Con oltre 100.000 presenze, è la più importante manifestazione di lettura pubblica d’Italia. Madri, padri, figli, nipoti. La memoria – tema scelto per il decennale – è un filo resistente che non si spezza, nonostante le bugie, i segreti e i silenzi che da sempre inquinano la storia e il presente del nostro Paese. Il padre di Adelmo era uno dei sette fratelli Cervi (figli di Alcide e Genoveffa). Franco, invece, è figlio di Pio La Torre, comunista siciliano ucciso perchè autore della legge che nel 1982 istituva finalmente il reato di associazione mafiosa. Ma ci saranno anche figli di “nessuno”: alla stazione di Bologna arriverà Giuseppa Fresu: sua sorella, Maria, aveva 24 anni quando fu polverizzata dalla bomba fascista del 2 agosto 1980. Giovane madre dilaniata insieme alla figlia Angela, che di anni ne aveva solo 3. Quanti se ne ricordano? Quanti si sentono in dovere di ricordare?
La mattina del 16 ottobre sarà Raniero La Valle, presidente dei Comitati Dossetti per la difesa della Costituzione, ad inaugurare l’ultima di tre giornate di letture dedicate alla memoria, davanti al sacrario dei caduti per la Liberazione di Bologna. L’esordio a Venezia, sabato 9, vedrà invece la partecipazione di Stefano Benni, Ivano Marescotti, Roberto Citran, Carlo Mazzacurati, Vitaliano Trevisan e dei vincitori di “Coop for Words”, concorso per giovani scrittori. Insieme a loro ci saranno Beatrice Bortolozzo (figlia di Gabriele, per 40 anni operaio al petrolchimico di Marghera, oggi scomparso, che con le sue denunce al giudice Casson aveva dato origine al processo Montedison-Enichem) e Matteo Luzza, il cui fratello è stato ucciso dalla ’ndrangheta.
Come ogni ottobre, centinaia di libri metteranno le gambe ed usciranno dagli scaffali delle librerie e delle biblioteche, per farsi ascoltare: in stazione, alle poste, in autobus, nelle calli, sotto i portici, nelle case di riposo e nelle ex aree industriali, nelle scuole, nelle carceri. Grazie alle voci di donne e uomini scrittori chiamati a partecipare a questa maratona di lettura che Coop Adriatica promuove da ormai dieci anni. Maratona già premiata con la Medaglia d’argento dal Presidente Ciampi in quanto “appuntamento culturale di grande interesse per il valore dei temi proposti”.
Una umanità che non vive solo di centri commericali e carrelli per la spesa: “cooperare” significa anche portare libri a casa di chi non può uscire; audio-libri per chi non ci vede. Per ogni libro che in questi giorni d’ottobre scenderà in strada, altrettanti durante l’anno entrano nelle case di chi, per salute o per destino, di casa non può uscire. Questo grazie ai volontari di “Ausilio per la Cultura”, attività di prestito a domicilio effettuata da gruppi di soci Coop, in accordo con le biblioteche pubbliche e con i centri del Libro Parlato. Grazie a loro il piacere della lettura – e, con esso, il diritto alla conoscenza – è alla portata di anziani, disabili, ipovedenti e non vedenti. I libri non si mangiano? Verissimo. Infatti ci sono altri volontari cooperatori che ti portano a casa la spesa, alleviando i disagi di un welfare che non è più in grado di soddisfare i bisogni di tutti. Solidarietà non è solo una bella parola: libri e letture aiutano a coglierne il significato profondo.
Ogni anno migliaia di persone a Bologna, Venezia e Cesena (il 15) approfittano del piacere della lettura in luoghi quotidiani e per questo inaspettati. Cultura e solidarietà vanno a braccetto. Perché, come scrisse dieci anni fa Roberto Roversi nel manifesto di Ad alta voce, “Là dove entra un libro, o si ascolta una voce, esce rapido un cattivo pensiero. E la nebbia della noia è soffocata dal vento di una buona sorpresa; e i luoghi sembrano popolarsi di gente amica. Nessuno è mai solo con un libro in mano. Adesso, anche chi lo racconta, basta chiamarlo e arriva”.
Quest’anno la maratona terminerà a L’Aquila, sabato 23 ottobre. Per rispondere ad una richiesta d’aiuto: dopo mesi di bugie, parole cattive e risate crudeli, c’è bisogno di “ricostruire” anche un tessuto sociale e cittadino colpito dalla meschinità degli uomini: filosofi, storici dell’arte, architetti ed urbanisti – tra questi Andrea Emiliani, Philip Rylands e Pier Luigi Cervellati – introdurranno ogni singolo evento con una personale narrazione dello spazio “inconsueto” che lo ospita.
La memoria, dunque, si fa spazio e prende la parola. Ce n’è bisogno, oggi più che mai. Lo si può fare in vari modi. Tutti possono, dovrebbero farlo. Tutti i giorni, se possibilie. Perchè, come ammonisce la voce femminile nel finale del Sillabario della Cooperazione (spettacolo teatrale dedicato alle parole fondanti della cooperazione), “la memoria è un ingranaggio collettivo: diventi la memoria il nostro futuro, perchè il futuro ha una memoria”.
www.adaltavoce.it
Riccardo Lenzi (Bologna 1974) è redattore e free lance. Ha scritto due libri: "L'Altrainformazione. Quattro gatti tra la via Emilia e il web" (Pendragon, 2004) e, insieme ad Antonella Beccaria, "Schegge contro la democrazia. 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari" (Socialmente, 2010)