questo pianeta, del resto. Ma mi è bastato, non so se sarei sopravvissuto con un numero doppio o triplo di infanti per casa, da allevare e poi mantenere, dignitosamente e decentemente, per decenni.

Franco Bifani ha insegnato Lettere in istituti medi e superiori dal 1968 al 2003. Da quando è in pensione si dedica essenzialmente alle sue passioni: la scrittura, la psicologia e il cinema.
 

Commenti

  1. PAOLO PASUBIO

    Qui di talebano c’e’ solo il suo articolo.
    Io credo di vivere in un paese democratico (nonostante il governo attuale) e dunque di poter scegliere io quanti figli fare. E, se io e mia moglie ne vogliamo quattro (come infatti e’), ne facciamo quattro. Senza chiedere il permesso a lei.
    E se decido che cosi’ non posso permettermi la settimana a Sharm-el-sheik, saranno fatti miei. Se i miei soldi (e, mi creda sulla parola, sono molto meno dei tremila euro che lei pensa) li spendo per istruire e far crescere i miei figli e non sciando a Cortina, peggio per me. E non peggio per i miei figli, che se fosse per lei neppure esisterebbero, ma che da grandi decideranno loro se andare in vacanza a Cefalu’ o fare anche loro quattro figli. Liberamente. Sempre che la gente come lei ce ne lasci l’opportunita’.
    E lasciamo perdere la “provocazione”. Queste sono sparate stile bossi o berlusconi: tirare il sasso e nascondere la mano. Excusatio non petita.
    PS Sono orgogliosamente di sinistra, ma non ho le fette di prosciutto sugli occhi.

  2. RITA

    Sono nata (1967) e cresciuta in una famiglia dove se eravamo in pochi eravamo in 13 a tavola, orgogliosa, felice e coccolata (il rapporto che si crea tra fratelli dove al massimo sono in 3 non è paragonabile) non hò mai sentito la mancanza di Cortina, sci o altre fesserie, ma mi sono sentita protetta e aiutata in maniera eccezzionale dai fratelli/sorelle……….
    Come migliore amica hò una signora che è figlia unica (è venuta ad abitare vicino a noi che avevo 6 anni, stessa età), e a 14 anni mi hà portato in ferie con lei in Svizzera, niente da dire allora l’ho invidiata, ma dopo 7 gg avevo già nostalgia della mia famiglia, ora è lei che affranta mi dice che brutto è essere soli ad assistere/aiutare due genitori anziani, non aver nessuno con cui parlare ecc.ecc. (problema che io assolutamente non hò con la mia tribu)……….
    Ho avuto 3 figli, ed uno adottato e se tornassi indietro penso che ne farei un altro paio……….
    Tu pensala come vuoi, ma non criticare e non impicciarti delle scelte altrui…………

  3. Franco Bifani

    Rita, la Sua affermazione, secondo la quale il legame affettivo tra 13 fratelli sarebbe migliore di quello fra tre soli, è arbitraria,univoca e discutibilissima, anche perchè pare che l’affetto fraterno sia una variabile quantitativa e non qualitativa. Anche l’istituzione di un paragone tra due estremi opposti, come il figlio unico e chi ha 12 fratelli è paradossale.Esistono comunque fior di figli unici felicissimi, sereni ed ottime persone, tra cui mia moglie; a Lei è capitato un esemplare anomalo. Se non l’amore fraterno, Le difetta la cortesia ed anche lo spirito di tolleranza, dato che è cosa ovvia, buona, giusta, equa e salutare che io la pensi come voglio e che lo esprima anche, nonostante la cosa a Lei procuri evidente disturbo e fastidio. Non pensavo che palesare la propria opinione su qualsiasi argomento equivalesse ad impicciarsi dei fatti altrui; ma sa, io avevo solo tre fratelli, non 13, perdoni dunque sia me che i miei genitori.
    A Lei, signor Pasubio, chiarisco che il titolo originale della mia lettera era semplicemente “Crescete e moltiplicatevi”; se poi chi l’ha pubblicata non ha incontrato i Suoi gusti, non so che dirLe. Lei continui pure ad incrementare la prole,con o senza il mio permesso; Le faccio comunque presente che ogni singolo individuo, specie oggidì, pesa non solo sulla famiglia d’origine, ma sulla società tutta. Anch’io non ho mai mandato in lochi turistici esclusivi le mia figlie;anzi, per 17 anni, non mi sono mai permesso la minima vacanza, nemmeno fuori porta.Inoltre, La prego, non mi attribuisca simpatie per ideologìe di destra; tutto, ma non Lega e PdL! Non ho mai cercato exscusationes, nel corso della mia lettera e preferisco gustare il prosciutto in bocca, piuttosto che depositarmelo sugli occhi, a mo’ di parasole. Guardi che non basta avere molti figli per affermare di essere di sinistra; non siamo più nella Cina di Mao o nell’URSS di Stalin e le sinistre sono molte, anzi, troppe, arrivano a toccare l’estremo ideologico opposto. Al massimo, potrà anche Lei esclamare: “La c’è la Provvidenza!”, come Renzo Tramaglino, personaggio creato da un galantuomo, comunque di quasi 2 secoli fa, che fece morire la moglie,sfinita, al 13° parto. Ma lui, comunque, si sentiva la coscienza a posto, da buon cattolico, talebano o meno…

  4. RITA

    A me manca la cortesia ????
    Per aver detto che le famiglie numerose sono meglio di quelle a numero limitato ??? Benissimo io sarò scortese, ma il paragone l’ho fatto su me stessa, dicendo solo che se uno decide per un figlio o quindicimila figli sono solo cavolacci suoi, e sottolineando che in una famiglia numerosa si sta bene (sempre nel mio caso) mentre tu (3 fratelli) con moglie una figlia unica, ti sei trovato bene nella tua vita, ma ti permetti di giudicare e denigrare le famiglie numerose……….(come già da esempio la mia più cara amica non sembra tanto felice)…..
    Per le spese che come sostieni tu vengono sostenute dalla società civile per questi bambini, ragazzi o nuclei numerosi, sono un centesimo se non meno di quanto costa una popolazione “vecchia”, e in futuro sarà sempre peggio, le nazioni che stanno meglio o che possono aver un buon sviluppo sono quelle dove l’età media è bassa (non certo l’Italia)………..
    Scusi tanto, quando io o lei avremmo circa 60/70 anni, dato che i contributi durante gli anni se li sono mangiati chi provvederà a tutte questi anziani ?? Forse il figlio unico con genitori e pure nonni a carico………….

  5. Franco Bifani

    Rita carisssima, Lei ha terminato il Suo primo commento seccamente invitandomi a non impicciarmi dei fatti altrui, esempio che io mi sono bene guardato dal seguire; così scrivendo, dicendo e pensando, Lei taglia le gambe e la lingua all’opinione pubblica, non solo mia, convinta che la Via, la Verità e la Vita Le appartengano in modo esclusivo. Non restringa il campo del dibattto a noi due, lo allarghi all’odierna società in crisi economica, e non solo. Inoltre, mi citi, parola per parola, dove mai io avrei denigrato qualcuno, se conosce il significato corretto e primario del termine, da Lei usato in senso assolutamente negativo e maligno; penso di essermi limitato ad una certa ironia, non certo al sarcasmo. Ieri discutevo della cosa con mio fratello, medico stimatissimo in una Casa Protetta, anno 1947, anche lui un egoista con soli due figli, che arranca, come me, prof statale pensionato, per arrivare alla fin del mese. Non so se, avendo 8, 10, 13 figli, sarebbe riuscito a portarli ad una laurea, con cui i suoi due oggi svolgono la loro professione di impiegati. Io ho potuto offrire alle mie due solo un diploma di Scuola superiore; ora sono disoccupoate! Lei pensa che abbiamo torto entrambi, siamo dei genitori da additare al pubblico ludibrio, alla gogna civile? Solo chi prolifica in quantità rilevante avrà, alla fine dei suoi tempi, il premio eterno, gli altri saranno invece gettati là dove sarà pianto e stridore di denti? Termino precisando bene ed una volta per tutte che non provo per Lei che stima, anche se non la pensa, sull’argomento “Prole”, come me; Rita, il mondo vive e progredisce, ogni tanto,con lentezza esasperante,con il dibattito tra persone che hanno opinioni diverse; l’importante è sapersi confrontare con reciproco rispetto.

  6. RITA

    Carissimo Franco (porti il nome del mio 3* fratello), ti ho seccamente detto di farti gli affari tuoi per un semplice motivo, perchè in ogni secolo qualcuno viene additato per qualche motivo, in questo momento le famiglie numerose……….. ma solo chi c’è dentro puo dire se sta bene o no……… non mi sembra il tuo caso, quindi non puoi giudicare.
    Per i sacrifici che hai fatto per le tue figlie, onorevoli sicuramente, come ogni degno genitore (almeno si spera, poi ci sono i casi assurdi, genitori che ammazzano i figli o viceversa, ma mi permettera di dire che in quel caso sono come minimo pazzi), sei sicuro che la laurea che si sono sudate con il tuo aiuto economico, sia stata tutta la loro volontà, oppure è stato un insegnamento di famiglia ( mi spiego tu chiedi alle figlie “cosa ti piacerebbe fare da grande ?” e loro avranno detto che ne so “insegnante, infermiera, avvocato” o che so io ma sempre sotto il tuo sguardo di papà amorevole, che quando va bene un esame le loda e sgancia e se va male propone il prossimo esame come traguardo……..
    Anche nelle famiglie numerose si laureano, magari lavorando e ci mettono più tempo, ma stai sicuro che sono più “mordaci”…….
    Nella mia famiglia c’è chi si è laureato e chi fa il manovale, ma per libera scelta, e ti posso assicurare che con il primogenito (che per fortuna non sono io) dove i miei hanno insistito per farlo continuare (sia con gli studi che con l’attività di famiglia è stato un disastro)………….
    Altro piccolo esempio perchè mi da fastidio il giudicare in maniera leggera come fai tu (mi sono accorta che ogni tanto ti do del tu ogni tanto del lei, prendimi così), avendo una grande riserva di parenti quando per motivi vari non potevo andare a prendere la piccola all’asilo (a circa 30 Km di distanza, era più vicina al posto di lavoro) ci passava il fratello che era libero al momento (5 e tutti maschi quelli più vicini), bene una signora un giorno mi ferma e mi fa “Buongiorno signora, ieri sera hò conosciuto un altro degli innumerevoli “zii” della piccola, ma mi creda è meglio avere un rapporto duraturo per non confonderla”…………
    A parte la voglia di prenderla per il collo sono rimasta impalata arrossendo come un peperone, tutti consigli utili ma nessuno che si fa i cavoli suoi, sarà anche vero che se avesse avuto un turnover assiduo di “zii” sarebbe stata disorientata (la bambina) ma non hò ancora visto nessuna laurea in psicologia della signora, idem per te, pensa cosa vuoi e attualo (nel limite della legge e con il consenso di chi ti accompagna nella tua avventura), ma lascia la stessa libertà a tutte le altre persone……
    Per collegarci al discorso di prima, hai per caso aiutato una famiglia numerosa con soldi, trasporti, generi alimentari o vestiti ??? Di solito la risposta è no, ma danno fastidio perchè girano con il furgoncino scassato, fanno un baccano indiavolato, hanno vestiti che dal primo passano a cascata in giù (quindi lisi o rotti), perchè i fratelli più grandi aiutano quelli più piccoli (compito che spetta ai genitori) e altre monate ne hò sentite a volontà nella mia vita in tribù………………..

  7. Franco Bifani

    Rita, va bene per il tu, te lo contraccambio. Non penso di aver scritto monate o peggio e di essere stato sventato, leggero e superficiale. Se rileggi bene la mia lettera, non sono stato io ad offrire alle mie figlie la laurea, ma mio fratello. Le mie hanno solo un diploma di Scuola professionale, di più non potevo, perchè nell’87, quando avevano 9 e 13 anni, io mi sono separato, ma le ho fortemente volute con me, con un lauto stipendio da prof statale, i debiti onerosi della loro madre biologica da pagare, un’auto con 240mila km e 14 anni di età, il cui motore urlava di dolore ad ogni cambio di marcia. Le ho rivestite per lungo tempo con gli abiti smessi della prole delle mie colleghe, le nutrivo come potevo, a base di pasta, riso e carne trita e mortdella. Il pomeriggio giravo per le campagne del Parmense ad incassare i premi di un’assicirazione, per 200mila lire mensili. Quindi, niente premi per i successi scolastici, non potevo. E’ solo dopo essermi risposato con l’ottima figlia unica che mi sono lentamente risollevato; ma ora le mie figlie sono ancora disoccupate, in virtù anche dell’operato dell’attuale governo, teso e preoccupato solo di far passare leggi-scudo, ad personam ed a soffocare le intercettazioni. Quindi, sono ancora a mio carico.

  8. RITA

    Abbiamo sbagliato a giudicare tutti e due, io pensando che tu fossi un “caro benpensante” con la puzza sotto il naso, tu giudicando le famiglie numerose………..
    Per i casi della vita (mi dispiace per quello che ti è accaduto), è come giocare al superenalotto, nel senso che fin quando non ci sei dentro anche li non puoi giudicare, nel mio caso per esempio sono rimasta incinta a 17 anni, mio marito ne aveva 22 (entrambi senza lavoro naturalmente), il prete era titubante sullo sposarci, un altra gentile vicina mi hà “informata” che se volevo c’era l’aborto o l’adozione rimanendo anonima (pensa un pò non lo sapeva stavo solo facendo il corso per diventare infermiera, dopo aver preso il diploma di operatore chimico), un altra mi hà detto che “mia figlia si sposa con sentimento hà una certa età e saprà tenere le redini di una famiglia”, mi sembra abbastanza chiaro che se facevano delle puntate sulla riuscita del mio matrimonio erano vicine pressoche allo zero………….
    Vuoi sapere i risultati ??? io il 19 ottobre festeggio il mio venticinquesimo anno di matrimonio, le altre coppie sposate nello stesso mese (3) sono scoppiate da un bel po di tempo, e se mi giro indietro e vedo tutto quello che hò passato (famiglia numerosa da entrambe le parti, quindi poco o nessun aiuto, figli, incidente grave di mio marito, lavoro a momenti si e a momenti no, debiti per casa e capannone ecc.ecc) comunque rifarei tutto lo stesso esattamente come l’hò già fatto…….
    La mia macchina è una punto a tre porte del 1993……………..

  9. rita

    Come avrai notato dal post precedente mi sono astenuta dal fare commenti sulla politica, in quanto a mio modesto parere ormai siamo ridotti pressapoco a questo punto, tu vai in un ristorante, e per motivi tuoi rimani tutto il giorno li, il mattino c’è un avvenente signorina molto gentile che ti porta caffe, latte e biscotti, a mezzogiorno c’è una signora tipo tedesca, poche parole ma efficente, cibo abbondante, la sera ti ritrovi con una cameriera turca, con cibo che non è quello che hai ordinato e lei sgarbatamente ti dice che deve chiudere, cosa hanno in comune tutte e tre ??? che sarai sempre e solo tu a pagare il conto……………..
    E lo stesso mistero dei posti pubblici, famiglia di fronte a casa mia, mamma, papà e due figli tutti statali, nella mia famiglia uno solo è riuscito a passare tutti gli esami per diventare carabiniere nel 1984, lo hanno scartato alla visita medica e sai perchè ?? Aveva un paio di brufoli che con l’età gli sono passati, naturalmente per fare il militare andava benissimo negli alpini (è alto un metro e novantacinque, spalle large e fianchi stretti, campione di sci e pattinaggio, occhi azzurri e capelli biondi) ……….. i soliti misteri dell’Italia……………

  10. Franco Bifani

    Rita, pensa che per il fatto dei brufoli -acne, per l’esattezza- mi avevano rinnovato la visita militare, dai 19 ai 24 anni; c’è un articolo per cui, in questi casi di orribili sfregi epidermici, sei sospetto di essere portatore e propalatore di tremendi morbi. Meno male, si fa per dire, che, in seguito, per un terribile incidente d’auto,ho evitato il militare. Non sopporto esercito, forze dell’ordine, divise, kepì, alamari, fregi e mostrine, cioè tutto il mondo in cui devi obbedire a qualsiasi ordine di un superiore, senza poterlo discutere, in modo becero ed irrazionale. Come scriveva Primo Levi per le SS, c’è gente che senza divisa è solo un povero omuncolo, ed acquista qualità, arroganza,prepotenza ed incute timore solo quando di essa si riveste. La visione di una divisa, sia pure quella di un vigile urbano, mi irrita e mi predispone alla disobbedienza,ed all’anarchia. Avevo scelto di insegnare per due anni in Somalia, per il servizio civile, ma ho avuto quell’incidente. L’unica cosa che mi dispiace della mia vita e che non rifarei mai è la scelta di una madre sbagliata per le mie figlie, verso le quali ancora ora, dopo decenni, mi sento in colpa. Per ricoprire certi posti, statali o privati, bisogna necessariamente essere “amici del giaguaro”, dai tempi dei tempi, Ora più che mai, per una ragazza, è sufficiente una bella presenza, perlomeno la quarta di reggiseno, un sedere da urlo, due labbroni a canotto e molta disponibiltà a posizionarsi orizzontalmente con chi di dovere. I preti sono sempre titubanti, a piacere loro; per me, divorziato risposato,un parroco locale aveva consigliato di non farmi notare troppo nella sua chiesa, per non dare scandalo ai puri e pii fedeli bigotti e pinzocheri, pur sapendo bene perchè avevo divorziato e che mi ero tenuto le mie due figlie. Mi meraviglio che tu non abbia sputato in faccia alla vicina, che immagino assidua, fervente e fervida frequentatrice di sagrestie,oratorii e vescovadi. Anche tu, però, Rita, ma insomma, tu ed il futuro consorte dovevate restare in astinenza e castità, come fanno i bravi cattolici… Se appena riesci, cambia l’auto, o una volta o l’altra ti ritrovi con il sedere per terra; se giri un po’ ne trovi di usate in buono stato, ne ho comprate io ben due per le mie bimbe, di 33 e 37 anni.